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Gemellaggio tra il Liceo “San Paolo” di Oppido Mamertina e la Provincia Italia della Società San Paolo

Il 6 e 7 dicembre scorsi presso i locali del Liceo Ginnasio “San Paolo” si è tenuto il Gemellaggio del nostro Liceo con la Provincia Italia della Società San Paolo fondata da beato Giacomo Alberione. Presenti al Gemellaggio cinque rappresentanti del Governo della Provincia Italia guidati dal Direttore nazionale dei cooperatori paolini don Guido Colombo.

I due giorni sono iniziati con una suggestiva celebrazione di accoglienza della reliquia del beato Giacomo Alberione nella Cappella del Seminario Vescovile presieduta dal nostro Vescovo Mons. Francesco Milito. Subito dopo si è tagliato ufficialmente il nastro che ha dato inizio al Gemellaggio per poi svelare la lapide ricordo del Gemellaggio collocata all’entrata del Liceo. Dopo un breve momento di saluti in Aula Magna e un semplice rinfresco c’è stato un interessante Convegno sull’impatto dei social sulla mente, sul comportamento e sullo studio, specialmente nel mondo giovanile, cercando di individuare i punti positivi per dare un solido contributo attraverso i nuovi mezzi di comunicazione alla Nuova Evangelizzazione. I relatori del Convegno sono stati don Guido Colombo e il Direttore della rivista paolina “Benessere” Giuseppe Altamore.

Il secondo giorno sono stati presentati presso la Sala Vescovile della Comunità le future collaborazioni culturali tra il nostro Liceo e la Provincia Italia della Società San Paolo che danno così inizio ad un proficuo rapporto culturale tra le due realtà ecclesiali e specificamente:

1)Un corso per i seminaristi e gli alunni del Liceo sul retto uso dei nuovi mezzi di Comunicazione Sociale fatto da don Guido Colombo;

2)La possibilità per i ragazzi di cimentarsi in un progetto di scrittura creativa diventando apprendisti giornalisti avendo la possibilità di scrivere in alcune testate dei giornali paolini specialmente sulle riviste “Benessere” e “Collaboratore paolino”;

3)Altra collaborazione molto interessante viene offerta dallo stesso Direttore Generale Don Sciortino il quale ha dato la sua piena disponibilità a venire lui stesso presso il nostro Liceo per iniziare un progetto culturale con la Famiglia Paolina.

Altre collaborazioni saranno da qui a poco comunicate per dare una maggiore stabilità al Gemellaggio.

Dopo le presentazioni delle collaborazioni culturali si è tenuto un bellissimo Concerto – Oratorio su San Paolo realizzato dagli alunni del Liceo guidati dal Maestro don Domenico Lando. Subito dopo il Concerto ha concluso le celebrazioni del Gemellaggio il nostro Vescovo Mons. Francesco Milito con un bellissimo intervento di sintesi delle due giornate.

 

Riportiamo ampia sintesi della relazione del Direttore della rivista paolina “Benessere” Giuseppe Altamore

I social network sono sul banco degli imputati ormai da molti anni in termini di effetti sulla salute mentale. Ansia, depressione e dipendenza, secondo gli esperti, sono correlati con il tempo passato online a scorrere post, dispensare like, commentare o condividere. Un tempo che si dilata sempre di più, con una media che oggi supera le due ore e mezza.

La mole di ricerche in questo campo è enorme e si moltiplica di anno in anno, con risultati spesso non concordi e omogenei. Di sicuro è stato rilevato che la variabile tempo è determinante: più ci si ubriaca di social e più crescono gli aspetti negativi, come l’ansia e la depressione, aumentate del 70% negli ultimi 25 anni tra i giovani. Un dato che ci deve far riflettere.

Alcuni studiosi ormai parlano proprio di “depressione da Facebook”, sottolineando che il vivere troppe ore sui social peggiora o provoca situazioni di forte disagio, che ha a che fare con sentimenti di inadeguatezza, molto diffusi in età adolescenziale. Sintetizzando al massimo gli effetti generati dall’abuso dei social, possiamo parlare di almeno cinque pericoli da tenere a bada.

Dipendenza.  Una grossa fetta degli utenti non è in grado di controllare il tempo trascorso a scorrere immagini.  Le scansioni cerebrali di queste persone rivelano danni nelle stesse aree colpite nel cervello di chi fa abuso di droghe: si nota una degradazione della sostanza bianca nelle regioni che controllano le emozioni, l’attenzione e i processi decisionali.

Multitasking. Si potrebbe pensare che l’uso dei social ci renda più abili nel gestire più compiti contemporaneamente. In realtà è stato dimostrato che chi trascorre molto tempo sui social diviene meno abile nel passare da un compito all’altro e si distrae più facilmente, per non parlare degli effetti negativi sulla memoria.

Sindrome da vibrazione fantasma. Legata all’ansia dei segnali da cogliere in continuità, come se lo smartphone fosse quasi una protesi. In questo caso si parla  di “arti fantasma” presenti nelle aree del cervello che analizzano le sensazioni tattili.

Rilascio di dopamina. Quando scriviamo di noi nel nostro cervello si libera dopamina, un neurotrasmettitore associato alle sensazioni di benessere: è come se il cervello in qualche modo ricompensasse il nostro narcisismo.

Relazioni interpersonali. Un dato positivo: gli studi dimostrano che le relazioni nate online non sono così effimere come si credeva. Una ricerca dell’Università di Chicago rivela che i rapporti di coppia nati su Internet sono persino più solidi di quelli nati offline. Il motivo è da ricercare, forse, nel fatto che prima di vedersi si parla molto o meglio si scrive molto e ci si svela. Ma è anche vero che gli “amici” dei social sono presenze effimere e strumentali volte al soddisfacimento del nostro narcisismo.

 

 

Insomma, la presenza pervasiva della rete nella vita quotidiana, come afferma il sociologo Bauman, crea danni collaterali che non sono da trascurare. Uno di questi è l’effetto formattazione del cervello. Le piattaforme, i software, non sono neutrali. Gli utenti ne sono trasformati secondo le regole del mezzo.

Internet è oggi il più grande mercato nella storia dell’umanità, e ha imparato a sfruttare tutte le informazioni personali prodotte ogni volta che facciamo un clic, elaborandole in algoritmi in grado di orientare bisogni, comportamenti sociali e scelte politiche. Si chiama “profilazione”: una merce molto richiesta da migliaia di aziende e gruppi di pressione che operano su social in modo massiccio.

Ogni volta che acquistiamo in rete un prodotto o un servizio, scarichiamo un video o un software, ci scambiamo foto o twittiamo, navighiamo sul web alla ricerca di risposte, produciamo informazioni che valgono alla fine milioni di euro. Soldi che contribuiscono a ingrossare il fatturato di Facebook che ormai supera i 500 miliardi di dollari. Ecco il vero fine dei social.

 

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