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Giornata di spiritualità dei Catechisti “Cercate sempre il suo Volto” (Sal. 105,4)

 

Si è svolta a Gioia Tauro domenica 15 dicembre presso i locali della Parrocchia San Gaetano Catanoso la giornata di spiritualità per i catechisti che hanno così trascorso due ore di profonda spiritualità mettendo al centro la Parola di Dio con la meditazione fatta da don Giuseppe Sofrà sul passo di Isaia 43,1.7, il profeta che ci accompagna durante l’Avvento.

Questi incontri vogliono essere motivo di sprone e di richiamo per tutti noi catechisti, al fine di metterci in gioco e confrontarci con i sacerdoti referenti. Siamo sempre più convinti che l’inadeguatezza alla vita cristiana non è un problema di metodo educativo, non sono la Diocesi o i catechisti a non essere all’altezza o a non riuscire a risolvere i problemi esistenziali, che purtroppo persistono nelle nostre parrocchie; ma, sappiamo che il metodo è solo un mezzo. Abbiamo trattato anche la problematica della famiglia. Dalle difficoltà emerse a riguardo, si è pensato che sarebbe opportuno fare un percorso formativo per le famiglie, quale ad esempio il cammino di “Emmaus”, coinvolgendo catechisti e famiglie e dando vita ad una pastorale familiare ed alla catechesi, dal momento che queste due componenti camminano a braccetto. I primi educatori e formatori dei nostri figli dobbiamo essere noi genitori.  È pure vero che la stragrande maggioranza delle famiglie non è educata alla vita cristiana.

Per fare questa tipologia di cammino occorre una buona predisposizione d’animo e la consapevolezza di poter fare un serio percorso formativo.

Un grazie particolare va ai sacerdoti referenti, tra cui don Giuseppe Sofrà, che ci ha arricchito, mettendoci a conoscenza della grande spiritualità “IGNAZIANA”. Don Giuseppe ha evidenziato alcuni punti: l’immaginazione, che è un mezzo per entrare in rapporto con il Signore a tu per tu; la preghiera, come diceva il grande Santo: “per pregare bene ed entrare in dialogo con Dio, ci vuole un tempo, una pace interiore e un animo libero”. La spiritualità del Santo ci ha suggerito che, per entrare in dialogo e in relazione con Gesù Cristo, servono questi presupposti. Ancora, abbiamo appreso, che, come diceva Sant’Ignazio, non sono le tante cose che saziano, o il sapere, ma il sentirsi prezioso agli occhi di Dio.

Subito dopo don Giovanni Bruzzì ha esposto il Santissimo, facendoci assaporare la bellezza dell’Adorazione Eucaristica, un momento di intimità e di meditazione: gli sguardi di noi tutti erano incrociati con “l’AMATO”, PRESENZA REALE, VIVA E VERA.

Infine, siamo ritornati in sala per esternare e raccontare l’esperienza vissuta in questi minuti di adorazione, davanti alla persona di Gesù Cristo. Alla luce delle testimonianze raccolte, è emerso che ognuno di noi ha provato emozioni e sensazioni differenti e chi le ha condivise, è riuscito ad arricchire gli altri.

 

   

Antonella De Paoli, catechista parrocchia San Pio X in Amato.

 

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