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L’incontro del Vescovo con l’Autorità portuale e le maestranze presso la Capitaneria del Porto di Gioia Tauro

 

Nell’imminenza delle feste natalizie nella mattinata del 18 dicembre il nostro Vescovo Mons. Francesco Milito ha incontrato presso il porto di Gioia Tauro l’Autorità portuale per gli auguri per il santo Natale e per il nuovo anno; un incontro quindi ben augurale  alle luce dei nuove prospettive di sviluppo delle attività portuali grazie all’attività di rinnovo dell’equipment portuale avviata da Medcenter Container Terminal a seguito dell’acquisizione del terminal container MCT da parte di Terminal Investment Limited, società controllata da MSC.

Per l’occasione il Vescovo ha concelebrato la Santa Messa insieme a don Gildo Albanese, Cappellano del Porto e don Gianni Gentile, parroco della Parrocchia Maria SS. di Porto Salvo in Gioia Tauro e nella sua omelia ha evidenziato come la Chiesa, da madre e maestra dei suoi figli, in modo graduale, progressivo, intelligente, ci prepara a capire cosa significhi il mistero del Natale, vale a dire come sia possibile che un Dio diventi uomo e per quel motivo lo faccia. E la Chiesa fa questo dandoci giorno per giorno insegnamenti perché gli animi si sentano infervorati e la ragione coinvolta a capire la grandezza di Dio.

Riferendosi alla prima lettura del giorno, tratta dal libro del profeta Geremia, il Vescovo ha sottolineato come essa guardi al futuro, prospettando un’era che potremmo definire come età dell’oro, un tempo di pace, benessere, prosperità e rapporti di buon vicinato, preludio del paradiso; ha evidenziato poi come la seconda lettura, dal vangelo di Matteo, guarda invece al passato descrivendoci giorno per giorno ciò che è avvenuto perché la nascita di Gesù venisse poi capita in una luce più ampia.

Riferendosi all’esperienza di Giuseppe, che nessun fidanzato si augurerebbe, per avere scoperto che la propria fidanzata aspetti un bambino che non è suo, il Vescovo ha spiegato che, essendo Maria vergine, ed avendo Giuseppe la certezza che lei non ha avuto nessun rapporto con un altro uomo, pur essendo con lui in una situazione di pre-matrimonio, certamente lei avrà rivelato a Giuseppe il fatto di essere rimasta incinta per un intervento dall’alto. Giuseppe non dubita di Maria per la sua bellezza fisica e spirituale che ha attratto un uomo anche lui bello a livello spirituale e quando la Madonna gli rivela questa sua maternità inattesa, egli da uomo giusto che legge le cose alla luce di Dio decide di non esporla alla lapidazione e al pubblico ludibrio.

Ma Dio quando entra a modo suo nella storia la conduce sempre a compimento e per questo interviene l’Angelo, nel sogno, per spiegare a Giuseppe la grandezza del mistero che si sta compiendo e dicendogli di andare avanti perché ciò che sta realizzando in Maria viene dallo Spirito Santo. Il Vescovo ha sottolineato la grandezza di Giuseppe, figura gigantesca dello Spirito, che si mette a servizio dei disegni del Padre, diventando il padre affidatario, custode del Figlio di Dio, colui che lo ha educato, insegnandogli, come si prega, come si lavora, come ci si comporta con gli altri, come si obbedisce. Il Vescovo ha spiegato che Dio agisce sempre nell’ordine della natura e ciò che avviene in Maria è sulla linea della più pura umanità perché ci fa toccare con mano come il Signore agisce per noi e con noi servendosi delle nostre leggi ma in qualche modo adattandole ai suoi disegni, anche se sempre ci deve essere la nostra risposta, la nostra adesione alla sua volontà.

Il Vescovo ha spiegato a questo punto come ogni cristiano sia un po’ Giuseppe e Maria perché porta in sé con la sua vita di grazia, di preghiera, di fede il Signore e quindi la domanda: riesco a vivere in pienezza questo dono? Domanda questa che ci interroga sulla nostra coerenza di vita cristiana chiedendoci: guadando un cristiano chi cristiano non è riesce a vedere in noi persone che col loro modo di agire, di pensare, non lasciandoci andare al comune andazzo, riescono a generare negli altri la presenza del Signore diventando in un certo senso madre come Maria e padre come Giuseppe? È importante per questo vivere la nostra storia alla luce di Dio e l’essere soggetti all’azione di Dio ci carica di una grande responsabilità perché il Natale è la festa dell’uomo adulto nella fede e il Natale deve essere una dimensione permanente della vita cristiana. Il Vescovo per questo ha invitato a pregare per tutti noi perché ci sostenga la stessa fede che ha sorretto Maria e Giuseppe, certi che quello che il Signore desidera fare con noi lo porterà a compimento ma sapendo riconoscere i segni della sua presenza nella nostra vita. Questo ci darà una grande forza perché la fiducia in Dio onnipotente rende capaci anche cose impossibili. Gli auguri finali del Vescovo:<<Che questo evento della nascita di Gesù che ha segnato in modo prepotente il corso della storia umana ci aiuti ad avvertire la presenza e la vicinanza del Signore e quel mistero di grazia avvenuto due mila anni fa si realizzi oggi nella nostra vita e ci faccia sentire figli di Dio e fratelli tra di no>>.

Alla fine della celebrazione è intervenuto don Gildo Albanese invitando tutti a ringraziare il Signore perché usa con noi grande amore e questa mattina abbiamo potuto sperimentare un momento grande della tenerezza di Dio, di un Dio che è con noi, l’Emmanuele. E questa presenza del Signore che è importante perché ci aiuta ad essere più uomini, persone degni di questo nome, una presenza grande che non dobbiamo mai stancarci di cercare, don Gildo ha augurato a tutti.

Ha preso poi la parola l’Amministratore delegato di MSC Dott. Antonio Testi che ha affermato che questo è un Natale molto bello perché  vede questo Porto non solo in una prospettiva ma in una concreta dinamica di rilancio, e facendo tesoro di una preghiera fatta nella messa in cui si è chiesto al Signore di donare al Porto dopo giorni di travaglio e tensione giorni di serenità e di amore perché con la collaborazione di tutti sappiamo crescere nella comunione fraterna e operare per il bene comune, ha ringraziato tutti per la collaborazione, la professionalità, la serietà e  la passione profusa nel lavoro di ogni giorno.

Il Vescovo ha ringraziato a questo punto i responsabili e corresponsabili del Porto che consentono questo fermarsi per celebrare la messa mentre altri lavorano che ricorda che il Signore è presente e pregare lui, riferirci a lui dà senso alle cose. Un’ultima sottolineatura evidenziando che collaborazione di tutti significa che il Porto sarà quello che vogliamo che il Porto sia, richiamando per questo tutti all’etica nel lavoro, all’impegno sempre attivo, facendo ognuno il proprio dovere.

 

Cecè Caruso

 

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