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I lavori per la realizzazione della Mensa diocesana

 

Da circa una settimana, hanno preso avvio i lavori per la realizzazione della Mensa diocesana presso le Suore della Carità di Santa Giovanna Antida nel Comune di San Ferdinando.  Il Coordinatore del progetto “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare” il diacono Michele Vomera, Vicedirettore della Caritas Diocesana, ha spiegato che il progetto prende il titolo dalla prima delle Opere di misericordia corporali, in cui l’aiuto concreto al fratello bisognoso passa attraverso il cibo, l’affamato che interroga la coscienza di tutti, credenti e non: non si può rinviare a domani chi ha un bisogno vitale perché non può aspettare. Si vogliono inoltre sollecitare le grandi distribuzioni a stilare piani contro lo spreco alimentare, in modo che tutti possano contribuire a rendere migliore la vita del prossimo e allo stesso tempo essere di buon esempio per le generazioni future facendo loro comprendere gli aspetti negativi della società consumistica.

L’opera, realizzata con i fondi 8XMille, è stata fortemente voluta da Sua Eccellenza Monsignor Francesco Milito ed è il frutto di un’attenta analisi del territorio diocesano. Nella Visita pastorale della Diocesi, il Vescovo ha potuto visionare con le Caritas parrocchiali lo stato dei bisogni del nostro territorio rendendosi conto che la mensa risponde ad un bisogno primario dell’uomo, quello “l’alimentazione”. Dar da mangiare è un valore molto antico, diffuso in tutte le culture perché ha un richiamo diretto al valore della vita, ma l’impegno della Mensa non sarà solo quello dell’alimento per il corpo ma attraverso l’opera dell’ascolto ci si propone di essere sempre vicini alle persone più fragili.

La formula individuata è rivolta ad un numero molto ampio di persone, che per vari motivi vivono in forte stato di bisogno e non hanno la possibilità di consumare un pasto caldo dignitosamente o perché soli, o perché non autosufficienti, o perché appartengono alle varie comunità di migranti i quali in maniera sempre più numerosa popolano i nostri territori. Il primo step per rilevare lo stato di bisogno partirà proprio dall’azione dei Centri d’Ascolto Diocesano: un operatore, infatti, addetto all’ascolto sarà sempre presente presso il luogo in cui si realizzerà il servizio mensa. Ulteriori segnalazioni per l’accesso alla mensa potranno venire dai Servizi Sociali e dagli Enti locali.

Diverse sono state le motivazioni maturate dai membri dell’equipe Caritas insieme con il Vescovo Mons. Francesco Milito, il quale è stato il primo sostenitore e fautore dell’attuazione concreta di tale opera, collaborando in maniera attiva e propositiva con l’equipe suddetta, nelle diverse fasi che hanno portato dal confronto con Caritas Italiana, ad un attenta e scrupolosa progettazione, sia per quel che concerne la modalità di realizzazione dell’opera che per la scelta dei locali, maturando la decisione di destinare per la realizzazione della mensa, un’area dello stabile di proprietà delle Suore della Carità anche per il loro carisma e l’attenzione agli emarginati della nostra società.

Si aspetta perciò l’inaugurazione della nuova mensa diocesana, che avverrà orientativamente nel mese di maggio p.v. e che vedrà coinvolti oltre ai membri dell’Equipe Caritas, alcuni volontari che realizzeranno concretamente il servizio, i quali sono accolti dalla Caritas Diocesana per lo svolgimento di attività di utilità sociale o in misure alternative alla detenzione quali l’affidamento in prova al servizio sociale o la messa alla prova.


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