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Chiusura della Porta Santa nel Monastero di Taurianova

A Taurianova (RC) un evento di grazia. Sì, proprio così. Con la chiusura della Porta Santa della Chiesa del Monastero della “Visitazione Santa Maria” di Taurianova si è concluso, venerdì 16 ottobre, l’Anno giubilare visitandino, indetto per il centesimo anniversario della canonizzazione di Santa Margherita Maria Alacoque. Per questa occasione il nostro Vescovo S.E. Mons. Francesco Milito ha presieduto, nel pomeriggio, alle ore 17.00, nella Chiesa del Monastero, la solenne Concelebrazione Eucaristica.

Una ricorrenza storica per la comunità visitandina di Taurianova, presente sul nostro territorio dall’8 dicembre 1945. E a tutti coloro che hanno varcato la porta del Monastero di Santa Maria (come di qualunque altro monastero visitandino nel mondo) è stata accordata la grazia di poter lucrare l’indulgenza plenaria, alle solite condizioni della Chiesa, come per tutto l’anno giubilare alle date stabilite.

La celebrazione si è svolta in osservanza delle prescrizioni COVID, in presenza di tanti sacerdoti molto legati e riconoscenti alle nostre suore, che da sempre pregano instancabilmente per tutti: il cappellano don Alfonso Franco, don Antonio Iamundo, il Padre Generale dei Missionari dell’Evangelizzazione Padre Rocco Spagnolo, don Mino Ciano, don Antonio Scordo, don Antonio Nicolaci, padre Sebastian cappuccino e i diaconi permanenti Vincenzo Alampi e Carmelo Fazzalari. Presenti anche P. Aurelio Haxhari e fratel Bruno De Masi dei Missionari dell’Evangelizzazione.

L’Anno giubilare si era aperto il 16 ottobre dell’anno scorso ed è stato un anno di grazia, ricco e intenso per la nostra comunità, oltre che un’occasione per far conoscere al mondo il carisma visitandino e, in particolare, l’amore del Sacro Cuore di Gesù.

La presenza del monastero non solo è grazia ma offre la testimonianza della vita monastica. È segno escatologico e ricorda che oggi tendere alla santità significa essere fedeli a Cristo nel quotidiano.

Il Vescovo, durante la sua omelia ispirata a santa Margherita Maria, alla sua figura e al suo legame con il Sacro Cuore di Gesù, ha parlato del tema vocazionale, della consacrazione verginale per il regno di Dio, attualizzandolo. Si è pure soffermato sulla chiamata alla santità, chiamata che riguarda tutti, nello stato in cui ci troviamo. Soprattutto chi è nel mondo, deve far sì dal di dentro, come lievito, che, con la sua vita e la sua missione evangelizzatrice, esso diventi attualizzazione del regno di Dio. Immaginando la figura di santa Margherita Maria oggi e quale messaggio potrebbe trasmetterebbe, il Vescovo ha detto: “La santità è nell’essere semplici, perché il Signore sovverte i pensieri del mondo e si serve molto spesso delle persone semplici”, come la nostra santa, donna molto semplice, ma che ha sofferto perché non è stata mai compresa soprattutto dalle consorelle. Però ha mirabilmente fatto conoscere l’amore di Gesù, il quale ci dice: “Venite a me ed imparate da me che sono mite e umile di cuore”. L’atteggiamento di coloro che si mettono alla sequela del Signore, è quello dell’abbandono e della fiducia nel Signore. In altri termini “fidarsi e affidarsi”, ha ricordato il Presule.

Parlando poi della contemplazione, ha affermato che ognuno di noi deve essere certosino e contemplativo della strada. Cioè saper creare nella nostra vita un monastero di silenzio e di preghiera. Stando nel mondo dobbiamo essere credibili e calamitanti con la nostra vita, per avvicinare le persone a Gesù.

Un pensiero e una preghiera sono stati rivolti alla Presidente della Regione Calabria, On. Jole Santelli scomparsa prematuramente e in modo inatteso.

Ha infine, salutato e ringraziato le nostre amate suore, facendo gli auguri di buon onomastico alla Madre superiora, suor Margherita.

 

Angela Caccamo


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