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Una mano tesa anche verso i nuovi poveri.

Domenica 15 novembre siamo invitati da Papa Francesco a celebrare la quarta Giornata Mondiale dei poveri che quest’anno ha per titolo un versetto tratto dal libro del Siracide: «Tendi la tua mano al povero».

E` un messaggio che ci raggiunge in un tempo di emergenza sanitaria ed economica e ci pone davanti a nuovi volti di povertà che siamo chiamati ad accogliere con quella delicatezza che accarezza senza giudicare e ama senza molte spiegazioni. Per farlo bisogna saper prima ancora fidarsi di Dio: «Non ti smarrire nel tempo della prova. Stai unito a lui senza separartene, perche´ tu sia esaltato nei tuoi ultimi giorni. Accetta quanto ti capita e sii paziente nelle vicende dolorose, perche´ l’oro si prova con il fuoco e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore. Nelle malattie e nella poverta` confida in lui. Affidati a lui ed egli ti aiutera`, raddrizza le tue vie e spera in lui. Voi che temete il Signore, aspettate la sua misericordia e non deviate, per non cadere» (Siracide 2,2-7).

Però come scrive Papa Francesco nel messaggio per la Giornata di domani «La preghiera a Dio e la solidarieta` con i poveri e i sofferenti sono inseparabili». Una dura condanna viene infatti rivolta contro «l’atteggiamento di quanti tengono le mani in tasca e non si lasciano commuovere dalla poverta`, di cui spesso sono anch’essi complici. L’indifferenza e il cinismo sono il loro cibo quotidiano». Mani in tasca che non posso diventare mani operose, o mani che – come diceva don Lorenzo Milani – anche se sono pulite, tenute in tasca non servono, perché non basta non fare il male, bisogna fare anche il bene e farlo bene.

«Ci sono, infatti, mani tese per sfiorare velocemente la tastiera di un computer e spostare somme di denaro da una parte all’altra del mondo, decretando la ricchezza di ristrette oligarchie e la miseria di moltitudini o il fallimento di intere nazioni. Ci sono mani tese ad accumulare denaro  con la vendita di armi che altre mani, anche di bambini, useranno per seminare morte e povertà. Ci sono mani tese che nell’ombra scambiano dosi di morte per arricchirsi e vivere nel lusso e nella sregolatezza effimera. Ci sono mani tese che sottobanco scambiano favori illegali per un guadagno facile e corrotto. E ci sono anche mani tese che nel perbenismo ipocrita stabiliscono leggi che loro stessi non osservano».

Più che mai quest’anno allora siamo chiamati a tendere le mani che partono dal cuore, per stare vicini anche a distanza. 

Per leggere il messaggio integrale del Santo Padre per questa giornata CLICCA QUI

Ufficio Comunicazioni Sociali

 

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