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Vescovo scrive alla Comunità della Parrocchia “San Francesco di Paola” – Gioia Tauro

 
In occasione dell’inizio dell’anno liturgico il Vescovo scrive alla Comunità della Parrocchia “San Francesco di Paola” – Gioia Tauro annunciando una bella notizia. don Pasquale, don Natale e Antonio, dopo il 31 gennaio 2021 – data stabilita di partenza per altre destinazioni – resteranno a Gioia Tauro fino al 30 giugno 2021, assicurando la continuità del servizio per tutto l’anno pastorale.
 


MESSAGGIO
alla Comunità della Parrocchia “San Francesco di Paola” – Gioia Tauro

Carissimi,

all’inizio del nuovo Anno Liturgico, che si apre oggi con la I Domenica di Avvento, ho da darvi una bella notizia che, son sicuro, vi colmerà di gioia. Sarei venuto di persona io a comunicarla direttamente, ma l’attuale normativa circa lo spostamento fuori dal comune di residenza me lo impedisce. È un sacrificio che non mi pesa e per questo l’accetto volentieri.

Si tratta di un dono che Maria Ausiliatrice e don Bosco fanno alla Comunità parrocchiale, a Gioia Tauro e a tutta la Diocesi: don Pasquale, don Natale e Antonio, dopo il 31 gennaio 2021 – data stabilita di partenza per altre destinazioni – resteranno con noi fino al 30 giugno 2021, assicurando la continuità del servizio, in pratica, per tutto l’anno pastorale.

Mi e vi chiederete: come è stato possibile questa svolta, quando tanti autorevoli interventi e richieste nei mesi scorsi, perché i salesiani restassero, non avevano sortito nessun effetto?

Nello spirito di comunione, che fa della Chiesa la famiglia dei figli di Dio, per la comunicazione confidenziale, che cementa il senso vivo di appartenenza, rispondo alla legittima domanda.

A partire dalla decisione dell’Ispettore, don Angelo Santorsola, conclusiva di nostri percorsi legittimi e di motivazioni valide su entrambi i versanti – diocesano e salesiano –, per la quale occorreva portare rispetto e accettazione, il pensiero di dover provvedere alla successione del nuovo parroco, con tutto ciò che comportava, è stato e restava grave.

Per un Vescovo, infatti, tra gli atti di governo, la provvisione canonica di una parrocchia, pur con tutto il plurimo e delicato discernimento, è senz’altro il più gravoso per gli interdipendenti motivi che comporta.

Nello sguardo più ampio della realtà diocesana, nel silenzio e nella preghiera una serie di considerazioni oggettive hanno fatto emergere difficoltà nel procedere alla nomina.  

Per questo con la fiducia nel Signore e in coloro che lo rappresentano nei ruoli che loro assegna nella Chiesa, ho fatto presente a don Angelo il mio stato d’animo esponendogli gli aspetti di base affinché prendesse in considerazione la richiesta di una proroga dei Confratelli per tutto il semestre 2021, coincidente con i mesi centrali del primo anno del cammino sinodale 2020-2021.

Due le note peculiari della mia istanza: la specifica di “Riservatissima” e la sottolineatura che si trattava di una iniziativa esclusivamente mia, senza alcun input da parte di nessuno dei tre della “San Francesco”, né da parte di fedelissimi e neanche sotto la spinta di una precedente “letteratura aperta”, intervenuta nel frattempo. La cosa era, quindi, ignorata da tutti e tale sarebbe dovuta rimanere in futuro se non avesse avuto uno scioglimento concordato. Per ciò, ora posso parteciparvela.

L’Ispettore don Angelo è stato di una tempestività inattesa. Infatti, nel pomeriggio del 20 novembre, dopo aver ricevuto la mia lettera, in una telefonata molto cordiale e davvero fraterna, mi ha comunicato, che avendo interpellato e subito interagito con il suo Consiglio, all’unanimità avevano deciso, sia pure con notevole sacrificio l’accoglienza della richiesta.

Ha confermato la decisione con una lettera del 22 novembre u.s. (Prot. n. 60/2020) manifestando di essere felici di poter «venire incontro e far comprendere maggiormente all’intero territorio di Gioia che i figli di don Bosco amano la comunione» e nutrendo la speranza «con tutto il cuore che questo nostro assenso faccia comprendere a tutti i fedeli della Parrocchia “San Francesco” che non siamo contro Gioia».

Ho già espresso i miei più vivi ringraziamenti e l’assicurazione di un ricordo particolare nella preghiera per le responsabilità che il suo ruolo comporta. Sono certo che anche Voi, nello stile della cordialità che Vi contraddistingue, non mancherete di manifestare a don Angelo sentimenti di grata riconoscenza.

Quali siano gli esiti e le ricadute ulteriori che l’ampliata presenza dei confratelli significhi per la Parrocchia e per Gioia, mi riservo e intendo farne oggetto di un incontro diretto con Voi appena potremo vederci di presenza. C’è un “patto educativo” che bisogna progettare oltre date e scadenze, anche concordando la collaborazione con i salesiani, per l’urgenza che esso comporta.

Nella trepida gioia dell’Avvento, l’invito a fare di questo tempo un motivo di lode alla SS. Trinità che, nell’incarnazione del Figlio nel grembo di Maria, madre sua e nostra, ha rivelato l’immenso amore che porta alla famiglia umana.

 

Un abbraccio a tutti e a ciascuno di Voi,

Francesco MILITO

Vescovo

 

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