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Integrazione, continua il progetto “APRI” di Caritas Italiana nella Diocesi di Oppido Mamertina Palmi

“Accogliere, Proteggere, Promuovere, Integrare”, continua sulle orme di questi quattro principi cardine il progetto APRI di Caritas Italiana nella diocesi di Oppido Mamertina Palmi, finalizzato a creare e promuovere migliori condizioni di integrazione per i migranti, puntando al rafforzamento della propria autonomia di pari passo alla  sensibilizzazione della comunità intesa come rete di relazioni necessarie per sostenere il processo di inclusione sociale e lavorativa.
 
In  sinergica cooperazione con le famiglie tutor e la tutor del progetto Dott.ssa Noemi Trimarchi, ci si sperimenta in questo percorso strumento dell’ abbraccio di un Padre equo ed amorevole verso cinque ragazzi di diversa provenienza giunti ancora minorenni in Italia ed accolti presso il Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS) di Oppido Mamertina, per ognuno del quale è previsto un budget da utilizzare non come forma di assistenzialismo ma per l’ acquisto di beni e servizi utili ad instradare concretamente l’ integrazione.
 
Ad oggi i ragazzi seguono un corso di didattica a distanza, rimodulato rispetto i corsi in presenza a causa del covid, per ottenere le certificazioni linguistiche, quattro di loro frequentano la scuola guida per ottenere la patente ed uno è stato dotato di computer per poter svolgere un corso d’informatica, oltremodo, allo scopo di facilitare il raggiungimento del posto di lavoro,  Caritas Diocesana ha provveduto, attraverso i fondi a disposizione, all’acquisto di biciclette elettriche consegnate personalmente ai ragazzi dal Direttore Diac. Vincenzo Alampi, dal Vice direttore Diac. Michele Vomera, nonché Coordinatore del progetto, dalla tutor Dott.ssa Noemi Trimarchi, dagli operatori della Caritas diocesana presenti e dalla segretaria generale della CGIL della piana di Gioia Tauro Celeste Logiacco, che delinea  “l’importanza  di gesti così significativi per il tema dell’integrazione”.

Il gesto di “aprire” equivale ad offrire ed offrirsi, ed è facile farsi dono davanti agli occhi di questi giovani dagli sguardi pieni di speranza e riconoscenza. Accresce l’emozione del momento anche la storia d’amore sbocciata tra uno dei migranti ed una giovane calabrese dal quale è nato un bimbo  che rappresenta il germoglio vivente di un sentimento capace di abbattere ogni muro di divisione tra esseri umani. Come lo stesso Direttore Caritas afferma: “Un paese che accoglie è un paese forte” e la comunità che avvolgente abbraccia questi fratelli è il segno tangibile di una fortezza di buone azioni gradita al Signore, perché come Egli disse:  “Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato”. (Mt 10,40)

 

Lina Maiolo


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