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E’ ora il momento del Sinodo

Papa Francesco, sabato 30 gennaio, ricevendo l’Ufficio Catechistico nazionale della Cei nel 60° anniversario della sua fondazione, è stato diretto nel sottolineare che occorre mettersi in linea con il Concilio altrimenti si è fuori dalla Chiesa.
«Il Concilio è magistero della Chiesa. O tu stai con la Chiesa e pertanto segui il Concilio, e se tu non segui il Concilio o l’interpreti a modo tuo, come vuoi tu, tu non stai con la Chiesa. Dobbiamo in questo punto essere esigenti, severi. Il Concilio non va negoziato… No, il Concilio è così. E questo problema che noi stiamo vivendo, della selettività rispetto al Concilio, si è ripetuto lungo la storia con altri Concili. A me fa pensare tanto un gruppo di vescovi che, dopo il Vaticano I, sono andati via, un gruppo di laici, dei gruppi, per continuare la “vera dottrina” che non era quella del Vaticano I: “Noi siamo i cattolici veri”. Oggi ordinano donne. L’atteggiamento più severo, per custodire la fede senza il magistero della Chiesa, ti porta alla rovina. Per favore, nessuna concessione a coloro che cercano di presentare una catechesi che non sia concorde al magistero della Chiesa».

E dopo l’affondo ai conservatori il Papa, ricordando il Convegno di Firenze del 2015, integrando a braccio il testo scritto ha invitato la Chiesa italiana ad avviare un processo sinodale a livello nazionale, diocesi per diocesi.

Questo, ha affermato il Pontefice, è «il tempo per essere artigiani di comunità aperte” e “missionarie”, di “comunità che guardino negli occhi i giovani delusi, che accolgano i forestieri e diano speranza agli sfiduciati. 

«Dopo cinque anni – ha continuato il Papa  -,  la Chiesa italiana deve tornare al Convegno di Firenze e deve incominciare un processo di Sinodo nazionale, comunità per comunità, diocesi per diocesi: anche questo processo sarà una catechesi. Nel Convegno di Firenze c’è proprio l’intuizione della strada da fare in questo Sinodo. Adesso, riprenderlo: è il momento. E incominciare a camminare».   

Cammino che la nostra Chiesa Diocesana ha intrapreso senza timore con l’avvio del primo Sinodo Diocesano 2020-2022 Camminare nella verità, e che il Vescovo Francesco Milito ha fortemente non voluto rimandare, facendo proprie le parole del Papa al Convegno ecclesiale di Firenze del 2015: «Desidero una Chiesa ‘sempre più vicina agli abbandonati, ai dimenticati, agli imperfetti. […] Una Chiesa lieta col volto di mamma, che comprende, accompagna, accarezza».
 
 
Ufficio Comunicazioni Sociali

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