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A Oppido nella Solennità dell’Annunciazione del Signore la professione religiosa della Piccola Opera di Maria Regina dei Cuori

 

Celebrata a Oppido Mamertina la solennità dell’Annunciazione del Signore, Festa per la nostra Diocesi dell’Annunziata, Patrona della Diocesi e della città.

Una celebrazione quest’anno particolare durante la quale i presbiteri della Piccola Opera Maria Regina dei Cuori, don Nino Larocca, don Antonio Colosimo, don Giuseppe Mammolenti e don Emilio Sponton hanno emesso la loro Professione perpetua.

La concelebrazione è stata presieduta dal nostro Vescovo S.E. Mons. Francesco Milito, in presenza dell’Arcivescovo S.E. Mons. Giuseppe Fiorini Morosini, particolarmente legato alla Piccola Opera, di molti sacerdoti e diaconi della Diocesi e fedeli di Oppido, perché a causa delle limitazioni per il Covid-19 amici presbiteri dentro e fuori Diocesi,   fedeli degli altri paesi non hanno potuto raggiungere la Cattedrale. Presente anche il Vice-sindaco della città in assenza del Sindaco.

Una celebrazione suggestiva che la presenza del Coro diocesano, diretto dal Maestro don Domenico Lando unitamente al Coro Maria SS. Annunziata di Oppido, ha reso particolarmente intensa e palpitante. Grande la commozione dei Sacerdoti della Piccola Opera per questo evento di grande importanza per la vita della loro Comunità con la Professione perpetua dei voti di castità, obbedienza e povertà e la loro consegna al servizio di Nostra Signora Immacolata Concezione Aparecida, Madre, Regina e Patrona principale della Piccola Opera.

Vibrante l’omelia del Vescovo, un cantico di lode e di supplica, per lui non inusuale, quando si tratta di esprimere il palpito del cuore verso la Madre celeste, e toccante in commento alla risposta di Maria: “Ecco la serva del Signore. Avvenga per me secondo la tua parola”.

Per primo il limite imposto dall’attuale “morbo letale” in quest’anno trascorso, pieno di apprensione e di dubbi, in cui più forti si sono elevate le preghiere con le richieste di salute per le persone colpite con violenza dal virus, di conforto per i loro cari, di fortezza per gli operatoti sanitari, in cui tutto ciò non ha però impedito che, se non la presenza, ma che il cuore e la mente fossero rivolte in preghiera verso il Santuario dell’Annunziata. E quest’anno nonostante i limiti imposti per il virus ancora “opprimente”, il ritorno a lei con intatta fiducia.

La riflessione poi sul mistero dell’Annunciazione, sulla donazione piena a Dio di Maria, affidatasi a lui prontamente, con fede, apponendo, “sicura, sul libro di vita già scritto, la firma a fare del Padre il volere…” con lo sguardo fisso già all’ora del Figlio morente. Ed è in virtù di quel “sì” che «il Verbo si fece carne» in Te «e venne ad abitare in mezzo a noi» con Te. “Concepimento – ha sottolineato il Vescovo – è ora compimento. L’evento si apre all’avvento di tempi migliori, la vita al mondo che sboccia nel tenero cuore di dolce fanciulla”.

Il Vescovo ha concluso l’omelia con questa supplice richiesta: “O Vergine Madre di Nazaret, a noi figli, dal Figlio affidati ottieni l’intenso estremo coraggio del Fiat, ai disegni divini nel pronto donarci, nell’avviato cammino del Sinodo, a famiglia per letizia di amore, pace sicura e pregusto di quella sempiterna perfetta nei cieli, con Te e i Santi, Gesù e lo Spirito”.  

È seguito il Rito della Professione col l’interrogazione dei candidati che hanno espresso la volontà di seguire Cristo, testimoniare il Vangelo, ispirandosi alla Vergine Maria e di abbracciare per sempre la vita di perfetta castità, obbedienza e povertà. Poi la supplica litanica con i quattro presbiteri prostrati a terra come nel giorno dell’ordinazione in segno di umiltà e di consegna totale della loro vita a Dio, quasi per suggellare il loro percorso di vita nel momento in cui, nel completo discernimento della volontà del Signore, stanno per iniziarne uno nuovo.

 

Terminata la preghiera, il fondatore e primo Custode della Piccola Opera, don Nino Larocca, presentatosi davanti al Vescovo e in ginocchio davanti a lui, con le mani nelle sue mani, e subito dopo gli altri sacerdoti, in ginocchio davanti al primo Custode della Piccola Opera, hanno pronunciato la formula della professione. Deposte le pergamene della professione sull’altare, le hanno firmate con il Vescovo e con i testimoni, persone particolarmente vicine a don Nino lungo il cammino di formazione della Piccola Opera.

 

I neo-professi con il canto “Totus Tuus” che riprende le parole dalla preghiera di consacrazione a Maria presente nel Trattato della vera devozione alla Santa Vergine di san Luigi Maria Grignion de Montfort, santo ispiratore della Piccola Opera, e che è stato il motto del pontificato di San Giovanni Paolo II, hanno espresso i loro sentimenti di donazione e di gioia.

 

È seguita la solenne Preghiera di Benedizione o Consacrazione del Vescovo in cui è stato chiesto al Signore di infondere in loro lo Spirito di santità perché possano adempiere con il suo aiuto ciò hanno promesso con gioia. Il cuore della preghiera: “Consacrati nel “Sì” di Maria come suoi eterni schiavi d’amore non distolgano lo sguardo dalla croce, ma, con la Madre, stiano accanto al Figlio, dove egli ancora soffre e muore, perché dappertutto splenda la luce della Pasqua”.

Il nostro augurio alla Piccola Opera di Maria Regina dei Cuori” con le parole con cui il Vescovo ha confermato il loro proposito: “Dio Padre, che ha iniziato con voi la sua opera, la porti a compimento, fino al giorno di Cristo Signore”.

 

 

Ufficio Comunicazioni Sociali.




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