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20/Mag/21

Don Luca Garbinetto incontra i diaconi della Diocesi

L’applicazione delle misure previste per la zona gialla nella nostra Regione ha consentito la sera del 17 maggio nei saloni della Parrocchia San Gaetano Catanoso in Gioia Tauro l’incontro in presenza dei diaconi della Diocesi con don Luca Garbinetto, religioso presbitero della Pia Società San Gaetano, congregazione missionaria di preti e diaconi permanenti nata a Vicenza nel 1961, che sta curando i loro incontri formativi incentrati quest’anno sulla preghiera. Una presenza quella di don Luca voluta da don Giovanni Battista Tillieci, Delegato Vescovile per il Diaconato permanente e i ministeri istituiti, per la bontà della sua preparazione e per il suo stile formativo che mira all’integrazione delle dimensioni umane e spirituali.

Il tema dell’incontro è stato “la spiritualità diaconale fondata sul discernimento” riflettendo su di essa a partire da “quattro principi” che papa Francesco propone nell’Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium, testo programmatico del suo pontificato, ma che deve diventare programma di vita per tutte le nostre Chiese locali.

Dopo aver spiegato cosa si intende per discernimento, inteso come lo stare nella storia con atteggiamento spirituale con riguardo alla familiarità che ognuno deve avere con la propria vita spirituale che si fonda sui cosiddetti “sensi spirituali”, soprattutto il gusto, che è il principale, perché esso ci fa gustare la presenza di Dio, don Garbinetto ha sottolineato che tale discernimento deve mirare alla realizzazione dei grandi postulati della Dottrina sociale della Chiesa: dignità della persona, bene comune, sussidiarietà e solidarietà, e alla luce della “Laudato si” la sostenibilità.

I quattro principi: 1) Il tempo è superiore allo spazio. Don Luca ha spiegato che più che occupare spazi è necessario avviare processi, relazioni, guardando all’orizzonte della speranza, favorendo soprattutto dinamiche di inclusione. 2) L’unità è superiore al conflitto. Don Luca ha evidenziato che il conflitto può essere ignorato, o dissimulato, atteggiamento questo di chi vuole mantenere lo status quo o che nel conflitto uno può rimanere imprigionato. Papa Francesco invece propone di assumere il conflitto per cercare di risolverlo e trasformarlo in anello di un nuovo processo. In quest’ottica il punto di partenza è il riconoscimento della dignità della persona e del legame originario di solidarietà che unisce tutti, al di là delle differenze magari abissali di posizione. Alla fine sarà importante per questo aprirsi all’orizzonte della comunione tra le differenze. 3) La realtà è superiore all’idea. Don Luca ha sottolineato come quanto paralizzante sia l’opposizione tra la concretezza della realtà e la purezza delle idee. Per questo occorre guardare alla realtà con lo sguardo della misericordia che Dio rivolge sul mondo e considerare che in chiave teologica il primato della realtà sull’idea custodisce la fedeltà all’incarnazione come principio di lettura della storia. 4) Il tutto è superiore alla parte. Don Luca con riguardo a questo principio, il cui obiettivo è la corretta gestione della tensione tra universale e particolare, ha sottolineato che a tal proposito papa Francesco  introduce la necessità di passare dal modello della sfera a quello del poliedro, concentrando l’attenzione su interrelazioni e connessioni in chiave dinamica. L’insistenza su legami e connessioni aiuta a scongiurare il rischio del riduzionismo, cioè l’assolutizzazione di una prospettiva perdendo di vista le altre.  Il modello del poliedro costituisce chiaramente una autentica “rivoluzione copernicana” che diventa criterio di discernimento per l’impostazione del rapporto Chiesa-mondo: se la realtà è un poliedro, anche la Chiesa non può che concepirsi come una delle facce, in una relazione vitale e dinamica con tutte le altre e nessuno può legittimamente ambire a occupare il centro.

Naturalmente ogni principio è stato da don Luca riferito alla vita personale dei diaconi con domande che sono diventate spunti prima per la riflessione di ciascuno ed esperienze condivise poi nei quattro gruppi che sono stati formati da cui sono emerse le domande che poi sono state poste a don Luca.

Un incontro alla fine molto proficuo che ha aiutato i diaconi a prendere coscienza di quanto sia importante, pur tra i tanti problemi, ostacoli, contrapposizioni del loro ministero, comprendere che il discernimento è un compito di cui abbiamo bisogno per abitare la storia e contribuire a farla evolvere verso la maggiore pienezza possibile ricordando come dice papa Francesco che “questo tempo richiede di vivere i problemi come sfide e non come ostacoli: il Signore e attivo e opera nel mondo”.

Cecè Caruso


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