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Nelle tue mani

30 Aprile 2021: che splendida giornata!

Ritrovare gli amici del Consiglio nazionale di Azione Cattolica, i delegati uscenti e i neoeletti, tornare a guardarsi negli occhi, parlarsi senza uno schermo divisore, camminare insieme lungo le strade di Roma e lasciarsi accarezzare dalla luce del sole: davvero una gioia indescrivibile!

Nel varcare la soglia di Piazza San Pietro, inevitabilmente la mente è tornata alla memorabile sera nella quale Papa Francesco si è ritrovato da solo, avvolto nel silenzio, sotto la pioggia, accompagnato dai nostri sguardi e dalle nostre preghiere. Quella che veniva fuori dallo schermo era l’immagine di un uomo che portava, e che porta ancora, sulle spalle il peso di un’umanità sofferente e devastata, che affida le angosce e le debolezze al Signore e che trova le giuste parole per mantenere la rotta di una barca alla deriva:

nessuno si salva da solo!

Ora, quegli occhi ricolmi di fede e speranza avrebbero  incrociato i nostri, in un momento storico ancora difficile e complicato, per donare luce e consolazione al cuore.

Tanti i “gradini” prima di arrivare nella sala Clementina, in un silenzio denso di emozione. Il sorriso di Francesco, le sue parole, i piccoli gesti hanno ancora una volta testimoniato la grandezza di questo Papa. Dopo il saluto del Presidente uscente, Matteo Truffelli, e quello dell’assistente generale, Mons. Gualtiero Sigismondi, tutto il discorso del Papa si è concentrato su tre parole: AZIONE CATTOLICA ITALIANA.

Le caratteristiche dell’Azione devono essere gratuità, umiltà e mitezza. Sono queste le chiavi per vivere il servizio, per avviare processi e non per occupare “spazi”. Anche se la Pandemia ha mandato all’aria tanti progetti, i percorsi formativi dell’Azione Cattolica devono continuare ad essere caratterizzati dalla ricerca di una sintesi tra Parola e Vita per rendere la fede un’esperienza incarnata.

La parola “cattolica” si può tradurre con l’espressione “farsi prossimo”. Il tempo della pandemia ha reso ancora più evidente il valore della vicinanza fraterna e l’essere associazione è proprio un modo per esprimere questo desiderio di vivere e di credere “insieme”: la distanza non può mai diventare indifferenza, né tradursi in estraneità.

Il terzo termine, italiana, ci deve sempre ricordare che la nostra associazione è inserita nella storia del nostro Paese e aiuta la Chiesa ad essere generatrice di speranza e fermento di dialogo nella società. La Chiesa del dialogo è una chiesa sinodale e la sinodalità è un’attitudine della nostra associazione. Ecco perché l’Azione Cattolica Italiana è un’importante risorsa per la Chiesa.

“Fratelli e sorelle, auguro buon lavoro alla vostra Assemblea. Possa contribuire a far maturare la consapevolezza che, nella Chiesa, la voce dei laici non dev’essere ascoltata “per concessione” ma “per diritto”. E, per favore, non dimenticatevi di pregare per me, perché questo lavoro non è per niente facile! Grazie.”

Grazie a te, Francesco!

Grazie per la tua testimonianza di vita, per il tuo Amore, per il sorriso che allontana le paure, per la preghiera e le parole, per il servizio gratuito, per la “vicinanza” a ciascuno di noi.

Quando ho potuto stringere la tua mano e incrociare lo sguardo, sentivo battere forte il cuore. Un’emozione davvero intensa che però non mi ha impedito di sussurrare qualche parola e “consegnare” in quelle mani la mia “storia”. La tua benedizione è stata e sarà per sempre l’unica vera medicina che potrà dare sollievo nei momenti più bui.

Il Signore è più forte di tutte le “malattie” del mondo!

Questa certezza deve guidare la mia, la nostra vita, dentro la cornice unica di una associazione che allarga il cuore e la mente.

Ho concluso così i miei 7 anni a servizio della delegazione regionale, e non avrei potuto desiderare una conclusione migliore.

Grazie, Azione Cattolica: tutto quello che sono lo devo a te!

Stefania Sorace
Delegata Regionale uscente di Azione Cattolica


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