News

La famiglia cristiana in Calabria e le sfide della modernità – convegno di inizio anno dell’Azione Cattolica diocesana

Nel pomeriggio di sabato 9 ottobre a Gioia Tauro, presso l’Auditorium del Centro del Laicato, l’Azione Cattolica diocesana ha desiderato dare inizio al nuovo anno associativo attraverso un convegno – rivolto nello specifico ai presidenti e ai consigli parrocchiali – sul tema dell’Amoris Laetitia.

Infatti, stimolati dal nostro Vescovo Francesco, partendo dall’esortazione apostolica di papa Francesco incentrata sull’amore nella famiglia, che segna l’anno dedicato alla “Famiglia Amoris Laetitia”, prenderà vita il cammino di formazione di tutti i settori dell’Azione Cattolica, in linea con il sinodo diocesano e con l’indagine specifica realizzata nella diocesi sul tema, affinché ogni socio, attraverso il proprio ambiente di vita, possa essere testimone dell’amore familiare.

La riflessione del convegno di inizio percorso, dal titolo “𝗟𝗮 𝗙𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮 𝗖𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶𝗮𝗻𝗮 𝗶𝗻 𝗖𝗮𝗹𝗮𝗯𝗿𝗶𝗮 𝗲 𝗹𝗲 𝘀𝗳𝗶𝗱𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗼𝗱𝗲𝗿𝗻𝗶𝘁𝗮̀”, è stata guidata da 𝗗𝗼𝗻 𝗘𝗻𝘇𝗼 𝗖𝗵𝗶𝗼𝗱𝗼, sacerdote della diocesi di Locri-Gerace ed è frutto di uno studio raccolto in un suo libro dal medesimo titolo.

Con la domanda “Ha ancora senso parlare di famiglia nella realtà che ci circonda?” sono state analizzate proprio le sfide di questo tempo, considerando anche l’attenzione riposta in essa, negli anni, dalla Chiesa e i Vescovi calabresi, i quali invitarono a “puntare sulla famiglia come seme di una Calabria nuova, la quale si può rivelare inattesa risorsa per la sua rinascita”.

Indubbiamente caratterizzata da risorse e limiti, la famiglia della nostra terra di Calabria ha riservato un ruolo centrale alla figura della donna, specialmente nell’umanizzare o meno le relazioni, è luogo di trasmissione della fede, di cura per la terra, di ospitalità, di festa condivisa. Di contro si sperimentano familismo amorale, rapporti clientelari/parentali, usurpazione del lavoro. Aspetti che, ancor di più in questo momento storico, risentono della complessità della realtà di oggi: frammentarietà, relativismo, individualismo, edonismo narcisista ed eccesso di presentismo, che ci fa considerare il presente come l’unico momento possibile, senza darci l’idea di camminare verso una realtà che dura; e ancora, la sfida dell’identità personale e la sessualità, del significato di paternità/maternità, dell’autorevolezza/autorità, della socialità.

Cosa possiamo farne allora di questa complessità? Sicuramente non può essere d’improvviso semplificata, ma può essere da stimolo per pensare ad una ripartenza: ripartire dalla logica della gratuità del dono, dall’etica del poco, avendo il coraggio di rinunciare a stili di vita che ci portano alle passioni tristi e recuperare la missione educativa.

È emerso come vadano rivisti gli incontri strutturati, pensando, piuttosto, a nuove strade per un annuncio più diretto, leggendo le varie fasi di vita della famiglia stessa, ma certi che, anche in questi cammini nuovi, il progetto di Dio è farci gustare la gioia dell’amore.

AGENSIR news

Egitto: Zaki scarcerato, ma assoluzione lontana. Acconcia (Un. Padova): molte ombre sul regime di Al Sisi

In Egitto il regime militare di Al Sisi “purtroppo ha avuto successo e questo modello viene esportato anche altrove: pensiamo al recente colpo di Stato militare in Sudan”: Giuseppe Acconcia,… [...]

Chiesa e Covid. C”è un nuovo “humanum” da accogliere ed evangelizzare

Pandemia, fragilità e Chiesa. Questo il nodo affrontato lo scorso 19 novembre da cinque istituzioni accademiche teologiche italiane, avviando un percorso di ricerca che si concluderà ad aprile 2022. Una… [...]