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Il diritto alla salute, storia di una sperata salvezza

“La coscienza è presente in questa piazza”, un’affermazione forte, intensa quella del vescovo della Diocesi di Oppido Mamertina Palmi Sua Eccellenza Mons. Francesco Milito, presente insieme a Don Pino De Masi, Vicario Episcopale per la famiglia e i problemi sociali, e ai quattro parroci della città di Gioia Tauro, alla manifestazione a sostegno del diritto alla salute, che si è svolta nella mattinata di sabato 30 ottobre in Piazza dell’ Incontro a Gioia Tauro. Al fianco dei cittadini e delle realtà associative e sociali anche le istituzioni nella persona di molti dei sindaci della piana, è a loro che   il Vescovo Milito durante il suo intervento ha espresso un sentimento di affidamento, un invito ad un  moto delle coscienze, affinché la mobilitazione non rimanga fine a sé stessa  nell’ ottica di un contesto come quello sanitario nel quale “non servono fedi religiose e politiche ma serve dirigere lo sguardo sull’ uomo ed i suoi diritti”.

Tra gli applausi di approvazione dei presenti Milito  ha dedicato un pensiero a tutti i  malati, moralmente  parte di quella piazza,  ed esternato a nome della gente comune il senso di stanchezza maturato a fronte delle molte promesse dagli sporadici risultati,  richiamando ad una coscienza permanente e viva chi nelle condizioni di produrre effetti  concreti dinnanzi all’offesa del  più importante dei  diritti sociali, il diritto alla salute.

Nella citazione del Vangelo, nella domanda dei farisei a Gesù “se fosse lecito guarire i malati di sabato” traspare la similitudine attuale di un popolo che è evidentemente immagine e specchio dei farisei: un popolo  assetato di vita, di Dio, ma umanamente senza nessuna bevanda a dissetarli, solo con la rabbia di una speranza delusa, ma è  sulla croce che Gesù aprirà le Sue braccia e stenderà le Sue mani, per arrivare a toccare tutti, lasciandosi trafiggere, affinché anche noi potremo essere trafitti dal suo amore (At 2,37).

 

Lina Maiolo

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