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03/Mar/23

Convegno del Serra Club sulle prime attestazioni Cristiane e sul culto del Crocifisso nella piana di Gioia Tauro

Si è svolto sabato 25 febbraio 2023 nella Chiesa della SS.ma Trinità in Rosarno un interessante convegno organizzato dal Serra Club Oppido Mamertina Palmi dal titolo “Un itinerario della Croce nella Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi dall’archeologia delle origini fino all’età moderna”.

L’evento è stato preceduto dalla visita guidata alla seicentesca chiesa rosarnese ed alla raccolta museale di oggetti di arte sacra che Mons. Varrà, parroco della locale comunità parrocchiale, ha collezionato e custodisce con speciale cura nella sala adiacente.

Lo stesso sacerdote, anche Vicario generale e Moderatore di Curia della Diocesi Oppido -Palmi, nel suo indirizzo di saluto, dopo aver ringraziato il Vescovo Mons. Francesco Milito, il Serra club, i relatori e i numerosi intervenuti, ha brevemente illustrato la storia della chiesa e il lavoro di restauro realizzato con la partecipazione della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici, della diocesi di Oppido-Palmi e il contributo dei fedeli, rendendo così possibile la sua riapertura nel 2015. Il sacro edificio accoglie statue e dipinti ma soprattutto il suggestivo crocifisso seicentesco in legno, di scuola serrese.

Ha introdotto i lavori del convegno la presidente del Serra Club, Antonietta Bonarrigo, che dopo i ringraziamenti di rito, ha espresso ammirazione per la bellezza della chiesa ed apprezzamento per l’accurata esposizione museale utile “a tramandare la memoria degli oggetti di culto raccolti e a creare nella comunità sentimenti di appartenenza e di identità; un progetto di conservazione non è mai fine a sé stesso perché è anche propulsione al nuovo: il patrimonio, oggi salvaguardato, consentirà in futuro alle nuove generazioni di riconoscersi e ritrovarsi per auspicabili migliori sviluppi culturali e sociali”.

La presidente ha quindi evidenziato come gli argomenti del convegno rosarnese ben si connettano a quelli trattati nel convegno di Taurianova il 28 gennaio scorso dal Vescovo Mons. Francesco Milito e don Elvio Nocera sul tema dell’anno sociale 2022/23 del Serra International Italia Col sangue versato sulla croce pacificò il cielo e la terra (Col 1,20). Il perdono e la pace a partire dal cuore dell’uomo”.

Infatti un nuovo punto di vista consentirà di approfondire i primi segni della presenza cristiana nel territorio e il culto che intorno alla Croce le comunità della Piana di Gioia Tauro hanno sviluppato nel corso dei secoli, in una Diocesi particolarmente caratterizzata da profonda devozione mariana.

La prima relazione dell’Archeologo Gianluca Sapio “Per un’archeologia della Croce: dalle prime attestazioni al Medioevo, in Calabria meridionale e nella Piana” ha avuto come obiettivo l’introduzione ai temi principali e alle problematiche scientifiche e metodologiche dell’Archeologia della Calabria Paleocristiana.

Secondo il ricercatore Sapio, “uno sguardo sulla storia degli studi per il tardo antico e l’alto medioevo nel ‘900 rende evidente la mancanza di un quadro archeologico complessivo sulla conoscenza delle prime comunità cristiane: in Calabria gli studi si sono concentrati quasi sempre su temi specifici come il monachesimo. Solo a partire dagli inizi del terzo millennio si è avuta un’attenzione maggiore sull’età costantiniana ed in particolare sulla fase cruciale della seconda metà del IV sec. d.C., quando il Cristianesimo acquista una sua graduale e definitiva affermazione politica e le prime comunità divengono la base della nuova classe dirigente romana. A questo momento storico, dopo la metà del IV sec., risalgono le prime attestazioni archeologiche relative a comunità ebraiche e cristiane che in realtà erano già presenti da tempo sul territorio. Nell’area della Diocesi di  Oppido-Palmi è il sito di Taureana il luogo con i documenti più antichi sulla presenza cristiana e un’epigrafe funeraria, datata al 346 d.C., è addirittura considerata, ad oggi, il documento cristiano più antico della Calabria.

Un itinerario delle Croci tra V e VI sec. d.C. in Calabria meridionale permette di evidenziare come, dopo la metà del IV sec., nel giro di poco più di cento anni, il simbolo cristiano per eccellenza si è venuto rapidamente e definitivamente ad affermare nelle diverse forme artistiche, in Calabria e nel territorio della Diocesi di Oppido-Palmi: dall’architettura, alla decorazione, alla piccola oggettistica”.

E’ seguita la relazione del Sac. Letterio Festa il quale, dopo aver richiamato il Libro del Sinodo e la sua applicazione in atto nella Diocesi, ha parlato dei “Luoghi di culto e devozione al Crocifisso nelle parrocchie della Piana tra il XVIII e il XIX secolo”,  ampiamente soffermandosi sul culto dedicato al Crocifisso nelle parrocchie della vecchia e nuova Diocesi, in particolare a Terranova e a Palmi; sulle tele rappresentanti la Crocifissione, presenti in Diocesi, dovute ai pittori Leoluca Santacaterina, Raffaele Angelo Musitano e Giulio Rubino, come quelle significative della chiesa di Laureana e del Calvario di Oppido; sull’importanza delle Confraternite, Palmi, Iatrinoli, Terranova, Cinquefrondi, Melicucco, Oppido, impegnate ad organizzare durante la Quaresima momenti di fede che si incidevano profondamente nell’animo del popolo.

Rilevante il ruolo che assumevano infatti le funzioni della Settimana Santa: le processioni, la predica di passione, la “chiamata” della Madonna, la visita ai Sepolcri, la predica delle sette parole, le opere sacre o “misteri” o “mortori”, vere e proprie rappresentazioni teatrali sulla Passione, tra cui molto sentita la scena della Crocifissione, con costumi e fondali realizzati da valenti artigiani, in parte ancora conservati, come quelli della famiglia Montagnese di Laureana.

Il relatore ha ricordato la presenza dei “Calvari”, tempietti eretti all’inizio dei paesi spesso in seguito alle missioni dei Padri Redentoristi, e i commoventi canti dialettali sulla Passione, oggetto di studio anche di Mons. Raffaele Barbieri e in parte registrati da padre Salvatore Brugnano nel 1976. Ha inoltre menzionato la poderosa opera del Vescovo di Oppido, Mons. Giuseppe Maria Perrimezzi, scritta nel 1727 per difendere i Bruzi dall’infamante accusa di essere stati i crocifissori di Cristo.

Infine, dopo aver citato alcune significative testimonianze di fede, don Letterio Festa ha passato in rassegna i numerosi crocifissi presenti nella Piana, tra cui quelli cinquecenteschi della chiesa di Maria SS.ma di Porto Salvo a Gioia Tauro,  della chiesa matrice di Caridà e quello della chiesa di San Marco a Seminara, proveniente dall’antica Taureana, nonché i crocifissi fatti realizzare da Mons. Paolo Albera con il bronzo fuso delle campane distrutte dal terremoto del 1908, oggi situati nelle chiese di Polistena e di Cittanova.

A prendere la parola per le conclusioni è stato il Vescovo Mons. Francesco Milito il quale ha ribadito la rilevanza e la significatività del convegno rosarnese per la scelta degli argomenti, coerenti con le direttive del Libro del Sinodo Diocesano nel punto in cui  si tratta dell’utilizzo dei beni culturali religiosi anche come strumento di evangelizzazione della Chiesa, complimentandosi con il Serra club e con la parrocchia per la realizzazione dell’iniziativa volta alla conoscenza  ed alla valorizzazione del  grande patrimonio di fede e cultura presente nel territorio.

Il Presule, infine, ha richiamato le antiche radici cristiane della Diocesi che devono promuovere nella comunità dei fedeli consapevolezza e responsabilità ed ha indicato ulteriori piste di studio che in futuro possono essere indagate in campo storico ed archeologico e di ricerca sui simboli di fede presenti nella Diocesi, sia nell’arte pittorica che scultorea.

Il convegno si è concluso con la consegna alla presidente Bonarrigo, da parte di Mons.Varrà, dell’elegante ceramica realizzata in ricordo della riapertura della chiesa dopo il restauro e del bel libro scritto dallo studioso prof. Ugo Verzì Borgese sulla storia dello splendido piccolo tempio rosarnese.

Antonietta Bonarrigo

 

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