Caritas Diocesana

05/Mag/23

La conoscenza della lingua come strumento d’integrazione: corso d’italiano per gli ucraini profughi di guerra

Si è concluso il corso d’italiano che ha coinvolto gli ucraini profughi di guerra residenti a Gioia Tauro, organizzato dall’Associazione I Segni dei Tempi ETS, braccio operativo della Caritas diocesana di Oppido Mamertina Palmi.

Il corso orientato all’integrazione è stato promosso dalla Caritas Diocesana e si è articolato in 23 lezioni, un’iniziativa che oltre ad avere lo scopo di trasmettere le basi della lingua italiana ha rappresentato un vettore d’intercultura con un valore aggiunto importante: l’insegnante del corso di nazionalità russa, ciò a dimostrazione del fatto che la cultura ed il desiderio d’integrarsi non conosce barriere di sorta.

Una formazione accolta con entusiasmo e gratitudine dai dieci allievi del corso che non smettono di sognare che il fronte di guerra in Ucraina possa chiudersi, giovani padri e madri, uomini e donne forti che hanno testimoniato il desiderio di rilanciare il proprio impegno a beneficio del futuro dei loro figli.

Ad ognuno dei corsisti, alla presenza del Vescovo S.E. Mons. Milito, del Direttore della Caritas Diocesana Diac. Michele Vomera, del Presidente dell’Associazione I Segni dei Tempi Noemi Trimarchi, dell’Equipe Caritas e dell’insegnante del corso Anguelina Koutepova, è stato consegnato un attestato di frequenza, un segno forte dice Mons. Milito che “esprime profonda vicinanza ai popoli colpiti dal conflitto, infatti, è attraverso l’acquisizione della lingua che si ottiene concretamente una ricchezza in più per agevolare la comunicazione e l’integrazione nella comunità”.

Durante i mesi del corso, grazie all’inserimento dei corsisti nel progetto APRI Ucraina di Caritas Italiana, sono stati erogati anche dei beni utili al processo d’integrazione,  inoltre è stata anche organizzata una gita a Tropea alla scoperta del territorio, un’iniziativa completa quindi, in cui mettendo a disposizione tempo e saperi reciproci si sono rafforzate relazioni, accoglienza e comprensione dove prima c’erano soltanto fuga e senso di smarrimento.

Lina Maiolo
Ref. Ufficio Stampa Caritas Diocesana

 

 

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