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05/Mag/23

Partecipazione e grande interesse per il convegno “Fedi e generazioni: un confronto necessario”

A pochi mesi dalla conclusione del primo Sinodo Diocesano e a poche settimane dalla 99ª Giornata per l’Università Cattolica, si è svolto giovedì 4 maggio il convegno “Fedi e generazioni: un confronto necessario”, organizzato dalla Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi e dall’Istituto “Giuseppe Toniolo” di Studi Superiori, presso la Casa del Laicato a Gioia Tauro.
L’incontro, avviato con i saluti di Mons. Milito, ha visto presenti il Prof. Vincenzo Bova, sociologo dell’Università della Calabria, e i professori Fabio Introini e Cristina Pasqualini, docenti di sociologia presso l’Università Cattolica e membri dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo.
A moderare l’evento, Vincenzo Iemma, Delegato dell’Università Cattolica per la nostra Diocesi e studente dell’ateneo milanese.
Al centro dell’iniziativa, il “cambiamento d’epoca”, che già i lavori del Sinodo Diocesano hanno individuato come centrale nelle sfide del cattolicesimo.
Il Prof. Bova, presentando il lavoro del suo volume di recente pubblicazione, “Una fede alla prova. Sociologia del cattolicesimo italiano” (Carocci editore, 2022), ha sottolineato il problema che il cambiamento d’epoca pone per i cattolici italiani, dai diversi “cattolicesimi” che si sperimentano, sino ai nuovi interrogativi che il cattolico deve porsi per orientare il suo agire quotidiano, passando per le trasformazioni che la pandemia ha comportato nella sfera religiosa, investendo anche i giovani, che vivono, spesso, una crisi nella presenza di stabili presidi che permettano loro di avvicinarsi alla realtà della fede.
A seguire, il Prof. Introini e la Prof. Pasqualini hanno esposto le linee di tendenza emerse a livello nazionale dalla ricerca, condotta dall’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo, sulla condizione giovanile in Italia, evidenziando in particolare il rapporto fra giovani e istituzioni (Chiesa compresa) – un rapporto sul quale hanno particolarmente inciso gli anni della pandemia – e quello fra giovani e territorio, segnalando un positivo dato sui ragazzi che non intendono abbandonare definitivamente il proprio luogo di provenienza, anche dopo aver completato gli studi.
L’Osservatorio, che ha pubblicato il suo primo Rapporto nel 2012, permette da oramai dieci anni la conduzione della più estesa ricerca a livello nazionale sull’universo giovanile italiano (e, dagli ultimi anni, con uno sguardo ad altre realtà europee), coinvolgendo oltre 9000 giovani tra i 18 e i 34 anni, avvalendosi della competenza e degli strumenti del Laboratorio di Statistica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e dell’agenzia Ipsos.
I professori, poi, hanno illustrato la loro ricerca, compresa nel Rapporto 2022, sul fenomeno del southworking, il lavoro da remoto dal Sud esploso durante la pandemia, evidenziandone criticità e potenzialità.
Ai numerosi interventi dal pubblico è seguita la conclusione di Mons. Milito, che ha rammentato la necessità di una riflessione sul ruolo del cattolico nel mondo odierno e, in particolare, nel nostro territorio, nonché l’esigenza di approfondire le possibilità di una produzione del sapere guidata dai principi cattolici, specie nei luoghi a ciò deputati.

Vincenzo Iemma

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