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05/Ott/23

Presentato a Gioia Tauro il libro “Don Francesco Laruffa”. A don Laruffa sarà intitolata la biblioteca scolastica dell’Istituto Comprensivo Pentimalli.

E’ stato presentato a Gioia Tauro nella Parrocchia Sant’Ippolito Martire il libro dal titolo: “Don Francesco Laruffa” di Mimmo Petullà, Edizioni diocesane Oppido Mamertina-Palmi –Presbyterium 6.

L’evento organizzato dal Serra Club Oppido Mamertina-Palmi, che tra i suoi obiettivi ha quello di supportare i seminaristi nel loro percorso vocazionale, si è aperto con i saluti del parroco della parrocchia Sant’Ippolito Martire Don Antonio Scordo, che dopo aver ringraziato la presidente Ioculano per l’iniziativa, si è soffermato sulla figura di don Francesco Laruffa, sacerdote dalle elevate qualità spirituali e culturali, amato dai giovani e da tutta la città.

A seguire, il sindaco di Gioia Tauro Aldo Alessio si è soffermato sull’importanza della memoria storica, senza la quale non si può vivere bene il presente, né proiettarsi nel futuro. L’augurio del sindaco è che la straordinaria figura di don Laruffa continui a essere studiata ed approfondita, e che possano nascere in suo nome delle importanti iniziative sociali e culturali, affinchè Gioia Tauro possa continuare a crescere  e non dimenticare mai questo straordinario pastore.

Il prof. Domenico Pirrotta dirigente dell’Istituto Comprensivo Pentimalli della città, non senza emozione, ha annunciato l’intitolazione della biblioteca Scolastica a Don Francesco Laruffa.

Ha dialogato con l’autore Mimmo Petullà la giornalista Caterina Sorbara, Vice Presidente alle Comunicazioni del Serra Club. Dal dialogo è emerso che l’opera costituisce la conseguenza valutativa dei contenuti di numerosi scritti personali di don Francesco Laruffa che per oltre cinquant’anni, dal 1963 al 2014, è stato parroco della Parrocchia Sant’Ippolito Martire di Gioia Tauro, un sacerdote punto di riferimento non solo per la sua parrocchia, ma per l’intera città. Amato non soltanto, perché eccellente pastore, cultore della Sacra Scrittura, ma anche per il suo spessore culturale; fu lui a volere nel 1996 il “Premio Sant’Ippolito Martire”, come pure le Settimane teologiche e svariate iniziative culturali e pastorali.

L’opera è composta da 4 capitoli concentrati sull’identità sacerdotale, la parrocchia, il ruolo della chiesa e il rapporto fede cultura,  l’autore con uno straordinario lavoro letterario fa rivivere la  figura di don Laruffa, il cui   concetto di Chiesa, aperto al territorio, affascinava, in modo particolare i giovani che lo adoravano.

Con una rinnovata luce, ha attualizzato il Concilio Ecumenico Vaticano II, portando tutte le novità con rigore liturgico e pastorale.
Un lavoro corposo e encomiabile, con riferimenti magisteriali e consultazioni di altri lavori scientifici, corredato da fotografie e da una raccolta di frasi, la cui prefazione è stata curata da Mons. Francesco Milito, Amministratore Apostolico della nostra diocesi.
La Sorbara, ha poi ricordato che l’opera su Don Laruffa, ha potuto “vedere la luce” grazie alla signora Caterina Versace, che ha avuto la felice intuizione di consegnare al giornalista Nicola Orso gli scritti di Mons. Laruffa, il quale ha subito consegnato tutto  il materiale al prof. Petullà, con il preciso scopo di creare una memoria storica da trasmettere, nella sua caratterizzazione sociale e pubblica, alla comunità gioiese.

Dopo la lettura di alcune frasi significative del libro, da parte della vice presidente ai programmi el Serra Club Sabrina Ungheri; ha concluso l’evento Mons. Francesco Milito che dopo essersi soffermato sull’importanza dell’opera inserita nelle Edizioni diocesane Oppido Mamertina-Palmi – Presbyterium 6, ha affermato “Ogni discorso sull’uomo è sempre un discorso su Dio. Mons. Laruffa ha vissuto questo territorio e il suo tempo nell’essenza della chiesa. Il suo ministero è stato importantissimo e noi dobbiamo fare nostri tutti i suoi insegnamenti. Se fosse sopravvissuto, fresco e gioviale, come ai tempi più caldi del suo apostolato, non v’è dubbio che l’avrei scelto nel consiglio di presidenza del sinodo e gli avrei chiesto di svolgere una delle relazioni di base fondante gli approfondimenti da sviluppare”.
Infine Mons. Milito ha esortato tutti a vivere all’interno della parrocchia con responsabilità, seguendo le linee tracciate dal sinodo, partendo dalle ultimanze, dalle periferie esistenziali e geografiche.

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