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16/Apr/24

I catechisti della Diocesi al Convegno Catechistico Regionale dal tema: “Adulti testimoni generativi della fede”.

I  catechisti della Diocesi Oppido M – Palmi hanno partecipato al Convegno Catechistico Regionale dal tema:  “Adulti testimoni generativi della fede”.

Nella condivisione comunitaria i referenti dei catechisti, sono immensamente e profondamente grati ed entusiasti di aver preso parte a questo importante evento, scelti, convocati e inviati personalmente dal direttore dell’Ufficio Catechistico Diocesano Don Giuseppe Sofrà. Le parrocchie da cui provenivano sono quelle di Palmi,  Oppido Mamertina, Messignadi, San Giorgio Morgeto, Drosi, Cittannova, Rizziconi , San Ferdinando, Varapodio, Sant’Eufemia D’Aspromonte , Seminara e San Procopio  si sono  ritrovati a vivere una esperienza intensa  formativa in ogni suo aspetto, accompagnati anche da don Giuseppe Ascone, referente del Settore Appstolato Biblico diocesano, con oltre 200 partecipanti, tra sacerdoti direttori Ucd, catechisti  delle diverse diocesi della Regione.

Il convegno si è tenuto nei giorni 13 e 14 aprile presso il Centro congressi “La Principessa “, ad Amantea (CS).

Con la preghiera, la Parola di Dio, la Lectio si è avviato un incontro formativo  che ha avuto come filo conduttore proprio l’ASCOLTO, a partire sempre dalla Parola, dallo Spirito  di Dio che precede, opera e orienta, a Gesù Cristo, unico Signore incarnato, morto,  risorto, asceso e datore dello Spirito e ancora il linguaggio kerygmatico narrativo, le fondamenta dettate dalla Parola di Dio e dalla Liturgia hanno concentrato l’attenzione sulla dimensione dell’essenzialità dell’annuncio dell’Evangelo che è sempre novità di pace.

Si è subito creato un clima di accoglienza reciproca, fraterna, un dialogo sereno tra tutti i partecipanti, inclusivo al di la delle provenienze,  grazie anche al coordinamento dell’incaricato regionale del settore, don Franco Liporace, aiutati da mons. Valentino Bulgarelli, direttore dell’Ufficio catechistico nazionale, da p. Rinaldo Paganelli e suor Giancarla Barbon, che hanno gestito con alta competenza e cura nei minimi particolari e negli importanti interventi, l’andamento di queste giornate di studio intense.

Tutti i convegnisti siamo stati suddivisi in 20 gruppi composti da dieci persone provenienti dalle diverse diocesi calabre, riuniti intorno ad un tavolo con la presenza di un facilitatore per le fasi laboratoriali.

I tre momenti essenziali del convegno sono stati dettati da tre parole quali filo conduttore del weekend:

  1. RICONOSCERE
  2. INTERPRETARE
  3. SCIEGLIERE

Nel primo momento abbiamo ascoltato le diverse esperienze di fede con gli adulti trasmesse da un delegato prescelto di ogni diocesi. E’ emersa una attenta lettura del territorio, dei bisogni, delle realtà funzionali e disfunzionali, degli obiettivi di comunicazione e crescita nella fede. Dalle narrazioni si è potuto rilevare anche che una catechesi strutturata  per gli adulti di fatto non c’è, ad eccezione delle realtà in cui è presente il Cammino neocatecumenale e il movimento dello Spirito e altre esperienze finalizzate alla preparazione al matrimonio, gruppi impegnati nella catechesi rivolta alle persone con disabilità,  tutte realtà che costituiscono una ricchezza per la Chiesa, ma che non sono di fatto rappresentativi di  itinerari di catechesi permanente volti ad aiutare gli adulti a divenire generativi nella fede di tutte le fasce e in tutte le tappe di vita delle persone.

Nel secondo momento: INTERPRETARE

Mons Bulgarelli ci ha aiutati a guardare il mondo degli adulti con uno sguardo nuovo, positivo, non giudicante, ma con un atteggiamento di ascolto, accoglienza, rispetto con il criterio e lo sguardo diverso di Gesù che ha attraversato tutte le categorie, uno sguardo che penetra i cuori induriti, che genera qualcosa di nuovo di tenero, sempre pronto a ricominciare con chi rimane impigliato nella diffidenza, di chi sposta la colpa dei propri fallimenti sempre sugli altri. Sempre lo stesso ha riflettuto che Gesù dà sempre una seconda possibilità, un’opportunità per ricominciare. Sull’esempio di Gesù siamo chiamati ad andare oltre i nostri criteri, ad essere credibili, rispettare la libertà, assumere l’autorità e essere capaci di intessere relazioni significative.

Inoltre con la collaborazione dei facilitatori nei momenti laboratoriali, che si sono alternati alle tappe del convegno, abbiamo avuto l’opportunità, alla luce di quanto detto dal relatore, a fare luce sulla realtà complicata, caotica in cui l’adulto oggi è incastrato e incasinato, a leggere il “non fidarsi” come fenomeno che caratterizza l’antropologia storica del nostro tempo,

Il terzo momento: SCEGLIERE è stata una fase in cui i gruppi hanno individuato le sfide che dobbiamo proporci per superare gli ostacoli che limitano e chiudono per vincere gli alibi, i pretesti, l’atteggiamento di dare la colpa agli altri, ma promuovere sempre l’incontro tra Dio e la sua creatura, ricercando occasioni, opportunità da cui partire, attraverso una  formazione  permanente, nel dialogo tra le diversità, che caratterizzano gli ambienti in cui ci troviamo a vivere la quotidianità, scoprendo la vita nuova, la novità, cambiando prospettiva. In questa fase, esaminando le sfide prefissate, si sono ricercati criteri concreti per metterli in atto e consentire di fare proposte percorribili per riscoprire l’entusiasmo di vivere una catechesi con gli adulti che incontri la vita delle persone, sempre con un atteggiamento di ascolto e confronto.

Si è lanciata coraggiosamente la proposta ai nostri Vescovi di delineare itinerari di fede, comuni e contestualizzati al nostro territorio calabrese, che guidino la persona in un percorso per divenire adulta nella fede, capace di proclamare come San Paolo “Quando ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino; ma quando sono diventato uomo, ho smesso le cose da bambino.“ 1 Cor 13,11

I vari momenti ritmati dalla preghiera liturgica dei Vespri, delle Lodi e della Santa Messa che hanno reso presente il Signore nella sua misericordia, Pane spezzato per la nostra vita, facendoci sperimentare e gustare la dolcezza della sua presenza nell’armonia, pace e vera gioia effetto che solo lo Spirito Santo presente poteva operare.

Maria Gentile Parrocchia San Procopio Martire.