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19/Apr/24

Il muDOp un museo in uscita

È partito lunedì 15 aprile il progetto ARTE E MEMORIA “Viaggio Sensoriale nella Tradizione Sacra della Piana”, iniziativa pioneristica lanciata dal Museo Diocesano di Oppido – Palmi, studiata con l’Equipe scientifica dell’Ente Germanò – RSA – Don Loria, con la collaborazione del Rotary Club di Palmi e l’Ufficio Diocesano pastorale persone con disabilità.

Il progetto, incoraggiato fortemente dal Vescovo Mons. Giuseppe Alberti, coinvolge persone affette da Alzheimer ospitati all’interno della RSA – Don Loria di Oppido Mamertina, che saranno accolte al Museo diocesano per una serie di incontri in cui il MuDOP, come ha spiegato durante la conferenza stampa il direttore ing. Paolo Martino, favorisce la godibilità dell’arte anche ai più deboli.

È un giorno speciale quando il Vescovo Giuseppe fa il suo ingresso nel salone dell’Ente Germanò – RSA – Don Loria. Non è qui solo per presenziare, ma per partecipare attivamente. I pazienti affetti da Alzheimer lo accolgono con uno striscione, con sorrisi timidi e occhi curiosi, pronti ad immergersi in un’esperienza unica.

La sala risuona di voci tranquille e del suono gentile dei colori. Il vescovo ascolta tutti e dà inizio al progetto con parole che i pazienti ascoltano con entusiasmo: “Diamo inizio a questo bellissimo viaggio, non lo facciamo andando in luoghi esterni, ma sarà un viaggio dentro la nostra memoria, toccando luoghi, situazioni, persone care. In questo viaggio attraverso l’arte risvegliamo la memoria e con la memoria risveliamo la nostra vita che è bella e che è ricca di tante esperienze che abbiamo fatto e vissuto e che vogliamo rivitalizzare nella mente e nel cuore toccando sentimenti ed emozioni”. In ogni paziente c’è una determinazione silenziosa nei loro gesti. L’opera d’arte realizzata insieme non emerge solo dalla mente, ma prende forma attraverso le mani. È la “tela della condivisione”, intesa come “spartire” i pesi della vita. È una terapia attraverso l’arte dove ogni mano colorata impressa diventa un momento di connessione con se stessi e con gli altri. Non c’è fretta, solo un sincero desiderio di comprendere e supportare. E quando il lavoro è stato completato, il salone si trasforma in una galleria vivente. Non importa se i tratti sono incerti o se i colori si mescolano in modo inatteso, ciò che conta è l’autenticità dell’opera, il racconto silenzioso di ogni vita vissuta.

“Non a caso parliamo di viaggio, perché sappiamo che ogni viaggio diventa più affascinante se la compagnia è giusta e piacevole e noi oggi, metaforicamente parlando, vogliamo immaginarci seduti l’uno accanto all’altro nel viaggio della vita –  spiega Maria Teresa Casella, responsabile del MuDOp  e referente progetto Arte e Memoria – per condividere e crescere insieme consapevoli che nelle Piccole cose sta il benessere (inteso come stare bene) di tutti, anche quando la vita è pesante e apparentemente senza senso. Compiremo questo viaggio attraverso i sensi che ci mettono in relazione, anche se in misura diversa, facendo affiorare i nostri ricordi legati alla Fede, alla Madonna (in ogni suo titolo), ai Santi, ai quali siamo o siamo stati devoti attingendo, chi più chi meno, al nostro bagaglio spirituale e alle nostre radici. La parola ricordo, come sappiamo deriva dal latino Re-Corde cioè “richiamare al cuore” quindi diciamo: dalla mente al cuore passando per i sentimenti e le emozioni. Proprio sulla base di questo significato abbiamo rivolto il nostro progetto ai pazienti affetti da Alzheimer, una patologia che come ben sappiamo intacca la memoria in maniera permanente. Tuttavia, molti studi hanno dimostrato come l’arteterapia in ogni sua forma appaia per questi pazienti uno strumento molto valido per contrastare i deficit cognitivi e i conseguenti disturbi psicologici che ne derivano, quali ad esempio l’ansia e la depressione. Attraverso l’arte – conclude – vogliamo arrivare alla mente ed al cuore di ognuno di loro facendogli scoprire nuove percezioni”.

Il progetto si snoderà attraverso altri 5 incontri (alcuni al Museo e altri nella struttuta RSA) durante i quali i pazienti vivranno l’arte in diverse forme: dalla pittura, alla fotografia, alla danza, alle tradizioni sulla fede.

Ecco che quindi il Museo Diocesano diventa più di una semplice istituzione culturale della Chiesa. Diventa un luogo di cura e di inclusione, dove l’arte diventa il ponte che unisce le persone, indipendentemente dalle sfide che la vita possa porre loro davanti.

Piccoli passi per contribuire a costruire il ben-essere di tutti”. È lo slogan del progetto sottolineato più volte dal direttore del MuDOp, ing. Paolo Martino, ma questo progetto fatto di piccoli passi ci ricorda anche l’importanza di rallentare, di ascoltare e di celebrare la bellezza che risiede nelle sfumature più piccole della vita. E in questo spazio di condivisione e di creatività, anche la malattia perde un po’ del suo peso, lasciando spazio alla gioia e alla speranza.

Calendario dei prossimi incontri:

Venerdì 19 aprile: laboratorio manuale a cura della prof.ssa Rosa Anna Cartisano e della sig.ra “ottantenne” Anna Maria Spaghetto pittrice e maestra di pittura.

Venerdì 10 maggio: laboratorio di arte fotografica a cura della dott.ssa Mara Parisi.

Lunedì 13 maggio: laboratorio di memoria a cura dell’RSA con preghiere, canzoncine e tradizioni (con le quali realizzeremo un opuscoletto alla fine del progetto).

Lunedì 20 maggio: laboratorio di musica e danza a cura della dott.ssa Rosa Valentina Martino.

Lunedì 3 giugno: evento conclusivo “Mantenere il tempo” laboratorio a cura della dott.ssa Sonia Falcone.

 

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