Week end degli studenti 1-2 Marzo 2025 “Pellegrini di Speranza nei Social Media”

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Lo scorso fine settimana si è svolto il secondo incontro dedicato agli studenti di tutte le scuole superiori della diocesi, organizzato dall’ufficio scuola. Un’occasione per conoscere meglio dinamiche sociali che ci riguardano da vicino e che segnano il dibattito culturale contemporaneo.
Negli ultimi mesi si è parlato molto di intelligenza artificiale: ora più che mai la sostituzione dell’essere umano per determinate funzioni (oltre a quelle già possibili) inizia a diventare una prospettiva non più così lontana.

Ma siamo entrati in contatto con l’IA solo ora che ci si sta occupando di questo tema?

In realtà abbiamo a che fare con l’intelligenza artificiale tutti i giorni da ormai più di 10 anni, nel corso del tempo si è solo evoluta ed è aumentato il numero di persone che possono accedervi.

Analizzando la vita di tutti i giorni, ci rendiamo conto che interagiamo con l’IA continuamente, partendo dai social network come Facebook, lnstagram, Tiktok fino ad arrivare a Spotify, Netflix, Amazon video che usano forme di intelligenza artificiale e del “machine learning”: l’algoritmo registra le nostre scelte e ci propone contenuti il quanto più possibile conformi ai nostri gusti personali, pur continuando a seguire logiche commerciali. Lo scopo della discussione, che abbiamo portato avanti con Filippo Andreacchio, direttore dell’Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali e con il prof. Marco Brusati, è stato quello di renderci consapevoli (gen z, millennials e boomers) degli strumenti o delle armi che abbiamo in mano, delle dinamiche che bisogna conoscere per non essere spettatori passivi ma utenti attivi, coscienti e soprattutto liberi.
Come citava Andreacchio, significativa è una frase di Papa Francesco che si esprime sulla questione dell’IA: «Spetta all’uomo decidere se diventare cibo per gli algoritmi oppure nutrire di libertà il proprio cuore, senza il quale non si cresce nella sapienza».

Essere pellegrini di speranza vuol dire anche saper scegliere i contenuti che arrivano sui nostri smartphone, soprattutto in ambito musicale.
La quantità di parole usate nelle canzoni è esorbitante e la potenza di un singolo termine è indiscussa; di conseguenza dobbiamo decidere quali ascoltare e quali altre, se ci soffermassimo sul loro vero significato, non sono di nostro gusto o peggio sono altamente offensive. È davvero tragico constatare che la maggior parte dei testi che ascoltano miriadi di giovani raccontano di dipendenza, oggettificano la donna, riducono tutto a una spirale di soldi e alchool. Dall’analisi dei testi emerge un’aggressività che si riflette, purtroppo, nel comportamento di tutti.

In seguito all’intervento del prof. Brusati, la seconda parte del pomeriggio è stata dedicata alla testimonianza di un artista internazionale: Jesus Cabello. La sua particolare storia di vita è stata fonte di ispirazione ed esempio di fede da prendere a modello: una vita dedicata a Dio grazie ad una vicenda che ha segnato la sua esistenza sin da bambino. Malato di leucemia riesce a guarire grazie alla conversione di una preghiera della madre che, davanti alla vergine del Rosario, non chiede più «Perchè al mio bambino?», ma «Accetto la volontà di Tuo Figlio, ma se guarisce sarà per te».
All’età di 14 anni, quando gli viene raccontato l’accaduto, Jesus inizia a porsi degli importanti interrogativi, come: “Che cosa ci faccio qui?”.
Decide di cercare Dio e il suo amore, partecipando ad un ritiro dove incontra la sua futura moglie che aveva intrapreso lo stesso cammino.
Il suo percorso di vita, in particolar modo di vita cristiana, non è stato semplice e lineare ma segnato da dubbi e da un grande dolore: la perdita di un bambino dopo i primi tre mesi di gravidanza. Litiga con Dio, decide di cancellare tutti i concerti, ed è in questo momento che arriva la chiamata: «Non voglio che tu canti e basta ma che sia testimone del Mio amore».

La serata si è svolta all’insegna del divertimento e della gioia condivisa, sulle note delle canzoni di Jesus, di cui ho riportato di seguito alcuni estratti:

<<Quien me levantara quien me auxiliara quien me defiendera si no fuera por ti>>
<<chi mi solleverà chi mi aiuterà chi mi difenderà se non fosse per te>>
Clamor (J. Cabello)

<<Viviremos por fin de verdad congregados por un mismo Padre. Reinaremos contigo en tu paz para adorarte en la eternidad>>
<<Vivremo finalmente veramente riuniti dallo stesso Padre. Regneremo con te nella tua
pace per adorarti nell’eternità>>
Resucitar (J. Cabello)

Domenica mattina abbiamo incontrato Egidio CarloMagno che, direttamente dell’oratorio di Torino ci ha travolto col suo entusiasmo facendoci sfidare grazie ad un quiz sugli argomenti più vari: cultura generale, fede, social … in quest’atmosfera coinvolgente, divertendoci abbiamo continuato ad apprendere e riflettere sul mondo nel quale stiamo vivendo. Abbiamo concluso il nostro weekend con la Santa Messa presieduta dal nostro vescovo Mons.Giuseppe Alberti: “Se noi celebriamo la morte e la resurrezione ci accorgiamo che, nonostante il mondo sia brutto, la speranza ha ancora respiro”.

Il pomeriggio precedente, ci eravamo soffermati sulla domanda “Che ci sta succedendo da tempo?” e, con il prof. Brusati, eravamo arrivati alla conclusione che, ogni giorno che passa, siamo tutti più arrabbiati; il vescovo nella sua omelia ha ribadito: «La novità è che Gesù ha fatto in modo che il male che hai dentro può essere vinto».
L’invito rivolto ad ognuno di noi, forse riprendendo il mito socratico del “conosci te stesso”, è crescere nella nostra vita interiore e spirituale per diventare autentici Pellegrini di Speranza.

Chiara Restuccia