Si è conclusa la peregrinatio del Corpo di Sant’Ippolito che, attraversando l’Italia, da Gazzaniga (BG), dove è custodito ordinariamente in modo straordinario, raggiunge la Città di Gioia Tauro (RC).
«Avere nella nostra Città il Corpo di Sant’Ippolito è per noi davvero motivo di grande conforto e di Speranza», ha esordito Don Antonio Scordo, Parroco della Parrocchia Sant’Ippolito Martire di Gioia Tauro. La gioia di accogliere e venerare la presenza del Santo, per una settimana, significa richiamare il modo come questi ha risposto al progetto di Dio, al quale anche noi possiamo aspirare a vivere. Per questo, «venerando un Santo necessariamente dobbiamo arrivare ad amare, onorare e ad adorare sempre più Dio e a non metterlo ‘in concorrenza’», ha esortato Don Luigi Zanoletti, Parroco della Parrocchia di S. Maria Assunta e S. Ippolito Martire in Gazzaniga.
«Non è da molto tempo che questa Comunità ha vissuto un momento di Grazia, affidando l’intera Città al Cuore Immacolato di Maria», aggiunge Mons. Giuseppe Alberti, durante la Celebrazione Eucaristica dallo stesso presieduta, alla presenza di tutti i Parroci e Sacerdoti della Città.
Ancora una volta, tutta la Comunità di Gioia Tauro, le Parrocchie di Maria SS.ma di PortoSalvo, di San Francesco di Paola e di San Gaetano Catanoso, figlie della Chiesa Madre, è stata baciata dalla Grazia di Dio. «La presenza di Sant’Ippolito, Patrono di questa Città, non arriverà con frutto al cuore dei singoli e delle Comunità se il Signore non effonde il Suo Spirito. Per questo la preghiera è il primo impegno di ogni Comunità, che deve pregare per sé e per le altre», ha fortemente sottolineato Mons. Alberti.
L’efficacia della Visita del Santo in tutte le quattro Parrocchie della Città nasce dalla Grazia di Dio che è l’Artefice di ogni bene, visibile ed indivisibile. «E tutta la Comunità di Gioia Tauro ha bisogno di Cristiani che desiderano che questa Grazia si espandi e si moltiplichi condividendola con tutti. La Vita Cristiana è impegnativa e bella, è responsabilità e gioia. Incontrare un Santo vuol dire incontrare una persona che ha realizzato pienamente la Sua vita secondo Dio e secondo il bene. E la concreta presenza del Santo è una grande opportunità per tutta la Città per percepire quella chiamata nella Vita Cristiana e nella Fede. È questo il senso profondo della Vita dell’esistenza di ognuno», conclude Mons. Alberti, esortando la Comunità a vivere in Pienezza il Vangelo.
In questo anno Santo, è davvero un dono di Grazia da custodire con immensa umiltà, «un momento di vera esperienza ecclesiale per entrambe le Comunità di Gioia Tauro e di Gazzaniga chiamate a testimoniare la bellezza e la gioia della Fede», ha sottolineato, Don Mattia Tommasoni, Docente di Storia della Chiesa e Direttore della Biblioteca del Seminario Vescovile “Giovanni XXIII” di Bergamo e dell’Archivio storico Diocesano.
Dunque, un evento straordinario fortemente desiderato dai due Parroci, Don Antonio Scordo e Don Luigi Zanoletti, ed accolto, con grande entusiasmo, da tutti i fedeli delle due Parrocchie dedicate al medesimo Santo Patrono Ippolito, da Don Paolo Cappelletti, vicario parrocchiale della Parrocchia di “Sant’Anna” in Bergamo, e da tutte le Autorità Civili e Militari della Città.
Marisa Gambi



























