Una giornata di fede, testimonianza e fraternità al Santuario di San Bartolomeo di Giffone – Domenica 9 novembre 2025
Tra le colline che circondano il Santuario di San Bartolomeo in Giffone, i Medici Cattolici della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi si sono ritrovati per vivere una giornata di ritiro spirituale e di apertura del nuovo anno associativo. Un tempo di preghiera e di riflessione nel quale scienza e fede si sono incontrate sul terreno comune del servizio all’uomo e alla vita.
Guidato dall’assistente spirituale don Gaudioso Mercuri e organizzato dal presidente diocesano dott. Salvatore Raso, l’incontro ha offerto ai partecipanti l’occasione di ritrovare nel silenzio e nella preghiera la sorgente profonda della propria vocazione professionale.
Nel solco del pellegrinaggio giubilare
La giornata si è posta nel segno del recente pellegrinaggio giubilare a Roma, durante il quale i medici cattolici italiani hanno rinnovato l’impegno a custodire la dignità della vita umana e a promuovere una medicina ispirata alla coscienza e alla compassione. Il ritiro di Giffone è stato un ritorno all’essenziale: lasciarsi rigenerare dalla Parola di Dio per affrontare con rinnovato slancio le sfide di un mondo che cambia, ma che ha sempre bisogno di mani che curano e cuori che si commuovono.
Una testimonianza di speranza
Momento toccante della giornata è stata la testimonianza di un uomo ex dializzato, che ha raccontato con emozione il suo cammino di sofferenza e rinascita dopo il trapianto di rene. Le sue parole, intrise di fede e gratitudine, hanno ricordato come la medicina, quando animata dall’amore, diventi un gesto che unisce la scienza al miracolo della grazia.
“Essere medico cattolico oggi”
Nell’omelia della celebrazione eucaristica, don Gaudioso Mercuri ha riflettuto sul significato profondo dell’essere medico cattolico: una vera missione evangelica vissuta accanto ai malati, nel silenzio delle corsie e negli ambulatori.
«Essere medici cattolici – ha detto – significa avere il coraggio di difendere la vita in ogni sua fase, custodendola come un dono sacro e irripetibile».
Don Mercuri ha indicato Santa Maria Goretti come modello di purezza e fedeltà alla verità del Vangelo: come lei ha custodito la sua purezza fino al dono di sé, così il medico cattolico è chiamato a custodire la purezza della propria coscienza e a servire la vita senza compromessi, mettendo sempre al centro la persona, immagine di Dio.
Il richiamo alla carità concreta
Riprendendo le parole del Vescovo Mons. Giuseppe Alberti, pronunciate lo scorso anno a Galatro, don Gaudioso ha ricordato che il medico cattolico deve “camminare nei sentieri della carità concreta”, traducendo la competenza professionale in gesti di prossimità e tenerezza.
«La carità – ha detto – non è un sentimento vago, ma una scelta quotidiana di servizio: uno stile di vita che unisce scienza e compassione, competenza e fede».
Fraternità e programmazione
Il pranzo comunitario ha offerto un momento di amicizia e condivisione, rinsaldando i legami della comunità medica diocesana.
Nel pomeriggio, il presidente dott. Salvatore Raso ha illustrato le linee programmatiche del nuovo anno: formazione scientifica e spirituale, iniziative di bioetica e progetti di volontariato a servizio dei malati e delle persone fragili.
«Vogliamo unire la competenza professionale alla luce del Vangelo – ha affermato – perché ogni gesto di cura sia anche un gesto d’amore».
Un segno di speranza per la Diocesi
Nel silenzio del Santuario, la giornata si è conclusa in un clima di gratitudine e rinnovato entusiasmo. I medici cattolici hanno rinnovato il loro “sì” al servizio del Vangelo, riconoscendo nella professione non solo un mestiere, ma una vocazione alla carità.
Come semi di speranza piantati nel mondo, desiderano continuare a testimoniare che ogni atto di cura, anche il più umile, è un segno concreto dell’amore di Dio per ogni uomo.
















