Sono stati oltre 45 i giovani delle Comunità parrocchiali di Gioia Tauro e Rosarno che come pellegrini hanno camminato sugli stessi passi di San Francesco nell’anniversario degli 800 anni dalla sua morte.
Quello vissuto dai giovani delle Comunità non è stato un semplice viaggio, ma una vera e propria pausa dalla frenesia quotidiana, per ritrovare il senso profondo del proprio cammino spirituale e il desiderio di mettersi a contatto con la spiritualità francescana.
Partiti alle prime luci dell’alba del 27 febbraio scorso, i ragazzi, guidati dai sacerdoti don Domenico Lamanna e don Tonino Napoli, unitamente a quattro animatori adulti, sono arrivati nel tardo pomeriggio presso la basilica di Santa Maria degli Angeli dove hanno partecipato alla Santa Messa e hanno sostato in preghiera davanti la Porziuncola, luogo santo, in cui Francesco ha mosso i primi passi della sua conversione e ispirazione per la fondazione del suo ordine. Uno dei momenti più significativi di questa esperienza di fede si è rivelata la celebrazione comunitaria del rito della penitenza: i ragazzi con sguardo e interesse differente si sono accostati al sacramento della Riconciliazione, e con grande semplicità hanno aperto lo scrigno del loro cuore a Dio che sempre concede misericordia. La celebrazione penitenziale ha inoltre preparato i ragazzi a vivere l’esperienza dell’Indulgenza Plenaria che il Santo Padre Leone XIV ha concesso in questo anno dell’anniversario del transito di san Francesco.
Un altro intenso momento è stata la preghiera davanti le spoglie mortali di san Francesco, reliquie che sono state capaci di trasformare il volto della Chiesa dei primi anni del 1200 e che ancora oggi continuano ad ispirare esempi di santità. Oltre la condivisione della stanchezza non è mancata la gioia che i ragazzi hanno espresso cantando per le strade di Assisi, riuscendo a coinvolgere altri pellegrini provenienti da diversi posti dell’Italia. “È stato come togliere il superfluo per lasciare spazio a Dio e alla fraternità“, ha raccontato un partecipante al termine del pellegrinaggio. Per i ragazzi “pellegrinare” significa, soprattutto in questo momento storico che siamo costretti a vivere, testimoniare che la fede è un cammino – e non una statica convinzione – un incontro tra persone diverse che sono chiamati a vivere e ad amarsi come fratelli seguendo l’esempio del santo di Assisi.
Sac. Antonino Napoli

















