Illuminati per illuminare: a Rizziconi la giornata di spiritualità dei catechisti

Domenica 15 marzo, IV Domenica di Quaresima, a Rizziconi, presso l’Auditorium “Famiglia di Nazareth”, si è tenuta la giornata di spiritualità dei catechisti della nostra diocesi.

Nonostante le avverse condizioni meteo, c’è stata la partecipazione di un buon numero di catechisti provenienti dalle varie comunità parrocchiali.

L’incontro si è aperto con un’invocazione comunitaria allo Spirito Santo, subito seguita dalla Lectio Divina tenuta dal nostro Vescovo sul brano evangelico della Domenica in corso “Il cieco nato” (Gv 9,1-41)

Si è rivelata una Lectio “illuminante” per tutti i presenti.

La storia del cieco nato, fa notare il Vescovo, diventa un racconto di rivelazione della vera identità di Gesù e questo si realizzerà progressivamente nella comprensione graduale del cieco che, riferendosi a Gesù, all’inizio dice “un uomo che si chiama Gesù”, poi lo chiama “profeta”, dopo afferma che “viene da Dio”, successivamente “Figlio dell’Uomo”, infine lo riconosce “Signore”.

Nel testo evangelico, continua il Vescovo, incontriamo due dinamiche contrarie e progressive: una di accoglienza di Gesù “luce del mondo” da parte del cieco nato, l’altra di allontanamento, di incapacità di vedere e riconoscere in Gesù il Messia atteso, da parte di farisei e giudei.

La Lectio focalizza quattro passaggi fondamentali per la riflessione:

  1. La questione che pongono i discepoli: “ha peccato lui o i suoi genitori?” che riflette la mentalità popolare e religiosa del tempo che associava una malattia ad una colpa. Gesù stravolge tale convinzione e rivela che ogni situazione che Dio permette è perché si manifestino le Sue opere. A noi che oggi ci interroghiamo su situazioni personali, avvenimenti negativi, Gesù apre uno sguardo nuovo: c’è un’opera di Dio in corso e siamo chiamati a vederla, a riconoscerla, a non rimanere nella nostra cecità.
  2. Nel Vangelo di Giovanni non troviamo miracoli, ma segni attraverso i quali Gesù rivela qualcosa di più profondo. I gesti che Gesù compie per dare la vista al cieco rimandano agli inizi della Creazione. Il Vescovo esorta a recuperare il senso Battesimale della nostra vita cristiana che è sempre esperienza di guarigione, una nuova creazione che ci fa passare dalle tenebre alla luce di una nuova comprensione di noi e di Dio.
  3. “Epàchrisien” è il verbo che l’evangelista usa per descrivere il lavare gli occhi del cieco con l’impasto di saliva e fango: significa ungere, ma anche consacrare, inviare ad una missione. Il dono della vista passa attraverso le acque della piscina di Siloe, per noi un chiaro riferimento alle acque battesimali. Per vivere in pienezza abbiamo bisogno di immergerci nella vita di Cristo, accoglierlo come colui che ci lava, ci salva, ci invia. Siamo stati illuminati dalla Sua luce per essere a nostra volta luce per i fratelli e le sorelle che incontriamo.
  4. Il nostro percorso di fede: un cammino di graduale illuminazione, guidati dalla Parola e dai gesti terapeutici del Signore (i santi segni, i Sacramenti); unti dal suo Spirito che rigenera, ci ricrea per riaccendere la luce battesimale e diventare, a nostra volta, luce per chi ci è affidato.

Il pomeriggio è proseguito con un momento di profonda spiritualità: quasi un “preludio” al Venerdì Santo, è stata accolta la Croce, si è pregato insieme, e poi ciascuno si è accostato dinanzi ad Essa per adorarla e baciarla.

A conclusione della giornata, la preghiera comunitaria dei Vespri.

Si ringraziano Sua Eccellenza il vescovo Mons. Giuseppe Alberti e l’Ufficio Catechistico Diocesano nella persona del Direttore don Giuseppe Sofrà e del Responsabile Settore Apostolato Biblico don Giuseppe Ascone per aver voluto donare ai catechisti della diocesi un tempo per ascoltare la voce del Signore, confrontarsi con la Sua Parola, pregarla e prepararsi a vivere pienamente il fulgore e la gioia della Pasqua.