Giovedì 2 aprile la Chiesa diocesana si è ritrovata nella Cattedrale-Santuario Maria SS. Annunziata di Oppido Mamertina per la celebrazione della Messa del Crisma. La solenne concelebrazione è stata presieduta dal nostro Vescovo Mons. Giuseppe Alberti in presenza di tutto il clero diocesano e dei numerosi fedeli convenuti anche dalle parrocchie della Diocesi.
In questa solenne celebrazione, i sacerdoti hanno rinnovato le loro promesse sacerdotali e il Vescovo ha benedetto e consegnato i santi Oli alla sua Chiesa Diocesana: l’Olio del Crisma, che richiama nel suo significato l’unzione delle Spirito Santo, partecipata a tutti i membri della Chiesa per mezzo del battesimo e della Cresima, e a titolo speciale ai Vescovi e ai Presbiteri per essere a servizio del popolo sacerdotale; l’Olio dei Catecumeni, benedetto per quanti lottano per vincere lo spirito del male in vista degli impegni battesimali; l’Olio degli Infermi, per l’Unzione sacramentale di coloro che nella malattia compiono in sé ciò che manca alla passione redentrice del Cristo.
Il vescovo, nell’omelia, ha sottolineato come la messa crismale sia espressione della pienezza del sacerdozio del Vescovo che, assieme al suo presbiterio, rinnova la disponibilità a vivere con fedeltà il dono ministeriale ricevuto nel sacerdozio. Spontaneo, per questo, il ringraziamento al Signore per il dono del sacerdozio che attraverso i doni sacramentali fa giungere a noi la perenne novità della Pasqua che rinnova e santifica la vita dei credenti.
In questo giorno particolare il vescovo ha invitato tutti a invocare sui presbiteri e sulla nostra Chiesa il dono della fede che unisce i presbiteri tra di loro e i battezzati con tutti i credenti in Cristo, in modo che ne esca rafforzata nel suo intrinseco senso ecclesiale e comunitario.
L’invito, poi, rivolto ai sacerdoti a unirsi, in questi santi giorni di passione, alla “passio Christi” che ogni sacerdote, ogni evangelizzatore e ogni pastore condivide con il Signore Gesù perché si realizzi nella nostra Diocesi una esperienza comunitaria di fede, condivisa con il Vescovo e con il popolo santo di Dio.
Il vescovo ha richiamato poi la lettera apostolica di Papa Leone ‘Una fedeltà che genera futuro’ che sollecita a “rendere sempre più visibile la dimensione relazionale e comunionale del ministero ordinato”, promuovendo forme possibili di vita comune, così «che i presbiteri possano reciprocamente aiutarsi a fomentare la vita spirituale e intellettuale, e a collaborare più efficacemente nel ministero”. La comunione tra preti diventa così anche profezia coraggiosa in una società che è chiamata a imparare a stare insieme in modo nuovo, che supera chiusure, sospetti, conflitti.
Molto importante il richiamo, ormai continuo, alla scelta sinodale, sfida dentro la Chiesa, ma anche dentro la nostra Diocesi, sfida che diventa una grande opportunità per il nostro presbiterio e per le nostre comunità, perché consentirà di tendere verso una conduzione sempre più collegiale, nella cooperazione tra presbiteri, i diaconi e tutto il Popolo di Dio, superando forme di clericalismo autoreferenziale “per adottare uno stile di comunione basato sulla corresponsabilità capace di testimoniare la ricchezza e la fecondità del Vangelo”.
“Invochiamo lo Spirito del Signore Dio su di noi – ha concluso il vescovo – perché ci renda ‘testimoni fedeli’, alla stregua di Gesù Cristo, esperti e costruttori di comunione, artigiani di fraternità, disposti a intraprendere percorsi di sinodalità, testimoni di una fede ecclesiale che è riverbero della unità trinitaria e profezia per un mondo incapace di dialogo e di pace”.
Ufficio Comunicazioni Sociali













