Lo scorso 7 maggio, i locali della Casa del Laicato “Mons. Luciano Bux” hanno ospitato un importante momento di riflessione e formazione rivolto ai docenti di Insegnamento della Religione Cattolica (IRC) delle diocesi di Oppido Mamertina-Palmi e Reggio Calabria – Bova, alla presenza del nostro Vescovo Sua Eccellenza Giuseppe Alberti, Don Emanuele Leuzzi Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’IRC e Suor Tina Carbone Direttrice dell’Ufficio Scolastico Diocesano per l’IRC.
L’incontro ha visto l’intervento del Professor Ernesto Diaco, figura di riferimento nel panorama educativo e pastorale nazionale, attualmente Segretario e Coordinatore della CEI (Conferenza Episcopale Italiana) per l’area educativa, il quale ha guidato la platea attraverso una disamina profonda del ruolo della religione nella scuola contemporanea. Diaco vanta una lunga esperienza sul campo, si può considerare come l’”architetto” della visione moderna dell’IRC, intesa non come catechismo ma come laboratorio di cultura e dialogo, un concetto che ha ribadito con forza durante tutta la trattazione.
L’incontro non è stato un evento isolato, ma si è posto in ideale e necessaria continuità con il III Meeting Nazionale dell’IRC svoltosi a Roma nello scorso mese di aprile. Percorso che ha vissuto il suo momento più alto e commovente il 25 aprile, quando migliaia di docenti provenienti da tutta Italia sono stati ricevuti in udienza da Papa Leone XIV. Il pomeriggio di formazione, ha dunque permesso di “mettere a terra” le linee guida emerse nella Capitale, traducendo le sfide nazionali nella realtà pastorale e scolastica del nostro territorio.
L’evento non è stato una semplice lezione frontale, ma un vero e proprio laboratorio di idee, incentrato sulla necessità di ripensare l’IRC non come una materia confessionale isolata, ma come un ponte essenziale tra la cultura e la vita vissuta degli studenti.
Nel corso del suo intervento, il Professor Diaco ha delineato con chiarezza quale sia il significato profondo dell’IRC per la scuola e la società contemporanea. In un mondo sempre più frammentato e globalizzato, l’ora di religione si pone come uno spazio privilegiato per interpretare la complessità del presente. Non si tratta di trasmettere nozioni statiche, ma di offrire ai giovani le chiavi di lettura necessarie per comprendere le radici della nostra civiltà e i valori che sostengono il vivere civile.
Proprio in quest’ottica, è emerso con forza il concetto dell’IRC come “laboratorio di cultura e dialogo”. Il Prof.Diaco, ha spiegato come l’aula debba trasformarsi in un luogo di incontro, dove la fede dialoga costantemente con la ragione, la scienza e le altre espressioni culturali. In questo “laboratorio”, la diversità non è vista come un ostacolo, ma come una ricchezza da esplorare attraverso un confronto aperto e rispettoso, capace di generare una sintesi culturale nuova e vitale.
Un passaggio fondamentale del discorso ha riguardato la collocazione dell’IRC all’interno della pastorale della Chiesa. Il Professore ha evidenziato come l’insegnamento scolastico, pur mantenendo la sua specifica finalità pedagogica, resti un’espressione preziosa del servizio della Chiesa verso le nuove generazioni. È una presenza che testimonia l’interesse della comunità cristiana per la formazione integrale della persona, accompagnando gli studenti nella ricerca di senso e di verità.
Infine, lo sguardo si è posato direttamente sui protagonisti dell’incontro: gli insegnanti. Cosa si chiede oggi a un docente di religione? Secondo il Prof. Diaco, la sfida è ardua, agli insegnanti non è richiesta esclusivamente una solida preparazione teologica e culturale, ma soprattutto una spiccata capacità di ascolto e di empatia. Si chiede loro di essere testimoni credibili, capaci di abitare la scuola con professionalità e passione, diventando punti di riferimento per i ragazzi in un’età di grandi domande e incertezze.
L’incontro di Gioia Tauro si è dunque concluso con un forte incoraggiamento: l’ora di religione rimane, oggi più che mai, un presidio di umanità essenziale per costruire una società più consapevole e dialogante.
Daniela Sicari
















