C’è un rumore che fa più rumore delle bombe, ed è la voce dei giovani che si alza unita per chiedere la fine di ogni conflitto. Il 15 maggio scorso, le strade di Gioia Tauro si sono trasformate in un fiume di speranza e colori grazie alla Via Pacis, l’iniziativa promossa e organizzata con passione dalla Pastorale Giovanile Diocesana in collaborazione con le associazioni ed i movimenti laicali e la Pastorale Scolastica.
Numerosi ragazzi provenienti da diversi paesi della Piana di Gioia Tauro si sono dati appuntamento per testimoniare che un futuro diverso non solo è possibile, ma è già in cantiere, partendo proprio dalle nuove generazioni.
La manifestazione non è stata una semplice sfilata, ma un vero e proprio cammino di riflessione scandito da tappe significative. La grande bandiera della pace e la croce dei giovani hanno fatto da cornice a un evento che ha scosso la quotidianità cittadina.
Durante le diverse stazioni del percorso, i giovani hanno condiviso Preghiere e letture profonde, focalizzate sui conflitti globali ma anche sulle “guerre quotidiane” che spesso colpiscono le nostre comunità (bullismo, indifferenza, violenza verbale). I testi e le stazioni curate dalle parrocchie, dalle associazioni laicali della diocesi e da diversi istituti d’istruzione superiore, hanno portato ad una attenta e sentita riflessione sul tema della Pace. Momenti di silenzio e musica, hanno permesso una unione sincera di cuori al di là delle appartenenze parrocchiali.
Vedere così tanti ragazzi camminare fianco a fianco, stanchi ma con il sorriso, è la prova che la Piana non è solo terra di criticità, ma è soprattutto un vivaio di bene e di speranza.
In un momento storico segnato da profonde tensioni internazionali, l’obiettivo della Pastorale Giovanile è stato chiaro fin da subito: sconfiggere la rassegnazione. Spesso i ragazzi si sentono impotenti di fronte ai grandi scenari geopolitici; la Via Pacis ha dimostrato loro che la pace si costruisce “un passo alla volta”, partendo dalle relazioni di tutti i giorni.
La scelta di Gioia Tauro come teatro dell’evento non è stata casuale: una città simbolo di sfide e di snodi cruciali per il territorio, che oggi diventa anche il megafono di un messaggio positivo che parte dal cuore della Calabria e vuole idealmente raggiungere il mondo intero.
L’unione e la voglia di pregare insieme sono la fotografia più bella di una Piana che non si arrende, che non vuole essere definita dagli stereotipi, ma che grida – con tutta la forza che ha in corpo – la propria voglia di pace, giustizia e futuro.
Gli appuntamenti per questo anno pastorale si chiudono ma il cammino della Pastorale Giovanile continua anche e maggiormente nelle singole parrocchie e movimenti, con la promessa di non spegnere mai i riflettori su quel “grido” che da Gioia Tauro, è risuonato più forte che mai.
Don Domenico Lamanna



















