Da Oppido a Dublino: l’esperienza di sr Tina Carbone al Simposio internazionale delle teologhe

Domenica 31 maggio 27 religiose di diversa provenienza geografica e culturale sono convenute a Nemi per il III Simposio internazionale delle teologhe religiose organizzato dalla UISG (Unione internazionale delle Superiore Generali). Il primo sentimento che hanno manifestato le une verso le altre è stata la gioia dell’incontro in presenza, dopo i meeting di preparazione vissuti da remoto. La sensazione immediata è stata quella di sentirsi a casa, in famiglia: 27 suore appartenenti a 27 Congregazioni religiose animate dal desiderio di lavorare insieme per testimoniare in tutte le latitudini l’Amore del Padre e la bellezza della vita consacrata.

È stato molto emozionante, durante il giro di presentazioni, poter annunciare la mia provenienza dalla Diocesi di Oppido Mamertina – Palmi, in un’assemblea nella quale risuonavano i nomi delle grandi Diocesi del mondo: Los Angeles, Madrid, Barcellona, per citarne alcune. Il tema del Simposio “You will be witness” ha orientate la riflessione su tre temi emergenti oggi che interpellano la Chiesa e le Congregazioni religiose: 1) Digitale umano e vita consacrata, 2) Autorità, obbedienza e abusi, 3) sinodalità.

Il prof. Giovanni Tridente, docente presso La Pontificia Università della Santa Croce in Roma, ha tenuto una relazione su Oltre lo strumento: l’IA come domanda sull’umano aiutandoci ad approfondire il tema.

L’argomento che ha maggiormente coinvolto l’assemblea è stata la relazione di sr. Rosaura Gonzalez Casa, messicana, delle Congregazione delle figlie di Santa Teresa e decano dell’Istituto di Psicologia dell’Università Gregoriana. Il titolo del suo intervento: No usarás el nombre de Dios en vano (Non nominare il nome di Dio invano), e la sua relazione in lingua spagnola hanno raggiunto tutte.  Ha parlato degli abusi spirituali, degli abusi di potere e di coscienza sulle donne consacrate da parte del sacerdocio ministerial le cui radici sono la cultura patriarcale e il clericalismo: «La Iglesia Catòlica se caracteriza por un patriarcado basado en “el sacerdocio ministerial”… Esta forma de gobernar en la Iglesia catòlica influye y legitima un patriarcado culturl, social, politico y familiar que impide las relaciones paritarias, bioqueando las posibilidas para una verdadera sinodalidad». Purtroppo, questa mentalità patriarcale e clericale si è insinuata anche nelle Congregazioni religiose femminili ed è necessario un serio cammino di conversione affinché la vita consacrata possa risplendere della luce del Risorto e annunciare come fecero le donne del vangelo il racconto inaudito della resurrezione di Cristo. Sr Rosaura ha supportato la sua relazione con i dati emersi da un’indagine statistica che ha coinvolto 1417 Suore di 23 Paesi dell’America latina e i Caraibi. Si tratta comunque di un fenomeno trasversale a tutti i continenti, equamente rappresentati dalle partecipanti al Simposio.

Tre madri generali: sr Angela, sr Lawrence e sr Endelina, hanno raccontato all’assemblea delle teologhe la loro esperienza di sinodalità nel contesto delle loro Congregazioni, affermando che è possibile avviare processi di cambiamento, di conversione e di sinodalità, bisogna però essere motivate e hanno esortato le teologhe religiose a creare rete per avviare cambiamenti nella Chiesa e nelle Congregazioni religiose, ed umanizzare la società. Le scelte sinodali non sono quelle della maggioranza ma quelle suscitate dallo Spirito, esigono ascolto profondo e rispetto reciproco.

Molto interessante è stata anche la condivisione dei lavori di ricerca delle partecipanti al Simposio, un’abbondanza di grazia e di contenuti. Sr Carla, docente di catechetica ai Caraibi ha parlato del processo di de-colonizzazione della catechesi, sr Agnes nigeriana ha fatto una brillante lettura di alcuni codici di diritti canonico contestualizzandoli nella sua realtà, sr Hoi domenicana vietnamita ha trattato la pastorale delle famiglie in Vietnam; sr Katharina, tedesca, ha relazionato sulla Teologia della vulnerabilità a partire dalla spiritualità della sua Congregazione centrata su Gesù Bambino; molto interessante anche l’intervento di sr Milicia docente di filosofia morale presso l’University Notre Dame negli USA, e di sr Rosalia, direttrice dell’ufficio educazione università e scuola della diocesi di Los Angeles, su educazione ed evangelizzazione; sr Sabine storica irlandese ha presentato alcune chicche della sua ricerca presso l’archivio del Santo Uffizio, ecc, non è possibile citarle tutte! Io ho parlato del contributo della fenomenologia alla riflessione teologica sul concetto di sinodalità.

I lavori nel gruppo e in assemblea hanno seguito il metodo della conversazione nello spirito e questo ha favorito la comunione, l’ascolto profondo, la convergenza nelle scelte. L’esperienza sinodale è stata consolidata dalle celebrazioni eucaristiche, dai momenti di preghiera, ma anche dei momenti di svago: escursione a Nemi per la festa delle fragole e il buon gelato, visita all’osservatorio vaticano a Castelgandolfo per parlare di stelle, universo, creazione, scienza e fede; cena serale in riva al lago, serata conclusiva nella gioia, festa, allegria e con l’impegno di costituire una rete internazionale di teologhe per sostenersi nella ricerca, nella pastorale, nella vita consacrata. È già stato fatto un primo passo: la creazione delle commissioni continentali e l’individuazione di una coordinatrice; a me è stato affidato il compito di coordinare le teologhe religiose europee: dal Sud della Calabria al Nord dell’Irlanda, da Oppido a Dublino.

 Il Simposio si è concluso il 7 giugno con il mandato: “You will be witness” Act 1,8.

Sr Tina Carbone sdc       



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