Varapodio in festa per la prima messa di don Filippo

Grande festa a Varapodio per la prima Santa Messa presieduta da don Filippo Attanà, ordinato il 27 giugno nella Cattedrale di Oppido e celebrata, il giorno dopo, nella chiesa parrocchiale di Santo Stefano che lo ha visto crescere e, sin da bambino, servire all’altare come ministrante. In quel giorno, il novello sacerdote ha presieduto, per la prima volta, l’Eucaristia nella sua Comunità d’origine, circondato dall’affetto dei familiari, dei sacerdoti, delle autorità e dei fedeli accorsi per condividere un momento di straordinaria gioia ecclesiale.

La celebrazione, magistralmente organizzata dal parroco, don Marco Larosa e dai suoi collaboratori, è stata arricchita dall’omelia di don Letterio Festa, padre spirituale del Seminario vescovile, che ha offerto una profonda riflessione sul significato del sacerdozio, rivolgendo a don Filippo parole di incoraggiamento, di affetto e di paternità spirituale.

Fin dall’inizio della sua omelia, don Letterio ha ricordato che la vocazione sacerdotale nasce esclusivamente dall’iniziativa di Dio: «Non est meum opus, sed Domini», ha affermato, sottolineando come «non è opera dell’uomo ma è dono della infinita e divina misericordia di Dio». La celebrazione, ha spiegato, non rappresenta il successo di un progetto umano, bensì la fedeltà del Signore che continua a chiamare uomini fragili perché siano strumenti della sua grazia.

Rivolgendosi direttamente al novello presbitero, don Letterio gli ha ricordato che il ministero sacerdotale esige una continua conversione personale: «Prima di salire all’altare per offrire il sacrificio di Cristo, il sacerdote è chiamato ogni giorno a offrire se stesso». Ha quindi indicato come programma di vita le celebri espressioni di san Paolo: «Non ego, sed Christus» e «Mihi vivere Christus est», invitandolo a diventare realmente un alter Christus.

Con particolare affetto ha richiamato anche le qualità che hanno caratterizzato gli anni della formazione di don Filippo — serietà, disponibilità, amore per lo studio, precisione nel servizio e sincerità — invitandolo però a «passare dal buono al migliore, come il vino delle nozze di Cana».

Con parole intense, don Letterio ha poi sottolineato la grande responsabilità affidata al sacerdote, ricordando che le sue mani consacrate saranno chiamate a benedire, assolvere, confortare e accompagnare il popolo di Dio. «Se è comprensibile che esse si impolverino a causa della tua umana debolezza, non è assolutamente accettabile che si sporchino con la sporcizia di una doppia vita», ha affermato.

L’omelia si è conclusa con un appello ai fedeli affinché sostengano il loro nuovo sacerdote con la preghiera e l’affetto quotidiano, ricordando che ogni vocazione è un dono per tutta la Chiesa e che il popolo cristiano ha il compito di accompagnare i propri pastori lungo il cammino del ministero.

Al termine della celebrazione, profondamente commosso, don Filippo ha rivolto il suo saluto e il suo ringraziamento. Ha espresso anzitutto la sua gratitudine al Signore per il dono della vocazione, ringraziando il vescovo, i sacerdoti, la sua famiglia, i formatori, gli amici e l’intera Comunità di Varapodio che lo ha sostenuto fin dai primi passi del suo cammino. Con emozione ha ricordato quanti hanno contribuito alla sua crescita umana e spirituale e ha affidato il proprio ministero alla preghiera di tutti, chiedendo di continuare ad accompagnarlo affinché possa essere un sacerdote fedele al Vangelo e al servizio della Chiesa.

Sem. Francesco Paonni



Sorry, no attachments exist.