Il coro diocesano ha concluso l’anno pastorale nell’Oasi della Misericordia, nella piccola frazione di San Martino, a Taurianova, nel modo più bello: attraverso il canto al servizio della Liturgia, celebrata e vissuta, segno distintivo della sua missione.
Un’esperienza che prosegue sotto la guida della nuova direttrice Lucia Ioculano, con prove puntuali, ordinate e rigorose, nel rispetto dell’azione liturgica, per offrire il meglio a Dio nelle messe solenni.
Questa esperienza della Liturgia celebrata e vissuta, che continua con gioia nella vita dei coristi impegnati a trasformare il canto in espressione di fede e testimonianza nelle comunità parrocchiali, è stata al centro dell’omelia del vescovo della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, monsignor Giuseppe Alberti, che ha presieduto la messa concelebrata da don Giuseppe Calimera, direttore dell’Ufficio Liturgico Diocesano e della Scuola di Musica Sacra, e da padre Antonio Santoro, che ci ha accolti con il sorriso.
«Come mai sei così raggiante? Ho appena incontrato il Signore»: in questa domanda monsignor Alberti ha racchiuso il cuore e lo stile della vita liturgica e del sistema sacramentale, invitando tutti a entrare con mitezza e umiltà nella grande realtà liturgica, affinché diventi mediazione dell’incontro con Dio e apra a nuove possibilità.
«Nel nostro servizio liturgico diamo una mano al buon Gesù: il canto, parte integrante della Liturgia, diventa un’esperienza educativa nel nostro rapporto con Dio», ha detto, ricordando che «la liturgia cristiana mette al primo posto un canto di lode e di riconoscimento dell’opera di Dio. Non basterebbe un libro per raccontare ciò che Dio fa per noi in una sola settimana».
Ha poi incoraggiato i presenti a fare proprio lo stile spogliato dal potere e dalla tentazione di superiorità, per trovare la pace nel cuore e sentire la dolce soddisfazione di essere accompagnati da Gesù: «Dio si è innamorato dell’umiltà di Maria. La pesantezza della vita quotidiana si può superare con lo stile di Dio, il vero Cireneo nella nostra vita».
Al termine della celebrazione, il coro diocesano, insieme alla direttrice Ioculano, all’organista Giusy Alessi e a don Calimera, guida spirituale del gruppo, ha vissuto un momento conviviale, occasione per ribadire l’obiettivo di allargare la “famiglia” del coro e accogliere nuovi coristi, perché possano condividere l’esperienza del cantare con giubilo — «il giubilo è quella melodia con la quale il cuore effonde quanto non gli riesce di esprimere a parole» (Sant’Agostino)
Del resto, chi è fedele nella Liturgia lo è anche nella vita: solo così il canto può convertire i cuori di chi ascolta il “grido” interiore e far parte delle sorprese che ogni esperienza cristiana, unica, sa riservare.
Key Galati















