La sera di domenica 19 luglio l’Auditorium Diocesano della Famiglia di Nazareth in Rizziconi ha accolto le comunità neocatecumenali della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, Locri e Mileto, che si sono riunite per la celebrazione di un’Eucaristia di ringraziamento in occasione del 10° anniversario della morte della Serva di Dio Carmen Hernandez, coiniziatrice, insieme a Kiko Arguello, del Cammino Neocatecumenale.
La celebrazione è stata presieduta dal nostro vescovo, Mons, Giuseppe Alberti, in presenza di alcuni sacerdoti e diaconi che vivono l’esperienza del Cammino.
Un momento particolare, di preghiera e di lode, a conclusione anche della fase diocesana della Causa di Beatificazione e Canonizzazione di Carmen Hernandez, avvenuta il 2 giugno c.a. e della consegna il 18 giugno al Dicastero delle Cause dei Santi della Santa Sede dei numerosi documenti e delle testimonianze del processo, debitamente organizzati e classificati, per avviare la fase romana della Causa,
Una celebrazione eucaristica per pregare per l’eterno riposo dell’anima di Carmen e chiedere che questa nuova fase romana si compia secondo la volontà di Dio.
All’inizio della celebrazione il Responsabile delle Comunità neocatecumenali della Diocesi di Oppido-Palmi, Raffaele Leuzzi, ha fatto una breve ammonizione ricordando alcuni tratti della vita di Carmen, mettendo in risalto soprattutto il contributo teologico e catechetico della Serva di Dio senza la quale l’itinerario neocatecumenale non avrebbe avuto la profondità biblica, liturgica e missionaria che lo caratterizza.
Ha ricordato, tra l’altro, che Carmen è stata una biblista autodidatta con competenze particolari sull’Antico Testamento, con le sue catechesi orali che riguardano; l’Esodo, la Pasqua, la missione evangelizzatrice della Chiesa, rendendosi promotrice delle “Missio ad gentes” e delle Famiglie in missione del Cammino neocatecumenale, comprendendo bene che la nuova Evangelizzazione necessita di comunità cristiane vive, di testimonianza di famiglie, e di presenza stabile nelle nazioni secolarizzate.
Ha ricordato, poi i contenuti delle catechesi di Carmen sulla Vergine Maria, modello di fede e di ascolto, icona della Chiesa e presenza materna nella comunità, mettendo in risalto l’aiuto che la Madre del Signore ha dato a tante donne, per la riscoperta della loro dignità e vocazione in seno alla Chiesa, e soprattutto per l’apertura alla vita. Una teologia mariana, quindi, non teorica, ma immersa nell’esperienza concreta della vita cristiana e missionaria, offrendo spunti per il cammino personale e comunitario dei credenti.
Un ulteriore riferimento è stato al suo contributo alla comprensione dell’Eucaristia nel Cammino i cui punti chiave sono: l’Eucaristia come memoriale della Pasqua, la dimensione conviviale, la centralità delle Risurrezione, che trasforma la celebrazione in un evento di vita nuova, e la partecipazione attiva dell’assemblea.
Leuzzi ha ricordato infine, la profonda obbedienza ecclesiale che ha vissuto Carmen, in fedeltà al Papa, nel rispetto per i vescovi, nell’attenzione alle norme liturgiche e nella difesa dell’unità.
Il vescovo nell’omelia si è riferito alla parola della XVI domenica del Tempo Ordinario, richiamando con la lettura del Libro della Sapienza l’infinita misericordia del Signore, amante della vita, la sua paziente attesa della nostra conversione, facendo presente che la mitezza divina non è segno di debolezza, ma espressione dell’amore e della cura che egli nutre per ogni creatura, invitando tutti ad essere imitatori della pazienza e della misericordia del Signore.
Richiamando, poi, il Vangelo di Matteo con la parabola della zizzania, ha messo in luce il suo insegnamento, che, cioè il male è sempre presente accanto al bene e che occorre pazienza, tolleranza e fiducia in Dio, per evitare, insieme alla zizzania, di sradicare anche il grano, impegnandoci a far crescere il buon seme nella nostra vita e nella comunità.
Ha richiamato anche la spiegazione di Sant’Ignazio di Loyola della parabola della zizzania e, nel ricordare che il grano e la zizzania sono presenti in ogni angolo della Chiesa, anche in ogni credente, e che Dio permetta la coesistenza temporanea del bene e del male per motivi di misericordia, ha invitato tutti a passare dall’essere zizzania a diventare grano buono, per essere nel mondo lievito che fermenta e diventare, secondo lo spirito missionario che anima l’esperienza del Cammino Neocatecumenale, testimoni della misericordia di Dio e portatori di salvezza.
Ufficio Comunicazioni Sociali




























