Il 10 agosto a Delianuova, nella chiesa di Santa Maria Assunta, su invito del parroco don Emanuele Leuzzi, si è celebrata la solenne Eucaristia nella festa di San Lorenzo martire, patrono dei diaconi. La celebrazione, come ogni anno, anche se in parrocchie diverse, ha riunito un nutrito gruppo di diaconi della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, accompagnati dalle rispettive mogli.
Alla Liturgia, presieduta dal Vescovo Mons. Giuseppe Alberti, hanno preso parte don Emanuele, il Delegato diocesano per il Diaconato permanente don Salvatore Larocca, il Vicario parrocchiale don Daniele Dato, Padre Fernando Fiscon (già missionario in Brasile) e il diacono Andrea Galeota della Diocesi di Padova, ospiti del Vescovo.
L’Eucaristia, vissuta in un clima di festa e di comunione, è stata un rendimento di grazie per l’opera che i diaconi svolgono quotidianamente – su mandato del Vescovo – nelle parrocchie e nei vari ambiti pastorali, al servizio delle comunità e dei più deboli. Al contempo, l’evento ha rappresentato un’occasione di profonda meditazione sulla loro vocazione.
Durante l’omelia, Mons. Alberti, commentando le letture del giorno e richiamando le figure di San Lorenzo e Santo Stefano, si è soffermato sul valore del diaconato permanente:
- L’identità del diacono: Il Vescovo ha chiarito che il diacono non è un “prete a metà”, ma un ministro ordinato con una missione specifica. «Fare il diacono — ha detto — non è una passeggiata, ma un compito molto impegnativo: i diaconi sono sposati, hanno figli e offrono anche i loro servizi ministeriali dentro la chiesa».
- L’ardore della carità: Come insegna San Lorenzo, al centro del ministero diaconale deve esserci la carità verso i poveri e gli ultimi, definiti «i veri tesori della chiesa». Per vivere questa missione di generosità occorre una profonda spiritualità, senza la quale essa sparisce. Questo aiuta a non tirarsi indietro di fronte ai problemi, nella certezza che aiutare un povero significa compiere un gesto d’amore verso il Signore.
- Uomini di comunione: Citando l’antica Didascalia degli Apostoli (III secolo), che descrive il diacono come «la bocca e l’orecchio del Vescovo», Mons. Alberti ha evidenziato come il diacono debba essere un “ministro della soglia”. Una presenza vigile sul territorio, capace di ascoltare e individuare le necessità e le sofferenze delle persone per portarle all’attenzione del Vescovo e della comunità.
Mons. Alberti ha concluso l’omelia augurando ai diaconi di essere profetici e di superare l’autoreferenzialità e la superficialità del mondo attuale, donando con sincera generosità non solo il proprio tempo o le proprie cose, ma sé stessi.
Al termine della celebrazione, il Delegato don Salvatore Larocca, a nome suo e dei diaconi, ha ringraziato il Vescovo per la sua presenza, cura e affetto, rivolgendo un sentito grazie anche al parroco don Emanuele Leuzzi per l’accoglienza generosa e paterna.
I festeggiamenti sono poi proseguiti nei locali parrocchiali, dove don Emanuele ha offerto una cena fraterna per concludere la giornata in gioiosa condivisione.
Diacono Pasquale Puntillo
























