“Camminare insieme nella Comunione per la Missione”: a Rizziconi la prima giornata dell’Assemblea diocesana

Si è aperta giovedì 17 settembre, all’Auditorium diocesano “Famiglia di Nazareth” di Rizziconi, l’Assemblea diocesana “Camminare insieme nella Comunione per la Missione” della Chiesa di Oppido Mamertina-Palmi. Presbiteri, diaconi, religiosi, religiose e operatori pastorali si ritrovano per due giornate dedicate alla dimensione liturgico-celebrativa della vita cristiana, in continuità con il cammino sull’iniziazione cristiana dello scorso anno. Il percorso si concluderà sabato 19, alle ore 18.30, con la celebrazione in Cattedrale a Oppido Mamertina, durante la quale mons. Giuseppe Alberti indirà ufficialmente la Visita pastorale.

Un triduo ecclesiale
Introdotti dal moderatore don Elvio Nocera, i lavori si sono aperti con il saluto del vescovo, che ha letto le tre giornate come un “triduo ecclesiale” che richiama, sul piano della vita di Chiesa, la centralità del Triduo pasquale. “Il fatto che ci siete è un segno di Chiesa potentissimo – ha detto – e dobbiamo averne consapevolezza. È il Signore che ci convoca, e lo fa insieme, lo fa con ognuno di noi”. Un momento che raccoglie un cammino: “un punto di arrivo e un punto di partenza, una rotatoria, perché in ogni rotatoria c’è sempre una strada che si apre”. Da qui l’invito a vivere l’Assemblea come “una palestra sinodale”, per entrare in scelte pastorali condivise, e a farlo “nella fede”, perché solo così l’esperienza potrà essere generativa.

Mons. Maniago: celebriamo da cristiani?
La relazione è stata affidata a mons. Claudio Maniago, arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace e presidente della Commissione episcopale CEI per la liturgia. Il titolo, “Celebrare da cristiani nella nostra terra”, nasce – ha raccontato – da un’espressione di sua madre: “cerca di fare le cose da cristiano”, cioè per bene, con cura, senza superficialità. “Noi celebriamo tanto, celebriamo spesso nelle nostre comunità – ha osservato -. Ma la domanda che ci fa bene porci è: celebriamo da cristiani? Con consapevolezza, con cura, con quell’attenzione che riserviamo alle cose importanti della nostra vita?”.

A partire dalla Sacrosanctum Concilium, l’arcivescovo ha richiamato la “rivoluzione” della liturgia cristiana rispetto a ogni altro rito: “Il rito cristiano non è lo sforzo dell’uomo che cerca di avvicinarsi a Dio, ma esattamente il contrario: è un Dio che si è chinato su di noi, che ha dato la sua vita per il suo popolo e che cammina con noi”. Il protagonista della celebrazione è il Signore: quando entriamo in chiesa rispondiamo a una chiamata.

Un passaggio è stato dedicato alla pietà popolare, così radicata in Calabria. “In questa terra si sente parlare molto di tradizioni, e va bene. Ma non dobbiamo dimenticare la Tradizione, senza la quale tutte queste tradizioni sono niente. Possiamo fare le processioni più lunghe di questo mondo, ma se Gesù non è morto e risorto per noi non avremo un briciolo di vita nuova”. Da qui il richiamo al “coraggio dell’essenziale” indicato da papa Leone XIV alla Chiesa italiana e una sottolineatura sulla partecipazione: “Non si può pensare di essere in una comunità cristiana se non si vive insieme l’Eucaristia”.

Le comunicazioni
Don Giuseppe Sofrà, direttore dell’Ufficio catechistico, ha consegnato ai parroci l’itinerario di iniziazione cristiana per i genitori del primo anno, con i riti delle tappe elaborati insieme all’Ufficio liturgico, e ha annunciato il nuovo corso per accompagnatori dei genitori all’ISTEP nei venerdì 9, 16 e 23 ottobre (ore 18.30-20), con incontro conclusivo il 30 ottobre presieduto dal vescovo: a ogni parrocchia è chiesto di inviare due o tre coppie. Don Emanuele Leuzzi, vicario episcopale per la formazione, ha invitato preti e laici a iscriversi all’ISTEP, con i suoi percorsi biblico, ministeriale e di dottrina sociale a orario serale, chiedendo ai parroci almeno un iscritto per parrocchia.

Il vescovo Alberti: lo stupore, il gruppo liturgico, la domenica
Nell’intervento conclusivo mons. Alberti ha riconsegnato all’Assemblea il documento di sintesi del lavoro svolto durante l’anno nei consigli pastorali e negli organismi di partecipazione, cresciuto da 34 a 87 pagine “perché non si perdesse niente di quello che avete donato”. Il punto di partenza è la prassi: una dimensione celebrativa molto presente, dalle forme popolari alle feste, ma anche un indebolimento della partecipazione eucaristica domenicale.

La prima risposta è la costituzione in ogni parrocchia di un gruppo liturgico che coinvolga lettori, cantori, ministranti e sacristi, con un obiettivo che “non è l’azione ma la formazione”, alla liturgia e dalla liturgia. “Se non arriviamo allo stupore – ha ammonito il vescovo – non arriviamo mai a Dio, non celebriamo mai l’Eucaristia, non facciamo nessuna esperienza cristiana. Lo stupore non è un’emozione: ha a che fare con la fede, è frutto di un incontro pieno di gratitudine e di sorpresa che Dio ci regala ogni volta”.

Il secondo passaggio riguarda la domenica, “festa primordiale” da riscoprire con proposte concrete: brevi catechesi liturgiche prima della Messa, l’accoglienza, la verità dei segni, spazi di fraternità e di attenzione ad anziani e ammalati, perché l’Eucaristia non resti un rito isolato dal vissuto della comunità. Il terzo tocca la pietà popolare: patrimonio prezioso da orientare al suo centro, che è Cristo, con percorsi formativi per portatori, confraternite e comitati festa e con scelte di sobrietà e trasparenza, perché le feste tornino a essere momenti di evangelizzazione e di carità.

La giornata si è chiusa con i Vespri. L’Assemblea prosegue venerdì 18 con la relazione di don Francesco Zaccaria, direttore dell’Ufficio pastorale diocesano di Conversano-Monopoli, su “Fondamenti teologico-pastorali per la conversione sinodale e missionaria delle comunità”, gli interventi in aula e la conclusione del vescovo. Sabato 19, alle ore 18.30, la celebrazione in Cattedrale con l’indizione della Visita pastorale.

Ufficio Diocesano Comunicazioni Sociali

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