In occasione della 112ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, domenica 27 settembre sarà inaugurato ad Anoia Superiore un nuovo luogo di accoglienza promosso dalla collaborazione tra Comune, Caritas Diocesana.
Domenica 27 settembre 2026, alle ore 15.30, sarà inaugurato e intitolato il nuovo Centro di accoglienza “Madre Pasqua Condò”, realizzato nei locali dell’ex Delegazione Municipale di Via Reggio Emilia.
L’iniziativa si inserisce significativamente nella celebrazione della 112ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che quest’anno richiama l’attenzione della Chiesa e delle comunità sul tema «Anche uno solo di questi bambini». Un invito a riconoscere che dietro i grandi fenomeni migratori non vi sono semplicemente numeri, emergenze o statistiche, ma persone, famiglie, bambini, storie e speranze che interpellano la responsabilità di ciascuno.
L’apertura del nuovo Centro rappresenta un ulteriore segno concreto del cammino di accoglienza portato avanti dalla Caritas Diocesana di Oppido Mamertina-Palmi, insieme all’Associazione I Segni dei Tempi ETS, alle istituzioni locali e alle parrocchie
Un percorso che, negli anni, ha visto la Chiesa diocesana impegnata accanto alle persone migranti attraverso i centri di ascolto, i servizi presenti nella Piana di Gioia Tauro, l’accompagnamento sanitario e sociale, i progetti di integrazione, i Corridoi Umanitari e numerose esperienze nelle quali l’accoglienza non si limita alla risposta ad un bisogno immediato, ma diventa un cammino verso l’autonomia e la piena partecipazione alla vita della comunità.
Particolarmente significativo è il percorso che ha permesso di restituire alla comunità l’immobile dell’ex Delegazione Municipale, trasformandolo progressivamente in uno spazio destinato all’accoglienza.
È il frutto di una collaborazione tra il Comune di Anoia, la Caritas Diocesana Il Centro vuole essere molto più di una struttura.
Vuole essere una casa, un luogo nel quale chi arriva possa trovare sicurezza, ascolto e accompagnamento; ma soprattutto una comunità capace di camminare accanto alle persone accolte, sostenendole nell’apprendimento della lingua, nella formazione, nell’inserimento lavorativo, nell’accesso ai servizi e nella costruzione di relazioni.
Perché accogliere non significa semplicemente offrire un tetto. Significa permettere a una persona di tornare a progettare il proprio futuro.
Ed è proprio nell’incontro che la diversità può trasformarsi da motivo di distanza in occasione di conoscenza e di crescita reciproca. Quando lo “straniero” acquista un volto, un nome e una storia, le paure possono lasciare spazio alla relazione e una comunità può scoprire di essere più ricca proprio perché capace di aprirsi all’altro.
La nuova struttura sarà intitolata a Madre Pasqua Condò, co-fondatrice delle Suore Missionarie dell’Evangelizzazione.
Una scelta che vuole legare questo luogo alla testimonianza di una vita consacrata all’annuncio del Vangelo e al servizio, affinché anche questa casa possa diventare uno spazio nel quale l’evangelizzazione passi attraverso i gesti concreti della prossimità, dell’ascolto e della fraternità.
All’inaugurazione interverranno il Diac. Michele Vomera, Direttore della Caritas Diocesana e Migrantes; Sac. Giuseppe Calimera, Parroco di Anoia; Sr. Loreto Bigay, Vicaria Generale delle Suore Missionarie dell’Evangelizzazione; Alessandro Demarzo, Sindaco di Anoia, e S.E. Mons. Giuseppe Alberti, Vescovo di Oppido Mamertina-Palmi.
L’iniziativa vede inoltre la presenza e il sostegno della dell’8xmille alla Chiesa Cattolica.
La data scelta per l’inaugurazione consegna a questo nuovo Centro un significato ancora più profondo.
La Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato ricorda alle comunità cristiane che l’accoglienza non può essere soltanto un tema da discutere, ma deve tradursi in volti, luoghi e scelte concrete.
“Anche uno solo” significa che nessuna persona è troppo piccola perché ci si prenda cura di lei. Nessuna famiglia è soltanto un numero. Nessun bambino può essere considerato una presenza marginale.
È questa la sfida che il nuovo Centro di Anoia vuole raccogliere: costruire un’accoglienza nella quale la persona non sia soltanto destinataria di un servizio, ma protagonista del proprio percorso.
Una porta che si apre, dunque, ma soprattutto una comunità che sceglie di aprirsi.
Perché ogni volta che una casa diventa luogo di fraternità e una comunità riesce a trasformare la paura del diverso nella gioia dell’incontro, si rende concreto quel Vangelo che continua a ricordarci: «Ero straniero e mi avete accolto».
Diac. Michele Vomera












