Pietre vive per una Chiesa che cammina: a Taurianova aperto il triennio verso il centenario della dedicazione

A Taurianova la comunità parrocchiale della Maria SS. delle Grazie ha aperto lunedì 5 ottobre il triennio di preparazione al centenario della Dedicazione della Chiesa, che ricorrerà nel 2029. Una celebrazione eucaristica solenne ha segnato insieme l’inizio del nuovo anno pastorale e l’avvio di un percorso che non vuole essere soltanto memoria di una data, ma occasione per riscoprire che cosa significhi oggi essere Chiesa.

Il motto scelto dal parroco don Mino Ciano per accompagnare questi tre anni lo dice con parole dense: «Noi, pietre vive, in Cristo, nella Chiesa, nel mondo». Non pietre immobili, dunque, ma persone chiamate a lasciarsi costruire e, nello stesso tempo, a costruire. Una comunità non è fatta soltanto dalle sue mura, per quanto care siano alla memoria di generazioni. È fatta da uomini e donne che, attraverso il Battesimo, diventano parte di un edificio spirituale che ha Cristo come pietra d’angolo.

È il filo che ha attraversato l’omelia del parroco nel giorno in cui la comunità ha scelto di rimettersi in cammino. Nessun mandato particolare, nessuna delega affidata a pochi: la responsabilità della vita della Chiesa appartiene a tutti, ciascuno secondo la propria vocazione. L’invito è a ritrovare un cuore comune, quello di una comunità capace di camminare insieme, rinnovando la catechesi, la liturgia e la carità.

Le letture della celebrazione hanno dato parole a questo itinerario. Dalla lode corale del tempio di Salomone al richiamo della Prima Lettera di Pietro a essere «pietre vive», fino al Vangelo, con Gesù che indica un culto che non si esaurisce in un luogo, ma chiede di adorare il Padre «in spirito e verità». La chiesa di pietra, così, diventa immagine di una Chiesa fatta di persone: una casa che resta viva soltanto se chi la abita accetta di lasciarsi trasformare.

Nel corso della serata è stato presentato anche il logo ufficiale del triennio. Il segno riprende volutamente quello già realizzato per i 130 anni dal Miracolo della Madonna della Montagna, creando un legame visivo tra due momenti della vita della comunità. Una continuità che non è soltanto grafica, ma racconta una fede che attraversa il tempo e che, proprio guardando alla propria storia, si scopre chiamata a una responsabilità nuova nel presente.

Da qui prende forma il senso del cammino verso il 2029: non prepararsi soltanto a una celebrazione, ma lasciarsi preparare. Avere davanti un tempo sufficientemente lungo per ritrovare l’essenziale, per verificare la strada percorsa e, soprattutto, per consentire a Dio di lavorare nel cuore della comunità.

Perché una comunità può avere una chiesa antica e non essere necessariamente una Chiesa viva. Le pietre delle mura custodiscono una storia; le pietre vive, invece, sono chiamate a scriverne una nuova. È la differenza tra abitare semplicemente un luogo e sentirsi parte di una casa: una casa che non si regge sulla forza dei singoli, ma sulla comunione.

È questo il cammino affidato alla protezione della Madonna della Montagna, patrona della comunità. Un cammino per tornare all’essenziale, riconoscersi fratelli, abitare il mondo senza smettere di avere Cristo al centro. Così il 2029 non sarà soltanto il traguardo di un anniversario, ma la verifica di un percorso e una comunità più consapevole della propria vocazione, quella di essere, insieme, pietre vive, in Cristo, nella Chiesa, nel mondo.