Nella Festa del Rosario la comunità ha accolto la reliquia di San Carlo Acutis e la testimonianza della madre. Annunciata l’intitolazione al giovane santo del centro pastorale parrocchiale.
Dopo l’incontro del mattino con gli studenti, la giornata di Antonia Salzano Acutis a Cittanova è proseguita venerdì 9 ottobre nella parrocchia-santuario Maria SS. del Rosario, nel cuore della Festa del Rosario 2026. La serata, promossa con l’associazione Ad Rosarium Accedite, si è aperta con l’accoglienza della reliquia del cuore di San Carlo, l’adorazione eucaristica e la Santa Messa, davanti a una chiesa gremita di fedeli giunti anche dai paesi vicini.
Il parroco, don Giuseppe Calimera, ha accolto la mamma del giovane santo a nome della comunità, ricordando come Carlo abbia mostrato che la santità non è un ideale lontano, ma una strada di gioia percorribile da tutti. A guidare la serata Fortunata Nicolace, nipote della serva di Dio Natuzza Evolo, figura che Antonia Salzano ha richiamato più volte accanto a quella del figlio.
«Carlo non era Superman», ha esordito. Era un ragazzo di Milano che usava il computer e giocava ai videogiochi, ma non più di un’ora a settimana, e che ha costruito la sua santità con piccoli passi: l’esame di coscienza ogni sera, i piccoli sacrifici, la Messa, l’adorazione e il Rosario quotidiani, mai abbandonati dalla prima comunione fino alla morte. «Non c’è bisogno di andare a Gerusalemme – diceva – perché io Gerusalemme ce l’ho sotto casa, là dove c’è il tabernacolo».
Da quella sorgente nasceva la carità: le coperte e il cibo portati ai senzatetto di Milano, l’aiuto ai compagni in difficoltà, agli anziani, ai poveri delle mense. E la mostra sui miracoli eucaristici, «esempio di come internet può essere usato per il bene», che ha già raggiunto migliaia di parrocchie in tutti i continenti. Antonia Salzano ha ricordato anche l’immagine con cui Carlo spiegava la confessione: l’anima come una mongolfiera, che sale quando si libera della zavorra dei piccoli peccati. E a tutti ha chiesto un «regalo»: recitare il Rosario ogni giorno, «anche spezzettato, andando al lavoro o tornando a casa», perché ci porta in Paradiso.
Intenso il momento dedicato ai genitori che hanno perso un figlio. «Quando uno perde un figlio non lo perde: il figlio si trasferisce», ha detto, riprendendo le parole di Carlo: la morte è «il passaggio alla vera vita», e «da bruchi diventeremo farfalle».
Due le testimonianze. Don Antonio Nicolosi, assistente spirituale dell’associazione dedicata a Carlo, ha raccontato il sogno avuto a quindici anni durante il coma, un ragazzo con la polo rossa che gli diceva «Antonio, non temere», e ha invitato i giovani a non avere paura di dire sì al Signore. Una mamma ha poi raccontato di aver affidato a Carlo, nel 2021, una gravidanza vissuta con timore: il suo bambino oggi ha quattro anni, si chiama Carlo e prega «insieme al mio amico Carlo».
Nello spazio delle domande, a chi le chiedeva cosa significhi essere la madre di un santo, Antonia Salzano ha risposto che è anzitutto una responsabilità: «Non è che avere un figlio santo significa che io sia speciale. Ogni bambino è speciale». Ha ripercorso la propria conversione, «come il lupo di San Francesco», fino alla scoperta della presenza reale di Gesù nell’Eucaristia, e ai genitori ha ricordato che la santità si costruisce nei piccoli gesti quotidiani e che sono loro i primi testimoni della fede per i figli.
Dopo la benedizione impartita dal parroco con la reliquia, l’annuncio: il centro pastorale della parrocchia, realizzato tre anni fa con aule e spazi per l’oratorio, i giovani e le famiglie, sarà intitolato a San Carlo Acutis. Sono stati svelati due dipinti donati da artisti ad Antonia Salzano e il sindaco Domenico Antico le ha consegnato una targa del Comune «per la sua instancabile e generosa opera di testimonianza», sottolineando la vicinanza della visita al 12 ottobre, ventesimo anniversario della morte di Carlo.
Congedandosi, Antonia Salzano ha assicurato la sua preghiera e ha invitato ad affidare le proprie intenzioni alla tomba di Carlo, nel santuario della Spogliazione ad Assisi.
Ufficio Diocesano Comunicazioni Sociali












