EX RUINIS RESURGENS – Oppido Mamertina rende omaggio a mons. Alessandro Tommasini

Una giornata intensa, ricca di memoria e di significati, ha accompagnato il 30 ottobre 2026, a Oppido Mamertina, la Commemorazione del Bicentenario della morte di mons. Alessandro Tommasini (1826-2026), il vescovo che, dopo il devastante terremoto del 1783, seppe guidare la rinascita della Diocesi e della Città, restituendo speranza e dignità a una Comunità profondamente ferita. L’iniziativa, promossa dalla Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi attraverso l’Ufficio diocesano per i Beni culturali ecclesiastici, ha avuto come filo conduttore l’espressione latina Ex ruinis resurgens, «risorgendo dalle rovine», sintesi efficace dell’opera pastorale, spirituale e materiale del presule.

Protagonisti della giornata sono stati gli studenti delle Scuole di Oppido Mamertina, che hanno accolto il progetto con entusiasmo, raccontando la figura di Tommasini con video, poesie, disegni, elaborati grafici e riflessioni scritte. Un percorso reso possibile dalla convinta accoglienza di dirigenti e docenti, che ne hanno colto il valore formativo e interdisciplinare, e in particolare dal prof. Giuseppe Casaletto, docente di Storia dell’Arte, che ha accompagnato i ragazzi nell’elaborazione delle loro produzioni.

In mattinata, il parroco e rettore della Cattedrale, sac. Domenico Caruso, ha ricordato come la memoria di mons. Tommasini appartenga alla vita stessa della Comunità oppidese, invitando i giovani a farsi carico, sul suo esempio, della costruzione della nuova Oppido. Il sindaco Giuseppe Morizzi ha sottolineato il valore civile del custodire la Storia cittadina. Sono intervenute le dirigenti scolastiche Carmela Foti, dell’Istituto Comprensivo Oppido Mamertina-Molochio-Varapodio, rappresentata dalla prof.ssa Tullia Morabito, e Laura Muscolino, dell’Istituto “Gemelli Careri” di Oppido Mamertina-Taurianova, insieme al prof. Pasquale Puntillo, dirigente del Liceo Ginnasio “San Paolo”, che hanno richiamato il ruolo della Scuola nella formazione della coscienza storica e civile. L’ing. Paolo Martino, direttore dell’Ufficio per i Beni culturali ecclesiastici, ha quindi introdotto i lavori, sottolineando il valore del patrimonio ecclesiastico come testimonianza della Fede, della Storia e della vita delle Comunità.

Il sac. Letterio Festa, direttore dell’Archivio storico diocesano, è intervenuto sul tema «Ricostruire una Chiesa, risollevare un popolo. L’opera di mons. Alessandro Tommasini, vescovo di Oppido, nei documenti dell’Archivio storico diocesano». Attraverso le fonti, la relazione ha mostrato come la ricostruzione non riguardò soltanto gli edifici, ma l’organizzazione ecclesiastica, la vita religiosa e le condizioni materiali e morali della popolazione, e quanto sia decisiva la conservazione dei documenti per restituire con rigore una pagina essenziale della Storia della Calabria meridionale.

Dopo la presentazione degli elaborati da parte degli studenti, momento particolarmente partecipato ed emozionante, le conclusioni sono state affidate al vescovo, S.E. Rev.ma mons. Giuseppe Alberti, che ha richiamato il valore della memoria come responsabilità verso il presente: una Chiesa chiamata, in ogni epoca, a condividere le difficoltà del proprio Popolo e a contribuire al bene comune.

Alla Commemorazione ha preso parte una delegazione dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, guidata dall’arcivescovo, S.E. Rev.ma mons. Fortunato Morrone, con l’arch. Renato Laganà, il sig. Mimmo Barillà e, presenza particolarmente suggestiva, l’ing. Filippo Maltese, pronipote di mons. Tommasini.

Alle ore 16.00, nella Sala del Seminario vescovile, è stata inaugurata la Mostra dedicata al presule, allestita nelle Sale del Museo diocesano. Dopo il saluto del rettore del Seminario, sac. Rosario Attisano, e l’introduzione del sac. Giuseppe Papalia, direttore della Biblioteca diocesana, l’arch. Laganà, membro della Commissione Arte Sacra dell’Arcidiocesi reggina, ha presentato «L’opera di mons. Tommasini come arcivescovo di Reggio Calabria», avvalendosi di inedita documentazione d’archivio. Maria Teresa Casella, responsabile dei servizi museali del Museo diocesano, è intervenuta su «Le anfore per gli Olii Santi di Mons. Tommasini e arredi sacri tra Museo Diocesano e territorio», mostrando come gli oggetti sacri siano autentici documenti di una Storia vissuta. Mons. Morrone ha infine ricordato come la memoria condivisa dalle due Chiese non debba esaurirsi nel passato, ma tradursi in attenzione concreta alle Comunità di oggi.

La giornata si è conclusa alle ore 18.00, nella gremita chiesa Abbazia, con la solenne Celebrazione eucaristica presieduta da mons. Alberti e concelebrata da don Domenico Caruso e don Letterio Festa, per rendere grazie della testimonianza di mons. Tommasini e affidare al Signore il cammino delle Comunità, chiamate, oggi come allora, a confrontarsi con le sfide del proprio tempo.

Il risultato forse più importante è stato aver reso i giovani protagonisti della propria Storia. Ed è proprio questo il significato più profondo della Commemorazione: fare della memoria una presenza viva, capace di educare, unire e generare speranza.

Sac. Letterio Festa
Direttore dell’Archivio storico diocesano