La Caritas diocesana di Oppido Mamertina-Palmi celebra l’anniversario dello Statuto, approvato nel 1986. In occasione della X Giornata Mondiale dei Poveri, due appuntamenti ripercorreranno il cammino compiuto e rilanceranno l’impegno accanto alle fragilità del territorio.
Quarant’anni di servizio, incontri e storie che hanno attraversato la vita della Chiesa e della Piana di Gioia Tauro. La Caritas diocesana di Oppido Mamertina-Palmi celebra nel 2026 il quarantesimo anniversario del proprio Statuto: un traguardo che invita a fare memoria delle persone che hanno dato forma a questo cammino e a rinnovare l’attenzione verso le povertà di oggi, sempre più articolate e spesso difficili da riconoscere.
Il cammino che conduce al 1986 era iniziato già negli anni precedenti. Nel 1980 a don Silvio Mesiti venne affidato l’incarico per l’Azione Sociale, la Caritas e l’Assistenza; nel 1982 don Giuseppe De Masi fu nominato direttore del Centro Caritas. Intanto, anche grazie all’impegno di don Paolo Martino, cominciavano ad arrivare in diocesi le prime forniture alimentari per le famiglie in difficoltà.
Nella sua testimonianza, don Martino ricorda gli inizi di quel servizio, quando mancavano le attrezzature e fu necessario adattare alcuni locali del Seminario di Oppido Mamertina. Per individuare le famiglie da sostenere vennero coinvolte le parrocchie, con l’attenzione a custodire la delicatezza e la dignità delle persone. Un’esperienza durata alcuni anni, che contribuì a preparare il terreno per una presenza diocesana più strutturata.
Con l’approvazione dello Statuto e l’erezione canonica della Caritas, volute nel 1986 dal vescovo mons. Benigno Luigi Papa, la carità assume una forma stabile nella vita della diocesi. A guidare il nuovo organismo fu don Giuseppe De Masi, il primo direttore. Nella sua testimonianza emerge una convinzione che avrebbe orientato il cammino successivo: la Caritas non doveva sostituirsi alla comunità, ma aiutarla a diventare più attenta e capace di prendersi cura. Da qui l’impegno per la formazione degli operatori e per la nascita delle Caritas parrocchiali.
Le testimonianze di chi ha guidato la Caritas negli anni successivi raccontano come questa intuizione si sia tradotta in iniziative e relazioni. Il diacono Vincenzo Alampi ripercorre il lavoro di formazione, l’apertura del Centro di Ascolto e dell’Osservatorio delle povertà e delle risorse, insieme alla crescita delle Caritas parrocchiali e dei progetti di accoglienza. Stagioni diverse, unite dalla convinzione che la carità sia responsabilità dell’intera comunità e richieda ascolto, preparazione e collaborazione.
Nel suo contributo, il diacono Michele Vomera, direttore dal 2022, richiama una consapevolezza maturata nel servizio: dietro una richiesta spesso si trova una storia più complessa del bisogno che appare. Per questo l’ascolto deve precedere la risposta e gli interventi possono diventare percorsi di accompagnamento.
Le difficoltà economiche restano una realtà importante, ma non esauriscono il volto della povertà. Alla precarietà e alla mancanza di reddito si intrecciano solitudine, fragilità familiari e abitative, isolamento sociale e difficoltà d’integrazione. Sono condizioni che possono restare nascoste e chiedono tempo, relazioni e risposte capaci di accompagnare le persone nella loro interezza.
La testimonianza di Vomera ripercorre anche l’impegno accanto ai lavoratori migranti nella tendopoli di San Ferdinando e il valore di servizi che, pur rispondendo a necessità concrete, riconoscono la dignità delle persone: dalla lavanderia all’orientamento e all’accompagnamento. Con il superamento della tendopoli, ricorda, i bisogni non sono venuti meno, ma si sono spostati. L’abitare, l’integrazione e la possibilità di costruire un futuro restano questioni centrali.
Nel tempo, la Caritas diocesana ha costruito risposte diverse alle necessità incontrate. La distribuzione alimentare, realizzata insieme alle Caritas parrocchiali e alle realtà del territorio, continua ad accompagnare famiglie in difficoltà. Il Centro di Ascolto offre accoglienza e orientamento; la mensa diocesana di San Ferdinando unisce al pasto caldo uno spazio di relazione e condivisione. A Gioia Tauro, l’Emporio solidale “Il Carrello della Condivisione”, nato dalla collaborazione tra le quattro Caritas parrocchiali della città, permette alle famiglie di scegliere i beni di prima necessità di cui hanno bisogno.
Accanto a questi servizi si sono sviluppati percorsi di accoglienza e integrazione per le persone migranti, iniziative per l’inserimento lavorativo e il coinvolgimento dei giovani, oltre allo Sportello Antiusura, pensato per chi affronta situazioni di sovraindebitamento, usura e gioco d’azzardo. Esperienze differenti, accomunate dal desiderio di accompagnare le persone e di coinvolgere le comunità, i volontari e le competenze presenti sul territorio.
I quarant’anni della Caritas sono una storia fatta di chi ha servito e di chi è stato accolto, di operatori, volontari, parrocchie e associazioni, ma anche delle persone e delle famiglie che hanno condiviso le proprie fatiche e la propria fiducia. Una memoria che si fa responsabilità per il presente e per il futuro. La carità continua a prendere forma nell’ascolto, nell’accoglienza e nella capacità di camminare accanto a chi attraversa un momento di difficoltà.
Il vescovo mons. Giuseppe Alberti propone una riflessione che accompagna questo anniversario: «Celebrare i quarant’anni della Caritas diocesana significa rendere grazie per il cammino compiuto e per quanti, con generosità, si sono fatti prossimi alle persone più fragili. Questo anniversario ci invita a riconoscere le povertà del nostro tempo, anche quelle meno visibili, e a rispondere con ascolto, accompagnamento e collaborazione. La carità è responsabilità di tutta la Chiesa, di ogni comunità, di ogni parrocchia e di ogni cristiano battezzato: ciascuno è chiamato a custodire la dignità di ogni persona e a condividere le sue fatiche e le sue speranze».
In occasione della X Giornata Mondiale dei Poveri, la diocesi ricorderà i quarant’anni della Caritas con due momenti alla Casa del Laicato “Mons. Luciano Bux” di Gioia Tauro. Venerdì 13 novembre, dalle 16 alle 18, si terrà l’incontro diocesano con il diacono Michele Vomera e don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana. Le conclusioni saranno affidate al vescovo, mons. Giuseppe Alberti. Sabato 14 novembre, dalle 9.30 alle 11, è previsto l’incontro con il clero.
Ufficio Diocesano Comunicazioni Sociali













