OMELIA VESCOVO ALBERTI – SOLENNITA’ DELLA ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE

25-03-2026

La Solennità di oggi acquista un significato del tutto particolare perché siamo qui a celebrare la Beata Vergine Annunziata, Patrona principale della nostra Chiesa particolare di Oppido Mamertina-Palmi.  Il valore liturgico di questa festa si arricchisce del valore ecclesiale che la Diocesi vive, chiamata a rafforzare i vincoli di comunione sostenuti dall’unica fede e vissuti in uno stile di carità fraterna con tutti.

Il nostro appuntamento annuale non è semplicemente l’occasione per trovarci insieme attorno a Maria e per esprimere la nostra devozione nei suoi confronti. L’essere Patrona della nostra Diocesi non si riduce a uno sguardo di predilezione verso noi suoi figli, ma diventa figura tipologica per tutta la realtà ecclesiale su come rispondere alla chiamata del Signore. Non c’è dubbio che il Padre ci sta invitando all’ascolto attento della sua Parola e a fare la sua volontà. Egli continua a portare avanti un progetto di salvezza che ha bisogno di collaboratori disponibili per essere strumenti della sua grazia. Va riscoperta la vocazione battesimale di ogni credente in tutta la sua portata e con tutte le sue conseguenze.

Il Battesimo è la nostra ‘Annunciazione’, il giorno in cui il Signore ci ha raggiunto con il suo amore gratuito e preveniente e ci ha inviati a diventare portatori della sua luce “che illumina ogni uomo” (Gv 1,9). Oggi va rinnovata questa consapevolezza fondamentale, al di là e prima di ogni altro dono carismatico o ministeriale: ogni credente ha una vocazione, ogni cristiano è una missione. Come il Signore ha volto lo sguardo su Maria, così continua a farlo con ognuno di noi. Se riflettiamo sulla chiusura e la sfiducia di Acaz (protagonista della prima lettura), se contempliamo la apertura e la fede di Maria all’opera del Signore (Vangelo), è per riconoscere qui e ora (hic et nunc) la stessa dinamica divina che vuole donare salvezza a noi e a questa umanità.

Riconosciamo che siamo in un tempo di grande cambiamento culturale e religioso, sociale ed ecclesiale e questo ci chiede un supplemento di discernimento e di ascolto, di calma e di preghiera, per cogliere l’agire di Dio nella nostra vita, nelle situazioni comunitarie, negli avvenimenti storici. La vocazione è personale ed è ecclesiale. Tutti siamo chiamati a rispondere. Maria è il nostro punto di riferimento a cui vogliamo ispirarci, imparando e incrementando due atteggiamenti spirituali nei quali è stata maestra: l’ascolto orante e il discernimento sugli avvenimenti.

L’ascolto orante chiede un nuovo stile di preghiera, non centrato sulle nostre parole ma intriso della Parola di Dio. Non è importante ciò che dico io a Dio, ma ciò che Lui mi vuole rivelare. Maria è donna dell’ascolto di Dio che parla, così è resa abile, capace di ascoltare le necessità dei fratelli. Lo vediamo nella visita alla cugina Elisabetta (cfr. Lc 1,39-45) e nelle nozze di Cana (cfr. Gv 2, 1-11).

“Ecco… avvenga per me secondo la tua Parola” (Lc 1, 38). Questa espressione disponibile di Maria si può considerare variante delle parole: “Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà” (cfr. Eb 10,7) che la lettera degli Ebrei mette in bocca a Cristo.  Nelle nostre comunità cristiane, nei gruppi, con i giovani e i ragazzi vorremmo far crescere questo stile di ascolto disponibile e di preghiera. È la strada maestra per scoprire la propria vita come vocazione e missione, cioè chiamata alla santità, alla pienezza della vita e dell’amore di Dio. Non dobbiamo avere paura di offrire e vivere proposte alte. Maria, sull’esempio del suo Figlio, non ha avuto paura, non si è tirata indietro di fronte alla proposta del Signore.

L’altro grande segreto di Maria è lo stile del discernimento: custodiva tutte queste cose meditandole nel suo cuore (cfr. Lc 2,19; 2,51). L’obiettivo di ogni discernimento è cogliere la volontà di Dio per metterla in pratica. Il Signore normalmente non si fa sentire in modo straordinario e miracoloso, piuttosto nelle pieghe delle situazioni e degli incontri quotidiani. Dio abita e si manifesta nella ferialità dei giorni: va intercettato e accolto. Dovremmo inventare ‘palestre’ di discernimento, ma in realtà questi strumenti li abbiamo già: sono gli spazi di condivisione spirituale o conversazione nello Spirito tra noi; sono gli organismi di partecipazione come i Consigli Pastorali; sono le forme di accompagnamento come la direzione spirituale. Maria ci insegna a lasciarci guidare dallo Spirito e dalla sua opera che ci orienta a scelte di bene, per noi e per gli altri.

La volontà di Dio non è pensata solo per i singoli, ma c’è anche un volere divino per le realtà ecclesiali comunitarie. Come nell’Apocalisse lo Spirito parla alle Chiese (cfr. Ap 2-3) così continua a parlare alla Chiesa di Oppido Mamertina-Palmi: conosco le tue potenzialità di bene ma spesso disperdi energie in sforzi umani che non danno frutto; custodisci una storia di fede antica ma fai fatica a saperla ridire nel presente che cambia; sei ricca di tanti carismi ma corri il rischio di dimenticare che il ministero fondamentale è la comunione; cerchi di coltivare con impegno il buon grano nel campo ma lasci crescere la zizzania dell’invidia e della sfiducia reciproca che non favorisce una effettiva e costruttiva collaborazione; dici di dare spazio a Dio ma ti costa saperlo scorgere tra le pieghe della storia e le necessità dei poveri antichi e nuovi che sono tra noi.

Affidiamo a Maria, modello della nostra Chiesa particolare, le aspirazioni di bene che eleviamo con fiducia e gioia in questo giorno di festa patronale. La sua generosità incoraggi la nostra, il suo ‘si’ sia esemplare per noi; la sua pronta e totale disponibilità a Dio Padre ispiri la nostra risposta alla sua quotidiana chiamata. Maria Annunziata sia vicina in particolare a chi è più in fatica, nell’oscurità, nel dolore, nel peccato. Il suo abbraccio materno raggiunga tutti e doni alla nostra Chiesa l’unità, ai preti e ai diaconi la fraternità, alle comunità uno stile sinodale, e al mondo la pace.

 

 

+ Giuseppe

Vescovo di Oppido Mamertina – Palmi