Il versetto 4 del capitolo 4 della Lettera agli Efesini “Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito, come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati” è stato il testo guida della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani che nella nostra Diocesi è stata vissuta con tre momenti particolarmente significativi: la Celebrazione ecumenica della Parola diocesana, sera di domenica 18 gennaio, la Celebrazione della Parola della chiesa evangelica valdese, sera di martedì 20 gennaio, entrambi nell’Auditorium diocesano in Rizziconi, e la celebrazione dei vespri nella liturgia bizantina presso il Monastero ortodosso in Seminara.
Eventi fortemente voluti dal nostro vescovo Mons. Giuseppe Alberti e preparati con tanta cura dall’equipe dell’Ufficio Diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso della nostra Diocesi.
La sera di domenica 18, alla celebrazione erano presenti rappresentanti delle varie confessioni Cristiane, Ortodossi con l’Archimandrita della Sacra Diocesi d’Italia Padre Benedetto Colucci, Egumeno del Sacro Monastero di Seminara, Evangelici con la presenza del Pastore Pasquale Focà di Reggio Calabria e i fedeli appartenenti ai gruppi carismatici della nostra Diocesi nelle diverse espressioni.
È iniziata poi la Veglia di Preghiera col tema “Luce da Luce per la Luce” che ha avuto i momenti più significativi nella proclamazione della parola: di Isaia 58,6-11 con la riflessione di padre Benedetto Colucci che ha indicato l’umiltà come la madre di tutte le virtù e la chiave per il vero progresso spirituale, fondamentale per costruire una vera relazione con il Signore e con gli altri, e quindi indispensabile per il dialogo ecumenico; poi della lettera San Paolo agli Efesini (4,1-13) con la riflessione del pastore evangelico Pasquale Focà che ha richiamato la dottrina paolina del corpo e delle membra e degli atteggiamenti che l’Apostolo indica come necessari per attualizzarla.
E infine il vangelo di Giovanni (12,31-36) con l’omelia del nostro vescovo che ha subito evidenziato come l’‘Ut unum sint’ sia la strada tracciata dal Signore perché il mondo creda. Da qui il forte invito a puntare lo sguardo su Gesù perché è lui la via, la luce che è in mezzo a noi, perché la vicinanza con lui permette il graduale avvicinamento anche tra di noi. Dall’incontro con Gesù deve nascere la disponibilità all’evangelizzazione, che non è mai coercizione o imposizione, ma atteggiamento di ascolto per accogliere l’altro, tenendo conto che i “semi del Verbo” sono presenti anche nelle altre religioni e che la verità impone di essere cercata insieme.
Alla celebrazione di sera di martedì hanno partecipato i cori della Diocesi e il Coro ecumenico reggino. La celebrazione con la rappresentanza della Chiesa Valdese, per la prima volta presente nella nostra Diocesi, è stata guidata dal pastore di Reggio Calabria Bruno Gabrielli insieme con la moglie Monica Natali, diacona valdese, e alcuni loro confratelli.
Il vescovo nel suo intervento iniziale si è dichiarato contento di accogliere la delegazione valdese, convinto che queste sono occasioni per vivere in comunione, perché la lode a Dio ci unisce e ci chiama a dare testimonianza e perché la diversità riconciliata è un segno per il mondo in un contesto sociale in cui regnano divisioni e guerre.
Al centro della celebrazione il testo di Galati 3,26-29, con la riflessione del pastore valdese che ha osservato come purtroppo questi splendidi versetti siano caduti nel dimenticatoio per troppi anni, parole rivoluzionarie per l’allora chiese nascente e ritenute sovversive nel susseguirsi dei secoli, perché viene affermato che in Cristo e nella sua Chiesa, tutte le differenti identità sono cancellate, non contano più, perché così è per quanti appartengono a Gesù Cristo crocifisso e resuscitato: in lui c’è un regno universale di giustizia e di pace offerto a tutti gli uomini di buona volontà. “Per chi non si è stancato di credere, sperare ed amare in Cristo – ha concluso il pastore – per chi non si è ancora rassegnato né ceduto alla disperazione, questa è la volontà di Dio, la sua ‘buona, gradita e perfetta volontà’: questo e non altro il futuro del mondo”.
L’ultimo momento si è svolto la sera di giovedì, 20 gennaio, presso il Sacro Monastero Ortodosso dei Santi Elia il Giovane e Filarete l’Ortolano in Seminara dove, sempre per la prima volta nella nostra Diocesi, si è svolta la celebrazione dei vespri nella liturgia bizantina, in presenza del nostro vescovo, evento che si è concluso con la frazione del pane, l’artoklasìa, cioè la benedizione del pane, del vino e dell’olio. che nel suo simboleggiare la moltiplicazione dei pani di Cristo, è stato un gesto di condivisione che richiama alla comunione e all’unità. Padre Colucci ha voluto sottolineare come la Chiesa di Seminara vuole essere una Chiesa bizantina per tutta la Calabria, cui è legata anche nell’iconografia con i tre santi, uno di Oppido San Nicola Vescovo, e 2 di Taureana San Giovanni e San Giorgio, pure vescovi, vissuti prima dello Scisma e quindi venerati sia dagli ortodossi e sia dai cattolici.
Il nostro vescovo, che recentemente ha definito l’Ecumenismo una profezia di unità, si è dichiarato molto contento degli eventi vissuti in questa Settimana di preghiera per l’Unità dei cristiani, perché essi “rappresentano una occasione importante per allenarci ad uno stile ecumenico, aperto, inclusivo, di preghiera comune, di ricerca, di riconciliazione e di pace, di comunione con tutti, senza esclusioni”.
Ufficio Comunicazioni Sociali


















































