I Giovani della Concattedrale San Nicola vescovo di Palmi al GO! Franciscan Youth Meeting

Quest’anno è ricorso l’ottocentesimo anniversario dalla morte del poverello di Assisi. Proprio in onore di questa occasione, sono stati organizzati, durante l’anno, alcuni eventi particolari. Dal 3 al 6 agosto, si è svolto ad Assisi il Go! Franciscan Youth Meeting, un evento rivolto ai giovani di tutto il mondo e che ha visto coinvolto anche Papa Leone. Noi giovani palmesi della concattedrale San Nicola vescovo, vi abbiamo partecipato insieme alla guida del nostro parroco, Don Domenico Loiacono.

Siamo arrivati la sera del 3 agosto, in tempo per ritirare il kit destinato ai partecipanti e per partecipare alla serata di apertura. Il Go! è durato circa tre giorni, di cui i primi due sono stati dedicati al ricevere e al riflettere, sotto la guida dei numerosi insegnamenti di San Francesco. In questi primi due giorni, ai giovani venivano proposti diversi workshop, ovvero diversi percorsi da poter scegliere per scoprire il Santo e approfondirne gli insegnamenti. Ogni workshop è stato pensato per affrontare tematiche diverse, tutte pertinenti alla vita e ai numerosi esempi che ci sono stati consegnati dalla testimonianza e dalla rivoluzione buona operata da San Francesco. Ciascun giovane ha, dunque, scelto i quattro workshop di suo interesse già al momento dell’iscrizione, precedentemente alla partenza, e ne ha seguito l’evolversi durante le prime due giornate. La seconda giornata è stata pensata in uno stile volutamente più laboratoriale della prima, la quale ci ha introdotto a varie forme di sensibilità francescana in un modo, invece, più teorico.

Durante questi workshop, la figura di San Francesco si è fatta viva in tutto il suo carattere eclettico. Abbiamo conosciuto Francesco per la sua vita, attraverso anche i meravigliosi affreschi di Giotto che è possibile ammirare nella basilica consacrata al Santo e dove lo abbiamo anche incontrato, tra un workshop e l’altro, nelle sue spoglie mortali ma soprattutto in tutta l’emozione e l’ispirazione alla preghiera che l’incontro con lui ci ha donato. Abbiamo conosciuto Francesco per le sue forti scelte, decise, determinate, umili. Lo abbiamo incontrato da Santa Chiara, rivolgendoci al crocifisso di San Damiano, il quale parlò al Santo chiedendogli di “riparare la Sua Chiesa”. Lì, attraverso un workshop a cui alcuni di noi hanno partecipato, ma anche e soprattutto attraverso la preghiera personale e la contemplazione di ognuno, Francesco ci ha portato direttamente al nostro amatissimo Padre e il Signore era lì con noi. In questi primi due giorni, la nostra partecipazione ai workshop ci ha portato a scoprire la sensibilità di un uomo, un Santo, che ha avuto cura delle periferie, che si è aperto al diverso e al lontano, che amava e rispettava il Creato, che ha lasciato tutto e ha trovato la sua identità e vocazione in Cristo. Così, abbiamo scoperto un Santo che pensavamo già di conoscere ma che ci ha comunque dato ancora, è diventato nostro amico e nostra guida. San Francesco operò con un’umiltà, una cura e un’apertura che non potrebbero fare riferimento a necessità più contemporanee, in un mondo come il nostro: un pianeta individualistico, costantemente in guerra, legato alla fama e all’apparenza, egoistico nei confronti della natura, ricco in contraddizioni.

La sera del 4 agosto, primo giorno dei workshop, le migliaia di giovani partecipanti all’evento da tutto il mondo si sono ritrovati nella piazza antistante la bella Basilica di Santa Maria degli Angeli, e sotto lo sguardo attento e amorevole della Madonna, la cui dolce presenza viene richiamata da una statua dalle braccia aperte che si erge sulla vetta della Basilica, abbiamo pregato, cantato e ballato assieme, in una clima di festosa devozione. La sera successiva, tre forti testimonianze, provenienti da tre vite diverse, ci sono state consegnate nello stesso luogo. Abbiamo potuto accogliere nei nostri cuori il racconto di un frate missionario, quello di un cappellano di un carcere minorile e dei suoi ragazzi e quello del cardinale Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, che ci ha parlato del bisogno cristiano di cercare la pace e l’incontro con l’altro anche quando si tratta di contesti ed equilibri difficili, come difficile e dolorosa è la situazione in Terra Santa oggi.

Il 6 agosto, la stessa Basilica vedeva i giovani e la cittadinanza di Assisi accogliere Papa Leone in occasione di un evento di dialogo con lui e per celebrare insieme la Santa Messa. Il Santo Padre ha risposto ad alcune domande postegli da noi giovani e si è dimostrato attento e sinceramente commosso dal suo arrivo alla sua partenza. Molti di noi avevano già celebrato la messa con il Papa in occasione del Giubileo 2025. Dopo un anno, Papa Leone si emoziona ancora allo stesso modo con noi, dà ancora la stessa grande importanza al fatto di essere il nostro papa. Papa Leone ci ha nuovamente invitati alla santità, ci ha nuovamente invitati ad agire per la pace. Dopo aver ricevuto da San Francesco, ci ha invitati ad andare a nostra volta, anzi ad andare insieme, per le strade del mondo e delle nostre vite, sotto la guida dello Spirito, alla ricerca della vera libertà: la santità. 

Dopo un’ultima visita ai luoghi più forti e significativi di Assisi, che si è svolta, questa volta, sotto la guida di una delle suore Francescane Alcantarine di Casa Frate Jacopa, dove abbiamo alloggiato durante la nostra permanenza nella città, siamo rientrati nelle nostre stanze, per prepararci alla partenza del giorno dopo, rifocillati da un incontro, quello con San Francesco, che ci ha saputo insegnare sia l’azione che la pace.

Ilaria De Fulco




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