Dove la carità accende la speranza: il Giubileo della Carità a San Ferdinando

In un pomeriggio segnato dalla riflessione e dalla solidarietà, domenica 16 novembre, San Ferdinando ha accolto il Giubileo della Carità, celebrato nell’ambito della IX Giornata Mondiale dei Poveri. L’iniziativa, organizzata dalla Caritas diocesana di Oppido Mamertina–Palmi, ha preso la forma di un piccolo pellegrinaggio che ha attraversato le vie della città, un cammino silenzioso e intenso scandito dall’accensione di quattro candele, ciascuna simbolo di un tema essenziale del messaggio evangelico e dell’impegno verso i più fragili.

La prima candela, dedicata alla carità che nasce dallo sguardo, ha richiamato l’importanza di vedere davvero il volto dell’altro, senza indifferenza. La seconda, dedicata alla carità che si fa giustizia, ha evocato il bisogno di difendere la dignità di chi vive situazioni di vulnerabilità. Con la terza candela si è pregato per la carità ferita e la speranza dei migranti, ricordando le storie di chi affronta viaggi difficili e di chi non sopravvive al mare. La quarta è stata affidata al tema della carità che genera speranza, un invito a far nascere gesti quotidiani capaci di aprire spiragli di luce nel buio del nostro tempo.

Ad accendere ogni fiammella è stato il Vescovo, S.E. Mons. Giuseppe Alberti, accompagnato dalla preghiera dei volontari delle realtà caritative della diocesi presenti. Il pellegrinaggio si è concluso nella Parrocchia San Ferdinando Re, dove il Vescovo ha presieduto la Santa Messa, offrendo una riflessione intensa sul significato del cammino: il pellegrinaggio, ha affermato, rappresenta una comunità che sceglie di mettersi in movimento ed esce dalla propria comfort zone, espressione di una Chiesa realmente “in uscita”. Mons. Alberti ha auspicato che questo dinamismo diventi stile di vita quotidiano, trasformandosi in un impegno concreto: non soltanto accendere candele, ma accendere luce nella vita degli altri. Ha poi richiamato l’essenza di una carità che nasce dallo sguardo di Dio e che sa farsi speranza e giustizia, in sintonia con il Vangelo del giorno che invita a rendere concreto ogni gesto di apertura al bene.

Nel suo intervento, il Direttore della Caritas, Diacono Michele Vomera, ha arricchito ulteriormente il senso della giornata spiegando che la Caritas non è soltanto assistenza, ma “pedagogia del cambiamento”. Un cambiamento che deve avvenire da entrambe le parti: in chi fa il bene, chiamato a svestirsi del ruolo di semplice delegato all’assistenzialismo, e in chi lo riceve, invitato a non restare nell’atteggiamento di assistito di lungo termine. Il Diacono Vomera ha sottolineato che proprio coloro che riescono a superare la fragilità devono farsi testimoni della loro rinascita presso chi soffre, una rinascita riscoperta grazie alla vicinanza e al sostegno di tante persone che hanno al cuore il prossimo e se ne prendono cura.

Il direttore ha inoltre ricordato che le offerte, materiali ed economiche, raccolte saranno destinate alle persone bisognose del territorio e al nuovo Sportello antiusura, già attivo e capace di portare alla luce situazioni di grande sofferenza emotiva ed economica. Anche il sindaco di San Ferdinando, Luca Gaetano, ha espresso un sentimento di ringraziamento alla diocesi per la costante prossimità verso San Ferdinando, “cittadella della carità”, sottolineando come le parole ascoltate durante la celebrazione rappresentino un forte invito a ciascuno di tradurre la solidarietà in gesti quotidiani. Stesso sentito ringraziamento dal Parroco Don Domenico Rizzi che ha ricordato l’importanza delle relazioni di riflesso al carisma di San  Luigi Guanella, fondatore dei Servi della Carità, e di Santa Giovanna Antida, fondatrice delle Suore della Carità.

Tra passi lenti, fiamme tremule e preghiera condivisa, il Giubileo della Carità ha ricordato che la carità non è un simbolo, ma un cammino che continua: una luce che chiede di essere portata nella vita reale, là dove qualcuno attende speranza.

Lina Maiolo
Ref. Comunicazione Caritas diocesana