Mercoledì 12 novembre presso l’auditorium della Casa del Laicato Mons. Luciano Bux, il prof. Marco Brusati, docente presso l’Università Statale di Firenze e presidente dell’Associazione Hope, ha tenuto il primo incontro di formazione in servizio programmato dall’Ufficio Scuola diocesano per i docenti di religione.
Il corso OLTRE I LIKE un viaggio educativo tra le mega-tendenze. i fenomeni mediali e la morale quantitativa, che prevede un secondo incontro il 25 febbraio 2025, intende sviluppare le competenze principali che aiutino i docenti a comprendere l’impianto strutturale del mondo medializzato, conoscere fenomeni e modelli di vita e di pensiero che sono prevalenti nella rete e verificare la loro influenza sulla cultura e sulla formazione delle nuove generazioni.
A partire dalla differenza tra relazioni frontali e relazioni mediate, passando per il rapporto comunicazione-relazione e comunicazione-persuasione, il relatore ha evidenziato gli elementi strutturali del mondo digitale, e ha chiarito «il concetto di morale quantitativa dei Social, una forma valutativa dei contenuti, delle azioni e dei comportamenti influenzata dalla quantità di consenso, visibilità, approvazione o partecipazione, dal numero di like, follower, visualizzazioni, elaborazioni o condivisioni» e ha introdotto i partecipanti alla conoscenza delle tecniche di persuasione e di captatio attentionis da cui dipende il valore quantitativo dei contenuti mediali.
Conoscere i fenomeni mediali e la morale quantitativa è una sfida educativa fortemente sentita da tutti coloro che hanno a cuore il bene delle nuove generazioni.
Al termine dell’incontro con i docenti di religione, il prof. Brusati ha dialogato per circa due ore con catechisti, educatori e formatori dei diversi gruppi ecclesiali sul tema Educare ed educarsi al tempo dei social.
«L’educazione, ha argomentato il relatore, oggi si trova immersa in dinamiche nuove: non solo (1) la già nota “liquidità sociale” (cf. Bauman), che rende più complessa la costruzione di una solida comunità educante, ma anche (2) la vita onlife (cf. Floridi) di figli e figlie, e di coloro che, a vario titolo, sono affidati alle comunità educanti. Questo scenario implica che non è più possibile distinguere nettamente le relazioni frontali da quelle mediate da un dispositivo mobile personale, poiché quanto accade in un ambito finisce inevitabilmente per influenzare l’altro, e viceversa». Il rischio è il senso di inadeguatezza educativa che deve essere gestito e superato. Per questo motivo è importante conoscere i “modelli di vita” dominanti nella rete che fungono da potenti poli di attrazione. Questa consapevolezza facilita il dialogo educativo competente e costruttivo con i giovani, affinché possano diventare protagonisti attivi della propria crescita.
In attesa di incontrare nuovamente il prof. Brusati, esprimiamo la nostra gratitudine a lui e al nostro vescovo mons. Giuseppe Alberti che ha incoraggiato e sostenuto l’iniziativa formativa e ci diamo appuntamento al 25 febbraio pv.



































