C’è una terra, la nostra, che conosce bene il peso delle attese. La Piana, con le sue ferite e le sue ostinazioni, con la sanità che manca e la speranza che non si arrende.
Abbiamo rivolto le stesse domande ai consiglieri regionali eletti nel territorio diocesano: Giuseppe Mattiani di Palmi (Lega), Domenico Giannetta di Oppido M. (Forza Italia) e Giuseppe Ranuccio di Palmi (Partito Democratico).
Tre percorsi politici diversi, un’unica geografia: quella della Calabria che chiede risposte, concretezza e futuro. Ne è venuto fuori un racconto che parla soprattutto di sanità, lavoro, infrastrutture e giovani. Ma anche di identità, di legami con la gente, di figli che vanno via e di quelli che si spera tornino.
Guardando al percorso fatto finora, qual è l’intervento o il risultato che considera più significativo per il territorio?
Giuseppe Mattiani: «Indubbiamente, di fronte ad una domanda di questo tipo posta ad un Consigliere Regionale impegnato già nella scorsa Legislatura Regionale, la risposta non può, in primis, non richiamare l’intensa attività condotta nella massima Assise Regionale: 29 proposte di legge, alcune delle quali come primo firmatario, 1 proposta di legge statutaria, 5 proposte di provvedimento amministrativo, 7 mozioni, 18 interventi in Consiglio Regionale, molti dei quali sullo stato della sanità e sull’iter del Nuovo Ospedale della Piana. Questa, però, è soltanto una parte del mio lavoro, perché io amo definirmi un uomo che lavora tra la gente, perché questa per me è l’essenza della politica. Ho cercato di mantenere sempre vivo il rapporto con i calabresi sul territorio, ascoltandone necessità, desideri e bisogni. Ho raccolto le loro istanze e anche la loro rabbia per una regione che vive situazioni drammatiche, traendo sempre da questo motivo di ispirazione per la mia azione. Essere riuscito a mantenere saldo questo legame, ritengo rappresenti un grande risultato per chi come me fa politica e continua a lottare per questa nostra terra martoriata e cerca di farlo mantenendo credibilità e serietà. Questa mia caratteristica, poi, si è tradotta in obiettivi raggiunti sul territorio, sempre fianco a fianco con la gente, specie in ambito sanitario. Siamo riusciti a dare risposte immediate. Alle chiusure del passato di ospedali e reparti, abbiamo risposto con riaperture, ristrutturazioni di nosocomi fatiscenti, ammodernamento tecnologico, nuove ambulanze, case e ospedali di comunità. Non lo nascondo, il grande obiettivo raggiunto è rappresentato dall’inizio dei lavori del Nuovo Ospedale della Piana. A questo abbiamo contrapposto lavoro, concretezza e sacrificio per risolvere i problemi che purtroppo gravitavano. Nonostante tutto, ce l’abbiamo fatta ed è un fatto che l’opera sia iniziata e sia interamente finanziata e lo rivendichiamo appieno. Questo è un grande obiettivo raggiunto per tutto il territorio, perché quando il Nuovo Ospedale della Piana entrerà in funzione andrà a completare l’offerta sanitaria ospedaliera della Piana di Gioia Tauro insieme agli Ospedali già attivi. L’uno non esclude gli altri, anzi vi è la necessità di una offerta sanitaria completa e complessiva».
Domenico Giannetta: «Il territorio reggino e quello calabrese hanno ricevuto uno slancio inatteso con l’incremento della connettività della Calabria con il resto del mondo. La capacità di progettare il futuro della Calabria passa attraverso la nostra capacità di rendere la nostra regione attrattiva. Raggiungibile. Connessa. Produttiva. Accogliente. La Calabria è stata storicamente percepita come periferica, distante, emarginata dalle politiche nazionali ed europee, arretrata. Adesso in Calabria si respira una nuova consapevolezza delle proprie potenzialità. Riceviamo persone da tutto il mondo. Partecipiamo con orgoglio alle più prestigiose fiere internazionali con i nostri prodotti. Stiamo provando a costruire un’identità forte. Guardiamo al futuro innovando le nostre radici. Possiamo dire che siamo usciti da quel cono d’ombra in cui siamo rimasti per tanto tempo. Raccontati come un popolo gretto e corrotto. Oggi siamo consapevoli di avere problemi complessi da risolvere e scontiamo ritardi atavici nella corsa verso il progresso. Ma non cerchiamo alibi e siamo in prima linea per rimboccarci le maniche e fare di tutto per affrontarli e risolverli con una grinta nuova. Ecco, penso che il processo identitaria sia la spinta propulsiva più significativa nel percorso che sta compiendo la Calabria, che fa i conti con un calo demografico imponente e una propulsione ad emigrare nonostante l’incremento dell’occupazione e della produttività. C’è un ascensore sociale che manda al nord e fuori i nostri figli e i nostri talenti. C’è chi ha tentato di fermarlo puntando all’assistenzialismo. Ma quella politica è fallita miseramente. Il nostro impregno deve essere orientato a creare opportunità anche attraverso soluzioni inedite, percorrendo la strada degli investimenti. E dei cambiamenti coraggiosi».
Giuseppe Ranuccio: «Tra gli interventi più significativi metto sicuramente il progetto “Palmi Città Felice”, un grande programma di riqualificazione e rigenerazione urbana che ha già cambiato il volto di molti quartieri della nostra città. Alcune opere sono state completate e consegnate alla comunità, altre sono in corso di realizzazione e andranno a completare un percorso che rappresenta il piano di opere pubbliche più importante degli ultimi decenni. È un investimento che ha migliorato la vivibilità, dato nuove funzioni agli spazi urbani e aperto la strada a ulteriori opportunità di crescita per tutto il territorio».
Nell’immediato, su quale priorità intende concentrare il suo lavoro da consigliere regionale per dare risposte concrete alla Piana?
Giuseppe Mattiani: «Posso tranquillamente affermare che la mia attività non si è mai davvero interrotta, neanche durante il periodo tra la fine della scorsa Legislatura e la nuova. Ho continuato il mio impegno con la serietà che mi ha sempre contraddistinto. Oggi il mio impegno continuerà per come è iniziato, al fianco dei più deboli e promuovendo iniziative che possano fornire quelle risposte attese da troppo tempo. Vogliamo essere come al solito molto concreto. Non mancherà neanche in questa Legislatura il mio impegno in campo sanitario, senza dimenticare che dobbiamo portare a termine quello che già abbiamo iniziato ovvero i lavori delle Case e degli Ospedali di Comunità. Bisogna continuare a potenziare e lavorare per rendere moderni e sicuri gli Ospedali di Polistena e Gioia Tauro. Inoltre, sebbene già tanto sia stato fatto, dobbiamo continuare ad impegnarci per reperire personale sanitario. Ovviamente, credo mi vada riconosciuto, sto continuando a lavorare costantemente e quotidianamente sul Nuovo Ospedale della Piana. Abbiate fiducia, ho lottato fino ad oggi, ce la faremo».
Domenico Giannetta: «Sto seguendo con grande attenzione e apprensione lo sviluppo della medicina territoriale. In particolare, delle case e degli ospedali di comunità. Stiamo provando a correre contro il tempo per concludere i lavori entro le scadenze del PNRR. Potremo decongestionare i pronto soccorso, aiutare gli ospedali di Gioia Tauro, Locri e Polistena, per esempio, e dare alle comunità risposte sanitarie più adeguate. La Piana avrà inoltre un grande ospedale a Palmi. Finalmente i lavori sono partiti. È sicuramente un obiettivo che perseguiremo tenacemente. Credo inoltre sia arrivato il momento che il Porto di Gioia Tauro non sia più solo un fiore all’occhiello per i trasporti del Mediterraneo, ma che diventi una leva per lo sviluppo della Piana e di tutta la Calabria. In questa direzione è vincente l’idea della piastra del freddo nel retroporto. Così come investire sulle potenzialità della Zes unica».
Giuseppe Ranuccio: «La priorità più urgente resta la realizzazione del Nuovo Ospedale della Piana in Palmi, un’infrastruttura fondamentale per garantire servizi sanitari adeguati e per dare risposta a un’esigenza sentita da tutta la popolazione. È un impegno che va seguito con continuità e determinazione. Al tempo stesso, la Piana, l’Area Metropolitana di Reggio Calabria e l’intero territorio regionale hanno bisogno di un’azione complessiva, capace di integrare sanità, infrastrutture, mobilità, sviluppo economico e politiche sociali. Ogni ambito è importante e richiede un approccio unitario, in grado di costruire risposte concrete e durature.».
Qual è oggi la richiesta più urgente che arriva dai cittadini e, in una visione più ampia, su quale campo dovrebbe puntare la Calabria per crescere davvero?
Giuseppe Mattiani: «Sembra un’ovvietà, ma l’esigenza più avvertita dai calabresi è l’assenza di una sanità all’altezza. La mancanza di una risposta sanitaria adeguata, non soltanto colpisce il diritto alla cura del cittadino, ma mina la credibilità delle Istituzioni e funge da zavorra per lo sviluppo di un territorio che potrebbe giovare di una grande risorsa come il turismo. È necessario, quindi, continuare a lavorare per ricostruire tutto il sistema sanitario regionale dalle macerie, per rendere finalmente la Calabria una regione moderna, credibile e appetibile. Molto abbiamo fatto, ma non basta. Ad esempio, in questi anni abbiamo investito molto in promozione turistica e, in un’ottica di rilancio del settore, in infrastrutture, depurazione, strade, ferrovie. Molti sono stati anche gli avvisi pubblici che la Regione Calabria ha messo a disposizione di Enti e operatori. Tutti questi investimenti, in parte già sul territorio e altri in programma perché già pianificati, rischiano di essere vanificati se non ci dotiamo di una sanità all’avanguardia da mettere a disposizione dei calabresi e di chi viene in Calabria per scoprire le bellezze della nostra regione. È dunque necessario proseguire con il lavoro avviato in questi anni in campo turistico e infrastrutturale e, parallelamente, continuare a lavorare per ricostruire la nostra sanità».
Domenico Giannetta: «Le priorità delle persone sono la salute e il lavoro. Sono queste le dimensioni umane che, a tutte le latitudini, generano libertà. In Calabria lavorare su questi temi è più complesso. Perché sono temi che devono essere affrontati anche sotto il profilo culturale e sociale. In ordine al lavoro, questo governo regionale ha fatto una scelta di campo importantissima. Esautorare i bacini del precariato. Ha investito sulle stabilizzazioni, sui concorsi, sulla riorganizzazione dei servizi per l’impiego. I dati di crescita dell’occupazione sono superiori alla media nazionale, ma scontiamo 81 mila giovani calabresi andati via al nord e all’estero. Perciò questo governo intende investire nel merito e supportare economicamente le famiglie degli studenti che scelgono le nostre ottime Università. D’altronde è dimostrato che chi studia in Calabria resti in Calabria. Questi incentivi possono aiutare a prevenire questo esodo. E contrastare quella mentalità che ancora spinge le famiglie a sacrifici enormi per sostenere i figli fuori, quando potrebbero formarsi e costruire il proprio progetto di vita nella propria regione. In merito alla salute, il tema è ancora più delicato. La sanità calabrese è stata compromessa da anni di commissariamento e da grandissime criticità ed interessi difficili da scardinare. Il presidente Occhiuto si è fatto carico di questo gravoso fardello ed è riuscito a convincere il governo nazionale a fare uscire la Calabria dal commissariamento. Dopo avere messo in capo azioni che stanno segnando un deciso cambio di passo, nonostante permangano criticità notevoli per le quali serve tempo e risorse. La sanità risucchia risorse enormi, basti pensare che impegna il 60% del bilancio regionale. Spese che non sono visibili come un aeroporto o una bella strada, spese che devono essere coperte prima di poter investire in altro. In queste voci rientra anche la mobilità sanitaria. Ecco, anche su questo mi sento di dire che dobbiamo correggere la nostra mentalità che ci porta a fare visite e curarci fuori anche quando non è strettamente necessario. Da medico difendo le professionalità dei miei colleghi calabresi. Che sono eccezionali. Credo che i calabresi debbano incominciare a credere di più in se stessi e nelle proprie capacità. La diffidenza che ci pervade non ci aiuta. La crescita della Calabria non può dunque prescindere dagli sforzi per la tutela della salute e per ricostruire la sanità».
Giuseppe Ranuccio: «Le richieste più urgenti che raccolgo ogni giorno riguardano sanità e lavoro: sono i due pilastri su cui si misura il benessere reale di una comunità e sui quali c’è ancora molto da fare. Guardando a una prospettiva più ampia, credo che la Calabria debba puntare con decisione sulla valorizzazione del suo patrimonio naturale, paesaggistico e culturale. Turismo e ambiente, insieme, possono diventare il motore di uno sviluppo sostenibile capace di creare occupazione, attrarre investimenti e far emergere pienamente le potenzialità della nostra regione».
Siamo a pochi giorni dalla conclusione del Giubileo della Speranza e delle festività natalizie: qual è la sua speranza più grande per la nostra terra?
Giuseppe Mattiani: «La speranza per la nostra terra è quella di ritrovare la forza di guardare al futuro con ottimismo. Un futuro fatto di prosperità e sviluppo. Vorrei vedere una terra che non lasci più fuggire via le proprie giovani risorse. Questo futuro non deve rimanere un sogno, ma dobbiamo trasformarlo in realtà giorno dopo giorno, con forza, coraggio e determinazione. Io continuo a crederci e sono convinto che riusciremo a farcela. Buon Natale Calabria».
Domenico Giannetta: «Che i nostri figli vivano qui. Se lo vogliono. E che siano felici e orgogliosi della Calabria».
Giuseppe Ranuccio: «In questo tempo che invita alla riflessione, la speranza più grande è quella di poter tornare a parlare davvero di pace. Le immagini che arrivano dai tanti scenari di guerra – da Gaza all’Ucraina, fino ai conflitti meno raccontati – ci ricordano quanto sia fragile la vita e quanto sia urgente ritrovare vie di dialogo e riconciliazione.
Penso alla Calabria come a una terra che ha sempre custodito valori di umanità e solidarietà: il mio augurio è che questo spirito continui a crescere e possa diventare un seme di speranza, per la nostra comunità e per tutti coloro che oggi vivono sofferenze e privazioni».
Tre risposte per ogni domanda, tre modi diversi di guardare alla stessa terra. Eppure, tra le righe, un filo comune si intravede: la sanità come ferita aperta, il lavoro come necessità irrinunciabile, i giovani come misura di ogni scelta che conta davvero.
In questo tempo che prepara al Natale, mentre le luci provano a scaldare giornate spesso segnate da preoccupazioni e attese, resta una certezza: il futuro di questa terra non può essere affidato a uno solo, né a una sola parte. È una responsabilità condivisa, che passa dalle istituzioni ma riguarda ciascuno di noi.
Perché la Calabria, come ogni comunità vera, cresce solo se nessuno viene lasciato indietro.
Nadia Macrì
Acqua Viva News Numero 4 – Dicembre 2025













