Palmi, il Natale scende in strada: il “Presepe Itinerante” della Santa Famiglia che scuote le coscienze

C’è un presepe che non sta fermo, che non si accontenta della grotta di cartapesta, ma sceglie di calpestare l’asfalto e di sfidare il traffico delle abitudini. È il “Presepe Itinerante: la Parola di Dio in cammino”, l’iniziativa della Parrocchia Santa Famiglia di Palmi che ha trasformato uno tra i suoi ampi quartieri in un tempio a cielo aperto, richiamando fedeli e curiosi attorno alla verità nuda del Vangelo.

L’aria pungente delle pendici del Sant’Elia non ha fermato il popolo della Santa Famiglia: circa 60 figuranti e un numeroso seguito di fedeli hanno sfidato il freddo per dare vita a una rappresentazione coordinata con cura dal parroco, don Giuseppe Sofrà, e dal vicario parrocchiale, don Fortunato Marsetti. Insieme, la comunità si è fatta pellegrina tra le case e le piazze, per riscoprire il senso profondo dell’Incarnazione proprio lì dove si svolge la vita di ogni giorno.

Non una recita, ma una provocazione

L’iniziativa ha rotto gli schemi della classica devozione natalizia. Attraverso sei stazioni evangeliche — dall’annuncio a Zaccaria fino al ritorno “per un’altra strada” dei Magi — la comunità è stata chiamata a confrontarsi con una Parola di Dio che bussa forte alla quotidianità. Le riflessioni proposte hanno puntato a scuotere le coscienze, spogliando il Natale da ogni sentimentalismo di facciata.

«Dio non è un ricordo lontano, ma una Presenza che arde e che attende il nostro “Sì” per trasformare questo quartiere», è stato il filo conduttore del percorso. Dalla denuncia della “fede burocratica” alla critica verso le nostre “locande interiori” troppo piene di impegni per ospitare il Mistero, il cammino ha interrogato profondamente chiunque si sia fermato lungo la strada ad ascoltare.

Il Natale come “incendio” interiore

Il momento culminante, vissuto con particolare intensità, ha smascherato le trame di Erode per poi approdare alla verità della mangiatoia. La narrazione itinerante ha ricordato a tutti che accogliere il Bambino significa, prima di tutto, fare spazio, svuotando le locande dei nostri cuori dal superfluo, dal rancore e dalle distrazioni mondane.

Il messaggio finale è risuonato come un mandato per l’intero quartiere: «Non portate a casa una statuina, portate a casa un incendio. Siate voi “l’altra strada”, lo scandalo della bontà in un mondo che ha scelto la rabbia».

Un segno per la parrocchia

L’evento della Santa Famiglia si conferma come uno dei momenti più densi. Un’esperienza che dimostra come la Parola possa uscire dalle navate per farsi “carne” tra i palazzi e le piazze, ricordando a tutti che l’Emmanuele cammina ancora oggi sulle strade di Palmi, anche lì dove il vento del Sant’Elia soffia più forte.

Benedetta Fraccalvieri