La Notte di Natale illumina di luce l’oscurità del mondo. Non è frutto della opera umana e nemmeno è merito delle tante luci che adornano le nostre strade. “Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce, una luce rifulse” (cfr. Is 9,1). Questa luce è dono di Dio, il Padre che manda il suo Figlio per riaccendere la speranza di una umanità smarrita e scoraggiata. Il Natale di Gesù diventa una nuova iniezione di vita che riempie di animo, di fiducia il nostro cuore. Il suo Natale ci aiuta a distogliere lo sguardo da tutto il male che ci fa male e dirigere i nostri occhi su quel Dio-Bambino che diventa uno squarcio del cuore del Padre che ama perdutamente questa nostra umanità. Ci domandiamo: in cosa consiste la bellezza del Natale? Dove sta la grandezza di questa scelta di Dio che si fa infinitamente piccolo, fragile, vulnerabile? Perché il Signore, venendo al mondo, ha rischiato così tanto, dall’inizio sino alla fine della sua vita? Lo ha fatto per amore, solo per amore! Il Natale è il tempo dello stupore, di chi si lascia sorprendere da ciò che Dio ha fatto per noi. Torniamo a meravigliarci di questo regalo immenso che ha cambiato per sempre la storia dell’umanità e che ha rivelato che Dio ha dei sentimenti e ci vuole bene, vuole veramente il nostro bene, e lo vuole fino in fondo, costi quel che costi. Nell’ultimo libro di Roberto Benigni si trovano queste affermazioni: “Gesù ha spaccato in due la storia, ha portato una legge nuova: la legge dell’Amore… Gesù lo fonda, l’amore, lo inventa! Perché Gesù ha fatto della sua vita un capolavoro d’amore, è riuscito ad amare come nessuno prima di lui, fino ad amare il nemico. Ecco: ama il tuo nemico, forse la frase più sconvolgente mai pronunciata sulla faccia della terra, forse la parola più forte, più alta di tutto il pensiero umano”. E tutto questo si coglie fin dall’inizio, da quando il Padre ci dona il suo figlio: “Un bambino è nato per noi” ha profetato Isaia. Per noi è diventato il segno più eclatante dell’amore divino per la nostra umanità. Non ci ha regalato delle cose ma ci ha donato il suo figlio, lo ha messo nelle nostre mani perché noi lo potessimo accogliere e da lui imparare l’arte del vivere da figli di Dio. Diceva san Paolo a Tito nella seconda lettura: “E’ apparsa la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini” (Tt 2,11). In cosa consiste questa grazia? Consiste sicuramente nella venuta di Dio nella storia ma anche nell’accogliere questo dono di amore che ci aiuta a riconoscerci ‘figli di Dio’, da Lui amati, nonostante i nostri difetti, ferite, fallimenti, paure, inquietudini. Il Signore appare sulla faccia della terra per rivelarci con più chiarezza l’amore del Padre, accende questa luce, che rischia di sbiadirsi di fronte alle nostre tante superficialità e distrazioni. Una luce che rischia di essere opacata o addirittura spenta, dentro di noi, dalle nostre cattiverie, dai nostri sentimenti negativi, dai nostri peccati. Il Natale torna per aiutarci a tenere accesa questa luce che ci permette di vedere, riconoscere, accogliere questo amore di Dio nella nostra vita. A proposito: non so se conoscete la storia del lupo di Betlemme. Ve la racconto in breve. C’era una volta un lupo. Viveva nei dintorni di Betlemme. I pastori lo temevano tantissimo perché era sempre più affamato. Una strana notte, piena di suoni e luci, mise in subbuglio i campi dei pastori. Era nato un bambino e tutti corsero a vederlo. Anche lui, incuriosito, li seguì.
Quando li vide entrare in una stalla si fermò nell’ombra e attese. I pastori portarono dei doni, salutarono l’uomo e la donna, e poi se ne andarono. L’uomo e la donna stanchi per la fatica e le incredibili sorprese della giornata si addormentarono. Furtivo come sempre scivolò nella stalla. Nessuno avvertì la sua presenza. Solo il bambino. Spalancò gli occhioni e guardò l’affilato muso che, passo dopo passo, si avvicinava sempre più. “Un vero bocconcino” pensò il lupo. Sfiorò il bambino e si preparò ad azzannare la tenera preda. In quel momento una mano del bambino lo sfiorò il in una affettuosa carezza. Per la prima volta nella vita qualcuno accarezzò il suo muso, e con una voce, che il lupo non aveva mai udito, il bambino disse: “Ti voglio bene, lupo”.
Allora accadde qualcosa di incredibile, nella buia stalla di Betlemme. La pelle del lupo si lacerò e cadde a terra. Sotto, apparve un uomo. Un uomo vero, in carne e ossa. L’uomo cadde in ginocchio e si mise a piangere. Da quel giorno andò per il mondo ad annunciare a tutti: “È nato il bambino divino che mi ha detto ‘ti voglio bene’ e mi ha cambiato la vita”.
Da sempre il Signore ci ama in modo gratuito di fronte alle nostre ingratitudini, in modo pieno nonostante le nostre povertà, in modo totale anche se non possiamo accampare nessun merito di fronte a Lui. E questo amore sorprendente ha il potere di cambiarci, di risanarci dentro, di farci nascere in modo nuovo, di liberarci delle maschere che ci nascondono o ci difendono. Il Signore ci ama così come siamo, assume fino in fondo la nostra umanità, fino a toccare la nostra miseria, per trasformarla, per farla diventare punto di partenza di una vita veramente nuova. Questa notte lasciamoci raggiungere da questa luce che ci trafigge il cuore e ci converte a sentimenti nuovi, a parole buone, a gesti concreti di amore. Tornare a dire anche noi ‘ti voglio bene’ e dirlo con il cuore, come fa Dio con noi.
Se si può riaccendere la speranza nella umanità di oggi penso sia possibile solo a partire dall’amore e per noi credenti dall’amore del Signore che ha toccato la nostra vita e l’ha riaccesa in un bene vero da donare a tutti. Non vi sembra che non ce ne sia un gran bisogno in giro? L’amore del Dio bambino è un amore disarmato e disarmante che vorremmo imparare nella sua semplicità, nella sua vera autenticità, nella sua concreta piccolezza. Troppe persone sono diventate analfabeti di amore e di bontà, capaci solo di pretesa ed arroganza, chiusi nell’indifferenza e nell’egoismo, spenti nella lamentela e nel pessimismo. Riorientiamo lo sguardo su quel bambino che è nato per noi. Non perdiamolo di vista. Seguire Lui è la nostra salvezza.
Auguri di un Santo Natale nell’amore di un Dio bambino che ha cambiato la storia e che potrebbe cambiare anche la nostra. Ogni bene a voi, alle vostre famiglie e a tutta la comunità.













