Siamo in periodo di regali. Non dimentichiamo che è entrata questa tradizione dal primo e fondamentale regalo che riceviamo a Natale: Gesù, il Figlio di Dio, il rivelatore dell’amore del Padre.
Andiamo con gradualità. Apriamo questo regalo di Dio che squarcia l’orizzonte dell’umanità e del mondo, anche di oggi. In cosa consiste il Natale? Quale novità ci porta? Perché l’abbiamo preparato con tanta attesa – con il Tempo di Avvento in cui si colloca in modo speciale la Novena – e ora lo celebriamo con tanta gioia e ridondanza nelle celebrazioni che ci accompagnano in questo Tempo liturgico (Solennità del Natale, Festa della Santa Famiglia, Solennità di Maria Madre di Dio e dell’Epifania)? Il Signore Gesù che viene e nasce in mezzo a noi lo sentiamo veramente un dono per la nostra vita? Se potessimo cancellare tutta questa storia, la nostra vita sarebbe la stessa? Cambierebbe qualcosa? Sentiamo che la nascita di Cristo sollecita tutti noi a porre la domanda: che ne ho fatto di questo dono di Dio che torna puntualmente a bussare alla porta della mia vita? Leggiamo, perplessi, nel vangelo: “Venne tra la sua gente, ma i suoi non lo hanno accolto” (Gv 1, 11). Si può ripetere l’atteggiamento di Betlemme: “non c’era posto per loro” (Lc 2,7). Cosa vuol dire accogliere questo dono? Come aprire questo regalo perché porti una novità di gioia nella mia vita? Gesù è veramente la buona notizia (il Vangelo) della storia umana perché ci racconta l’amore spassionato del Padre che manda il suo Figlio tra noi: “Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1,14). Ecco l’inaudita novità della storia che dovrebbe risuonare in tutti i mezzi di comunicazione del mondo: Dio ci ama, ce l’ha detto suo Figlio: è venuto tra noi perché potessimo convincerci che siamo suoi figli e siamo nel cuore di Dio, nonostante le apparenze. In questi giorni spero siamo riusciti a percepire questo grande amore del Signore verso ognuno di noi, in un momento di preghiera, in un attimo di silenzio, in un gesto di bontà, in una visita non fatta da tempo, in una scelta di carità. Per fare veramente Natale, quello vero, basta veramente poco, il Signore viene sempre nel dettaglio, il suo amore si percepisce nelle piccole cose, non nelle grandi magnificenze. Il Tempo del Natale – nella sua preparazione con l’Avvento, ma anche nella sua prosecuzione almeno fino alla Epifania, per non parlare del Battesimo di Gesù – è un tempo di rivelazione: il Signore si manifesta nella nostra vita per riorientarla al bene. Come diceva il testo del Prologo di Giovanni, che è stato proclamato, il Verbo che si fa carne è la vita, è la luce, è l’incarnazione dell’Amore di Dio, cioè un amore che si fa concreto, si fa visibile, si fa tangibile, si fa umano, si fa esempio, si fa stimolo perché pure noi impariamo questa stessa strada di amore, che è strada di salvezza per l’umanità, cioè la strada giusta, quella che permette un futuro a questa umanità. Vale la pena prendere sul serio ciò che ha fatto Dio per noi perché questo mistero divino di amore che si è rivelato in Gesù è il cammino da seguire, da imitare. Leggevo in questi giorni uno stralcio dell’ultimo libro di Roberto Benigni: “Gesù ha spaccato in due la storia, ha portato una legge nuova: la legge dell’Amore… Gesù lo fonda, l’amore, lo inventa! Perché Gesù ha fatto della sua vita un capolavoro d’amore, è riuscito ad amare come nessuno prima di lui, fino ad amare il nemico. Ecco: ama il tuo nemico, forse la frase più sconvolgente mai pronunciata sulla faccia della terra, forse la parola più forte, più alta di tutto il pensiero umano”. Il Natale torna puntualmente per indicarci la via dell’amore divino che si fa umano, per ricordarci questa preziosa verità, per farla diventare ‘carne’, concretezza nella nostra vita. Accogliere il suo dono di amore, di misericordia, di benevolenza, di perdono, di riconciliazione, di pace, ci rigenera a vita nuova, in una rinnovata capacità di voler bene, di voler il bene dell’altro, superando atteggiamenti umani di superficialità e indifferenza, di egoismo o di superiorità, di antagonismo o di rivalsa. Il Natale è veramente un fascio di luce che apre il cielo e rivela qualcosa di inaudito che l’uomo di sempre stenta a credere: come dice la lettera agli Ebrei, “ultimamente, in questi giorni, Dio ha parlato a noi per mezzo del Figlio” (Eb 1,1) e lo ha fatto non semplicemente con parole, ma con gesti, con atteggiamenti, soprattutto con la scelta determinata di venire al mondo, di venire tra noi.
Da sempre il Padre ci ama, questo è venuto a dirci Gesù, il Verbo incarnato, ci ama in modo gratuito anche di fronte alle nostre ingratitudini, ci ama in modo totale nonostante le nostre povertà e le mancanze di meriti. E questo amore preveniente e sorprendente ha il potere di cambiarci, di risanarci dentro, di farci vedere cose nuove, rivelarci nuovi volti, di prendere nuove decisioni. Il Signore ci ama così come siamo, assumendo fino in fondo la nostra umanità, per trasformarla, per farla diventare punto di partenza di una vita veramente nuova. In questo Natale, lasciamoci raggiungere da questo amore che ci trafigge il cuore e ci converte a sentimenti nuovi, a parole buone, a gesti concreti di amore, a fare scelte di pace, a favorire momenti di ascolto, a costruire spazi di incontro. Torniamo a dire anche noi ‘ti voglio bene’ e dirlo con il cuore, come fa Dio con noi.
Alla conclusione di questo anno Santo, anno Giubilare, stavo pensando come tenere accesa la speranza nella umanità di oggi. Penso che sia possibile solo a partire dall’amore e, per noi credenti, dall’amore del Signore che ha toccato la nostra vita e l’ha riaccesa in un bene vero da donare a tutti. Non vi sembra che non ce ne sia un gran bisogno in giro? L’amore del Verbo fatto carne, che rivela il cuore del Padre, è un amore disarmato e disarmante, profondamente umano, non straordinario o eclatante, ma semplice, vero, concreto, quotidiano. Vorremmo impararlo anche noi. Troppe persone sono diventate analfabeti di amore e di bontà, atrofizzati nel cuore e vecchi nello spirito. Torniamo ad imitare Dio, seguire la sua scelta d’amore è la salvezza nostra e dell’umanità. Probabilmente è il regalo più grande che possiamo dare oltre che ricevere.
Auguri di un Santo Natale nell’amore di un Dio che si è fatto uomo, che ha cambiato la storia e che potrebbe cambiare anche la nostra.
Ogni bene a voi, alle vostre famiglie e a tutta la comunità.













