Palmi si è stretta oggi, in silenzio e preghiera, attorno al vescovo Attilio Nostro e alla sua famiglia per l’ultimo saluto alla madre, Maria Bovi, che si è spenta a Roma il 9 gennaio.
Nel silenzio carico di commozione che ha avvolto la chiesa parrocchiale della Sacra Famiglia, le parole del vescovo Attilio Nostro sono diventate carezza e testimonianza, trasformando il dolore di un figlio in un messaggio di fede e speranza rivolto a tutti.
Un’omelia profondamente umana, nella quale il pastore si è interrogato sul senso della perdita e sul rischio, davanti alla morte, di sentirsi orfani.
Richiamando il Vangelo e la figura di Giovanni Battista, monsignor Nostro ha ricordato che la grandezza dei figli di Dio non sta nell’assenza della sofferenza, ma nella certezza di non essere mai soli. «Non siamo orfani», ha ripetuto più volte, interrogando se stesso e l’assemblea e affidando alla Chiesa il compito di ricordare che anche nel lutto resta viva una storia d’amore che attraversa il tempo, fatta di passione, ferite e gioia indicibile.
Un passaggio particolarmente toccante è stato quello in cui il vescovo ha parlato del mistero che ogni vita porta con sé, anche quella di una madre: un mistero che solo Dio può comprendere fino in fondo, ma che affida ai figli domande e responsabilità. La sofferenza, ha spiegato, non è mai fine a se stessa, ma può diventare vocazione, chiamata ad andare oltre, a non restare prigionieri del dolore.
Poi il ricordo personale. Con semplicità e affetto, monsignor Nostro ha restituito il volto di una madre capace di fiducia assoluta, capace di benedire il cammino del figlio anche quando questo significava lasciarlo andare. Un sorriso «impossibile da fermare», contagioso, capace di illuminare anche i momenti più drammatici della vita degli altri. «Mamma ci ha insegnato a sorridere soprattutto quando nessuno sorride a te», ha detto, lasciando trasparire l’eredità più preziosa ricevuta.
Nel ringraziare entrambi i genitori, il vescovo ha parlato di un «progetto folle ma bellissimo», quello della loro famiglia, fatto di povertà scelta, fiducia e amore concreto. Un progetto che oggi, nel giorno dell’ultimo saluto, trova compimento nell’abbraccio di sua madre con il padre, con il loro figlio Francesco (la cui morte è stata una strada alla conversione del vescovo Attilio) e, soprattutto, con Dio.
Ufficio Comunicazioni Sociali

Palmi in preghiera accanto al vescovo Attilio Nostro per l’ultimo saluto alla madre Maria
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