Quaresima 2026

IL MESSAGGIO DEL VESCOVO ALBERTI

Tradizionalmente la Quaresima è un tempo ‘ad alta intensità’, ricco di iniziative che predispongono spiritualmente a vivere e a celebrare il cuore della fede cristiana nella Pasqua di Gesù morto e risorto.

Dopo l’esperienza positiva del tempo di Avvento, nel quale vari uffici della Diocesi hanno offerto alle Parrocchie e ai vari gruppi formativi proposte di riflessione, di preghiera e di attività, eccoci di nuovo alle soglie della Quaresima per condividere un percorso di fede e di carità in sintonia con la scelta pastorale iniziatica che abbiamo lanciato nell’Assemblea di settembre.

La Quaresima è comunemente intesa come un tempo penitenziale, ma la sua radice storica e teologico-spirituale-liturgica originaria ci fa riscoprire un significato profondamente catecumenale. Nei primi secoli cristiani i 40 giorni che precedevano la Pasqua erano un vero e proprio cammino in preparazione al Battesimo, un periodo di preparazione alla recezione dei Sacramenti della Iniziazione cristiana che avveniva nella Veglia Pasquale del Sabato Santo.

In questo anno liturgico (Anno A) troviamo i segni più evidenti di questo cammino antico che ha nei Vangeli domenicali le tracce delle tappe di avvicinamento al dono battesimale inteso come ‘pasqua personale’, immersione sacramentale nella vita nuova del Cristo morto e risorto. Il vangelo delle tentazioni (1^ domenica), la salita al monte Tabor (2^ domenica), l’esperienza della donna Samaritana (3^ domenica), del cieco nato (4^ domenica), dell’amico Lazzaro (5^ domenica), sono tutti passaggi iniziatici che anche noi possiamo ripercorrere per rafforzare la nostra fede cristiana che trova nell’evento pasquale il suo fondamento e nella vita battesimale la scelta da rinnovare costantemente.

Il gesto presente all’interno del Rito del Battesimo di vestire l’abito nuovo del neofito diventi per noi un punto di riferimento per il nostro cammino. Sia espressione di una novità di vita di fede e di carità che guidi i nostri passi verso la Pasqua di quest’anno.

Auspico che questo sussidio possa essere di utilità concreta per le nostre comunità, per i gruppi, per le famiglie, aiutandoci a vivere la Quaresima non tanto come un tempo pieno di iniziative ma come un percorso di Chiesa che ci fa crescere insieme, in un atteggiamento di sequela del Signore. L’obiettivo è semplicemente riscoprire il nostro Battesimo, la nostra pasqua, per vivere un po’ più da cristiani, da veri suoi discepoli.

+ Giuseppe
Vescovo di Oppido Mamertina-Palmi


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I^ DOMENICA DI QUARESIMA – 22 febbraio 2026
Grembo della Fedeltà
«Ma egli rispose: “Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”». (Mt 4, 4)

Introduzione (All’inizio della S. Messa)

Segno l’olio dei Catecumeni

Nel Battesimo l’olio dei catecumeni è l’olio dell’atleta di Cristo. S. Ambrogio dice: “Arrivato al fonte, tu sei stato unto … come un atleta di Cristo, come se tu stessi per dedicarti a un combattimento in questo mondo”. Il battezzando viene unto con l’olio dei catecumeni. Quest’olio applicato sul petto è come uno scudo che respinge il male e difende la fede. È la forza di Cristo, così anche noi possiamo rispondere al male come fa Gesù nel deserto. Possiamo rinunciare al male solo se facciamo entrare in noi la forza di Cristo Signore, Lui ci sveglierà e ci farà comprendere misteriosamente quando la tentazione sarà all’opera.

Preghiera Universale

Celebrante: Fratelli e sorelle, in virtù del Battesimo che abbiamo ricevuto, rivolgiamo al Padre la nostra preghiera per il bene di tutti: il Padre riconoscerà in noi la voce del Figlio e accoglierà la nostra supplica.

Diacono o lettore: Preghiamo insieme e diciamo: ascoltaci Signore.

Diacono o lettore: Preghiamo perché tutti i battezzati possano condividere la vittoria di Cristo sulla tentazione.

Diacono o lettore: Preghiamo perché i pastori della Chiesa aiutino i fratelli ad obbedire alla Parola che salva.

Diacono o lettore: Preghiamo perché i catecumeni si dedichino alla preghiera e alla meditazione della Parola.

Diacono o lettore: Preghiamo perché le nostre famiglie riscoprano la dimensione domestica della fede.

Diacono o lettore: Preghiamo perché noi, qui riuniti attraverso la Parola e l’Eucaristia, attingiamo da Cristo la forza per vincere le seduzioni del mondo e dei suoi idoli. 

Il Presidente: Colma delle tue benedizioni, Signore, questo popolo in cammino verso la Pasqua; tu che provvedi ai tuoi figli il pane quotidiano, fa’ che non si stanchino mai di cercare il Pane vivo disceso dal cielo, Gesù Cristo, tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

R. Amen.

La Quaresima può essere vista come un percorso di crescita spirituale, un itinerario che aiuta a generare un senso di rinascita e rinnovamento interiore. In questo periodo di quaranta giorni, le persone possono riflettere sulle loro azioni e sui loro pensieri, cercando di migliorare se stesse e di avvicinarsi a Dio.

La Quaresima come itinerario generativo è un’opportunità per lasciare andare le cose che non sono più necessarie e per creare spazio per nuove esperienze e nuove relazioni. È un tempo per pregare, per meditare, in modo da poter affrontare le sfide della vita con più forza e più coraggio.

In questo percorso, la preghiera e la meditazione possono aiutare a generare un senso di pace e di serenità, permettendo di lasciare andare le preoccupazioni e le paure. La Quaresima può essere anche un’opportunità per generare un senso di comunità, condividendo esperienze e momenti di preghiera con gli altri, e cercando di aiutare chi è nel bisogno.

La Quaresima come itinerario generativo è un’opportunità per crescere spiritualmente, per generare un vero e autentico rinnovamento interiore..

Introduzione

La Quaresima non è una Parentesi

La Quaresima spesso è vista come un’interruzione del nostro programma annuale di catechesi, un periodo in cui dobbiamo inserire temi di penitenza. Tuttavia, la teologia liturgica ci ricorda che la Quaresima è in realtà il momento originario della catechesi. Storicamente, la Quaresima non era un tempo per i cristiani già battezzati, ma piuttosto l’ultima e intensa preparazione per i catecumeni che si apprestavano a ricevere il Battesimo. Per i nostri ragazzi, che sono già stati battezzati ma sono ancora in cammino verso la completa iniziazione cristiana, che include l’Eucaristia e la Cresima, la Quaresima deve essere il tempo in cui il Battesimo ricevuto “da piccoli” diventa una scelta consapevole e vissuta.

1. Il Fondamento Biblico:

Un’Antropologia del Cammino

Per parlare ai ragazzi, dobbiamo attingere alle grandi immagini bibliche che strutturano i quaranta giorni

Il Deserto come Luogo della Parola:

Nell’ Antico Testamento, il deserto è il luogo del midbar, un termine che ricorda la Dabar, che significa Parola.

Per i ragazzi di oggi, che sono completamente immersi nel rumore digitale, la Quaresima è un’opportunità per riscoprire il valore del deserto interiore.

Il deserto non è un luogo di vuoto, ma piuttosto un luogo di ascolto.

Come il popolo d’Israele è stato educato alla libertà attraverso la prova della fame e della sete, così l’IC deve educare i ragazzi di oggi a trovare la libertà interiore attraverso il silenzio e la riflessione.

In questo modo, il deserto interiore può diventare un luogo di crescita e di maturazione, dove i ragazzi possono riscoprire il valore della Parola e ascoltare la voce del loro cuore. i ragazzi a distinguere i bisogni indotti (i “vizi”) dai desideri profondi (la ricerca di Dio).

La Lotta di Cristo e la Vittoria sulla Tentazione: Il Vangelo della prima domenica di Quaresima ci presenta Gesù che ricapitola la storia dell’umanità. Egli vince dove Adamo e Israele avevano fallito. Le tentazioni di Gesù non sono eventi del passato, ma dinamiche attuali per un adolescente: la tentazione del possesso (il pane), del potere (i regni) et della manipolazione di Dio (il tempio). Il catechista ha la composizione che mostra la Scrittura e l’arma armata con cui Cristo abita le nostre fragilità.

2. La Sapienza dei Padri: la catechesi come una sorta di terapia per le persone. Questo concetto si riferisce all’idea che la catechesi possa essere utilizzata come uno strumento per aiutare le persone a comprendere meglio la loro fede e a superare le difficoltà spirituali. La sapienza dei padri della Chiesa viene qui chiamata in causa per sottolineare l’importanza della tradizione e della guida spirituale nella vita delle persone. La catechesi come terapia si concentra sull’aiutare le persone a crescere nella loro fede e a trovare pace e consolazione attraverso l’insegnamento e la guida della Chiesa.

I Padri della Chiesa vedevano nel catechista non un docente, ma un mistagogo e un medico dell’anima.

* Sant’Ambrogio e il significato dell’acqua: nelle sue opere sulla crescita spirituale, Sant’Ambrogio mette in evidenza che il periodo di Quaresima serve a prepararsi per il battesimo. Lui spiega ai giovani che proprio come un pezzo di ferro arrugginito viene ripulito dalle fiamme, allo stesso modo l’anima viene resa più pura attraverso la preghiera e l’astensione da alcuni piaceri. Per i ragazzi, questo periodo significa prendersi cura del proprio cuore, renderlo più puro e pronto per il battesimo.

• San Cirillo di Gerusalemme e l’Esorcismo della Paura: Nelle Catechesi Mistagogiche, Cirillo invita a non temere le proprie ombre. La catechesi quaresimale è un atto di fiducia: Dio ci prende per mano per portarci fuori dalle tenebre.

• Sant’Agostino e la “Nostalgia della Patria”: Agostino insegna che siamo tutti pellegrini. La Quaresima è il tempo in cui si allena il desiderio. “Tutta la vita del buon cristiano è un santo desiderio”, e la Quaresima ne è l’allenamento intensivo.

3. Il RICA: Il Modello dell’Iniziazione oggi

Nello schema del RICA, il periodo della Quaresima assume un significato particolare e viene definito come il “Tempo della Purificazione e dell’Illuminazione”.

Gli Scrutini: Specchi di Luce

Nelle domeniche III, IV e V specialmente in questo anno A, la liturgia offre tre icone evangeliche che sono le colonne dell’IC:

1. La Samaritana: L’incontro con i nostri desideri incompiuti. Gesù si fa mendicante della nostra sete per donarci l’acqua che zampilla per la vita eterna.

2. Il Cieco Nato: Questa storia parla del passaggio da un momento di oscurità, in cui regna il pregiudizio, a un momento di luce, in cui regna la fede. È come una guarigione dello sguardo, il modo in cui guardiamo gli altri. Non li vediamo più come rivali, ma come fratelli, come persone con cui condividere il nostro cammino.

3. Lazzaro: La vittoria sulla morte interiore. Cristo grida “Vieni fuori!” a ogni ragazzo che si sente intrappolato nella pigrezza, nel senso di colpa o nello scoraggiamento.

Le Traditiones: La Consegna dei Tesori

La Quaresima è il tempo delle “consegne”. La Chiesa non “spiega” il Credo e il Padre Nostro, ma li “affida”.

• Il Credo: È la bussola per non perdersi nel mare delle opinioni.

• Il Padre Nostro: ci insegna a vivere nel mondo come figli amati, invece di sentirci soli e abbandonati come orfani.

Per i catechisti, questo significa che il momento della consegna deve essere solenne, un rito che segni la memoria del cuore del ragazzo.

4. Orientamenti Pedagogici per la Prassi Diocesana

Come tradurre tutto questo nella realtà delle nostre parrocchie?

• Dalla Nozione all’Esperienza: Non ci limitiamo a parlare del digiuno, cerchiamo di viverlo come un atto di solidarietà. Possiamo proporre ai ragazzi più piccoli di fare dei “digiuni digitali” (Vedi sussidio di quaresima: Comunicazioni Sociali)  o di astenersi dal dire “parole ostili” per raccogliere fondi da destinare per i bisognosi. In questo modo, il digiuno diventa un’esperienza concreta e significativa, che aiuta a crescere non solo noi stessi, ma anche la comunità intorno a noi. (Vedi proposta sussidio quaresima: Caritas).

• La Preghiera come Respiro: Aiutiamo i ragazzi a scoprire la preghiera del cuore, che è quella che viene dal profondo del loro essere, e anche l’adorazione eucaristica silenziosa, che è un modo per stare in compagnia di Dio in silenzio. La Quaresima è il momento perfetto per cambiare il nostro modo di pregare, passando dalle formule che ripetiamo a memoria alla preghiera come relazione vera e propria con Dio, che è una conversazione del cuore.

* Il Catechista come Testimone: i ragazzi non cercano adulti che sanno tutto sulla teologia, ma persone che mettono in pratica ciò che dicono. La cosa più importante che possiamo fare è vivere noi stessi la nostra fede. Se non mostriamo la gioia di aver ricevuto il perdono e la difficoltà del nostro cammino spirituale, le nostre parole non saranno credibili. I ragazzi hanno bisogno di vedere la nostra conversione personale, di vedere come la fede influenza la nostra vita quotidiana. Solo allora le nostre parole avranno un peso reale e saranno in grado di ispirarli. La nostra vita è il primo esempio di catechesi che offriamo, quindi dobbiamo essere coerenti e vivere la nostra fede con autenticità.

Conclusione: Il Traguardo è la Luce

L’Iniziazione Cristiana non termina con la celebrazione di un sacramento, ma con l’inserimento pieno nel Mistero Pasquale. Tutto il cammino quaresimale che percorriamo con i ragazzi deve essere orientato alla Veglia Pasquale, la “madre di tutte le veglie”. È lì che il cammino di IC trova il suo senso: nel passaggio dalle tenebre alla luce, dalla morte alla vita, dal deserto alla festa.

Sac. Giuseppe Sofrà
Direttore UCD


VIA CRUCIS Bambini e genitori dell’Iniziazione Cristiana

(7/10 anni) “Sulle orme di Gesù: un cammino di Amicizia”

INIZIAMO INSIEME

Guida: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Signore Gesù, oggi camminiamo con Te. Ogni stazione è una lezione d’amore. Insegnaci che la fede non è un libro da studiare, ma una vita da vivere insieme.

Insieme: Signore Gesù, apri i nostri occhi e il nostro cuore. Insegnaci a camminare sulla Tua strada, a non avere paura della fatica e a scoprire che l’Amore è la forza più grande del mondo. Amen.

1ª TAPPA: IL “SÌ” DI GESÙ A PRENDERE LA CROCE PER MOSTRARCI IL SUO AMORE

Vangelo: “Gesù disse: ‘Se qualcuno vuole venire dietro a me, prenda la sua croce e mi segua’.” (Mt 16,24)

Commento: Gesù non ha preso la croce perché era obbligato, ma per dirci: “Ti voglio bene così tanto che cammino con te anche nelle fatiche”. Dire di “Sì” a Gesù significa fidarsi di questo Amore immenso.

  • Gesto: ✍️ Il genitore traccia una croce sulla fronte del figlio.
  • 👣 Impegno: Questa settimana chiediti: “Cosa farebbe Gesù al mio posto?”.
  • 🎶 Canto: Io ho un amico che mi ama, mi ama, mi ama. Io ho un amico che mi ama, il suo nome è Gesù!

2ª TAPPA: GESÙ CADE E SI RIALZA

Vangelo: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.” (Mt 11,28)

Commento: Tutti cadiamo: un capriccio, una bugia, un momento di rabbia. Gesù cade ma si rialza subito per continuare a camminare. La fede ci insegna che Dio non ci sgrida quando sbagliamo, ma ci tende la mano per aiutarci a ripartire.

  • Gesto: 🤝 Ci si prende per mano e ci si alza tutti insieme da una posizione inginocchiata.
  • 👣 Impegno: Chiedi “Scusa” in famiglia se hai risposto male o hai tenuto il muso. Ricominciare insieme pulisce il cuore.
  • 🎶 Canto: Io ho un amico che mi ama, mi ama, mi ama. Io ho un amico che mi ama, il suo nome è Gesù!

3ª TAPPA: UN AMICO PER GESÙ

Vangelo: “Fermarono un Simone di Cirene e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù.” (Lc 23,26)

Commento: Gesù ha accettato l’aiuto di un amico. In famiglia siamo “Cirenei” gli uni degli altri: quando aiutiamo mamma, papà o un compagno, stiamo aiutando Gesù a portare la sua croce.

  • Gesto: 🤗 I genitori mettono le mani sulle spalle dei figli in segno di sostegno.
  • 👣 Impegno: Aiuta qualcuno (un amico o un fratello) in un compito faticoso senza che ti venga chiesto.
  • 🎶 Canto: Io ho un amico che mi ama, mi ama, mi ama. Io ho un amico che mi ama, il suo nome è Gesù!

4ª TAPPA: GESÙ CI DONA TUTTO IL SUO AMORE NEL DONO DELLA SUA VITA

Vangelo: “Gesù disse: ‘Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito’. Detto questo, spirò.” (Lc 23,46)

Commento: Gesù sulla croce ha le braccia spalancate per abbracciare tutto il mondo. Non ha tenuto nulla per sé, ci ha donato tutto perché siamo preziosi ai suoi occhi. La fede è saper stare in silenzio e dire “Grazie” per il regalo della sua vita.

  • Gesto: 🤫 30 secondi di silenzio profondo guardando il Crocifisso.
  • 👣 Impegno: Ogni sera, prima di dormire, guarda il crocifisso in camera tua e di’ a Gesù: “Grazie perché mi hai donato la tua vita”.
  • 🎶 Canto: Io ho un amico che mi ama, mi ama, mi ama. Io ho un amico che mi ama, il suo nome è Gesù!

5ª TAPPA: GESÙ È RISORTO È VIVO!

Vangelo: “L’angelo disse: ‘Non abbiate paura! Gesù è risorto, non è qui’.” (Mc 16,6)

Commento: La morte non ha vinto! La croce non è la fine, ma l’inizio di una vita nuova. Gesù è risorto, ha sconfitto il buio ed è qui, cammina accanto a noi ogni giorno. La fede è la gioia di sapere che con Lui non siamo mai soli.

  • Gesto: 🫂 Un grande abbraccio di famiglia tra genitori e figli.
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  • 👣 Impegno: Porta la gioia a qualcuno: telefona a un nonno o regala un sorriso a chi è triste. Racconta con il tuo sorriso che Gesù è vivo!
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  • 🎶 Canto: Io ho un amico che mi ama, mi ama, mi ama. Io ho un amico che mi ama, il suo nome è Gesù!

PREGHIERA FINALE

Insieme: Gesù, resta sempre nella nostra casa. Aiutaci a fidarci di Te come del nostro migliore amico. Insegnaci ad amarci come Tu ci hai amati. Amen.

CANTO CONCLUSIVO

Resta qui con noi, il sole scende già, resta qui con noi, Signore, è sera. Resta qui con noi, il sole scende già, se Tu sei fra noi, la notte non verrà.


(11/13 anni) Via Crucis:”Iniziati al Mistero Pasquale”

Introduzione Generale

Sacerdote: Cari ragazzi e genitori, “iniziare” al Mistero Pasquale non significa studiare un libro, ma entrare in una storia d’amore. Oggi camminiamo con Gesù per imparare che ogni dono di sé è un seme di vita nuova. Ogni personaggio ci interroga, ma è Gesù il vero protagonista che ci apre la strada.

1ª Stazione: Pilato e la paura di scegliere

  • Sacerdote: Pilato è l’uomo del compromesso. Rappresenta la nostra tentazione di non esporci per fede per paura del giudizio degli altri.
  • Vangelo (Mc 15, 15): “Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.”
  • Commento: Essere iniziati al Mistero significa capire che la verità non dipende dal consenso. Pilato ha paura di perdere il favore del popolo. Quante volte noi, per non sentirci diversi, ridiamo a una battuta cattiva o stiamo in silenzio davanti a un’ingiustizia? Ragazzi, Gesù vi insegna che la vera libertà è avere il coraggio di stare dalla parte del bene, anche quando si rimane soli. Genitori, insegnate ai figli che il valore di una persona non si misura dai “like”, ma dalla coerenza del cuore.
  • Gesto: Versare acqua in un catino e asciugarsi le mani con decisione.
  • Canto:

Dall’orizzonte una grande luce viaggia nella storia, e lungo gli anni ha vinto il buio facendosi memoria, e rischiara la nostra strada se non scordiamo che l’umanità da Lui rigenerata rimane Figlia Sua. Siamo qui, sotto la stessa luce, sotto la sua croce, cantando ad una voce: è l’Emmanuel, l’Emmanuel, l’Emmanuel, è l’Emmanuel, l’Emmanuel.

2ª Stazione: Gesù riceve la Croce

  • Sacerdote: Gesù accetta il legno della croce. Non è un peso subito, ma un peso scelto per amore.
  • Vangelo (Gv 19, 17): “Egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, che in ebraico si dice Gòlgota.”
  • Commento: Spesso vediamo i nostri impegni come pesi insopportabili. Iniziare al mistero significa trasformare il “devo” in “voglio”. Gesù non trascina la croce con rabbia, ma la abbraccia perché sa che quel legno diventerà un ponte verso il Cielo. Ragazzi, quando lo studio o gli allenamenti pesano, ricordate che ogni sforzo fatto bene è un pezzetto di croce che vi fa crescere. Genitori, aiutate i figli a non scappare dalle responsabilità, ma a portarle con dignità e speranza.
  • Gesto: I ragazzi toccano a turno una croce di legno massiccio.
  • Canto:

Dalla città di chi ha versato il sangue per amore, ed ha cambiato il vecchio mondo vogliamo ripartire. Seguendo la Parola viva che ci conduce a Te, la nostra vita la trasformerà e vera libertà ci darà. Siamo qui, sotto la stessa luce, sotto la sua croce, cantando ad una voce: è l’Emmanuel, l’Emmanuel, l’Emmanuel, è l’Emmanuel, l’Emmanuel.

3ª Stazione: La Terra che accoglie la debolezza (I Caduta)

  • Sacerdote: Gesù cade sulla polvere. Ci insegna che Dio abita anche i nostri fallimenti quotidiani.
  • Vangelo (Is 53, 4): “Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori.”
  • Commento: La prima caduta è lo scontro con i propri limiti. Per un ragazzo, può essere una delusione a scuola che fa sentire “falliti”. Per un genitore, può essere la paura di sbagliare con i figli. Gesù che cade ci dice che Dio non cerca dei supereroi, ma dei figli che sanno rialzarsi. Il Mistero Pasquale ci insegna che sbagliare non è un vicolo cieco, ma un momento per riscoprire che la mano di Dio è sempre tesa verso di noi.
  • Gesto: Toccare la terra con la mano.
  • Canto:

Un grande dono che Dio ci ha fatto è Cristo il Figlio Suo, e l’umanità rinnovata in Lui è unita a Dio per sempre. È tempo di speranza per chi ha sete di verità, e per chi nel cuore ha la fede ed ha la carità. Siamo qui, sotto la stessa luce, sotto la sua croce, cantando ad una voce: è l’Emmanuel, l’Emmanuel, l’Emmanuel, è l’Emmanuel, l’Emmanuel.

4ª Stazione: Maria, la forza della presenza

  • Sacerdote: Maria sotto la croce rappresenta la famiglia che non scappa, ma offre uno sguardo che sostiene.
  • Vangelo (Lc 2, 51): “Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.”
  • Commento: Maria è il modello dell’amore che non giudica. Spesso i genitori vorrebbero risolvere ogni problema dei figli, “togliere la croce”. Ma educare significa a volte “stare”, offrendo una presenza silenziosa ma fortissima. Ragazzi, i vostri genitori, anche quando non hanno tutte le risposte, sono lì per voi. Iniziare al Mistero è capire che l’amore vero non scappa quando arriva il buio, ma accende una piccola luce con la sua sola fedeltà.
  • Gesto: Abbraccio silenzioso tra genitori e figli.
  • Canto:

Noi siamo qui sotto la stessa luce, sotto la sua croce, cantando ad una voce. È l’Emmanuel! Siamo qui, sotto la stessa luce, sotto la sua croce, cantando ad una voce: è l’Emmanuel, l’Emmanuel, l’Emmanuel, è l’Emmanuel, l’Emmanuel.

5ª Stazione: Simone di Cirene e la solidarietà

  • Sacerdote: Il Cireneo è lo straniero che diventa fratello. Ci insegna che servire gli altri trasforma la nostra vita.
  • Vangelo (Lc 23, 26): “Fermarono un certo Simone di Cirene… e gli misero addosso la croce.”
  • Commento: Simone non voleva aiutare Gesù, tornava stanco dai campi. Eppure, quel peso condiviso cambia la sua storia. Quante volte il servizio ci sembra un disturbo? Ma il Mistero Pasquale ci rivela un segreto: è proprio quando portiamo il peso di un altro che il nostro diventa più leggero. La felicità non sta nell’evitare le fatiche, ma nello scoprire che siamo stati creati per prenderci cura gli uni degli altri.
  • Gesto: Un genitore e un ragazzo sollevano insieme una croce.
  • Canto:

Donato per amore, a tutti si è offerto Pane di vita nuova, che ci nutre e che sempre ci darà la forza per camminar. Siamo qui, sotto la stessa luce, sotto la sua croce, cantando ad una voce: è l’Emmanuel, l’Emmanuel, l’Emmanuel, è l’Emmanuel, l’Emmanuel.

6ª Stazione: La Veronica e il coraggio della tenerezza

  • Sacerdote: La Veronica ci mostra che un piccolo gesto di carità può ridare speranza a un volto sfigurato.
  • Vangelo (Sal 27, 8): “Il mio cuore ripete: ‘Cercate il suo volto’. Il tuo volto, Signore, io cerco.”
  • Commento: La Veronica agisce mentre tutti gli altri urlano. Lei non può fermare la crocifissione, ma pulisce un volto sporco. Questo è il potere dei piccoli gesti. Iniziare al Mistero Pasquale significa accorgersi dei segnali di sofferenza invisibili: il compagno solo, l’amico triste. Un sorriso o un messaggio sono il “panno” che oggi può asciugare il volto di Cristo sofferente.
  • Gesto: Mostrare un panno bianco.
  • Canto:

Dalla città dove l’amore è diventato vita, per noi e per il mondo intero è l’inizio della festa. Siamo qui, sotto la stessa luce, sotto la sua croce, cantando ad una voce: è l’Emmanuel, l’Emmanuel, l’Emmanuel, è l’Emmanuel, l’Emmanuel.

7ª Stazione: Gesù cade ancora (II Caduta)

  • Sacerdote: Gesù cade di nuovo. Rappresenta la perseveranza quando le vecchie cattive abitudini ritornano.
  • Vangelo (Sal 37, 24): “Se egli cade, non rimane a terra, perché il Signore lo tiene per mano.”
  • Commento: La seconda caduta fa più male perché arriva quando pensavi di avercela fatta. È la delusione di ricadere nello stesso errore o bugia. Qui la tentazione è dire: “Non cambierò mai”. Ma Gesù, rialzandosi, ci dice che la santità non consiste nel non cadere mai, ma nel non stancarsi mai di ricominciare. Dio ha più pazienza dei nostri errori.
  • Gesto: Accendere una lampada a terra
  • Canto:

Con questo Pane la vita è in noi, con lo Spirito di Dio, noi saremo i testimoni del Suo amore nel mondo. Siamo qui, sotto la stessa luce, sotto la sua croce, cantando ad una voce: è l’Emmanuel, l’Emmanuel, l’Emmanuel, è l’Emmanuel, l’Emmanuel.

8ª Stazione: Le donne di Gerusalemme e il pentimento

  • Sacerdote: Gesù invita a non piangere per abitudine, ma a cambiare concretamente il proprio cuore.
  • Vangelo (Lc 23, 28): “Non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli’.”
  • Commento: Gesù sposta l’attenzione dall’emozione facile alla responsabilità. Non servono lacrime “finte”. Il Mistero Pasquale ci chiede: come tratti i tuoi fratelli? Convertirsi significa smettere di guardare lo spettacolo del dolore altrui e iniziare a fare qualcosa perché quel dolore diminuisca.
  • Gesto: Momento di silenzio profondo.
  • Canto:

È l’Emmanuel, l’Emmanuel, l’Emmanuel, è l’Emmanuel, l’Emmanuel. Siamo qui, sotto la stessa luce, sotto la sua croce, cantando ad una voce: è l’Emmanuel, l’Emmanuel, l’Emmanuel, è l’Emmanuel, l’Emmanuel.

9ª Stazione: La terza caduta e l’abbandono fiducioso

  • Sacerdote: Gesù tocca il fondo. Rappresenta i momenti di buio assoluto in cui sembra che non ci sia più nulla da fare.
  • Vangelo (2 Cor 12, 9): “Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta nella debolezza.”
  • Commento: La terza caduta è lo schianto finale. Gesù è svuotato. Ci sono momenti – un lutto, una crisi familiare – in cui ci sentiamo esattamente così: a terra. Iniziare al Mistero Pasquale significa imparare che proprio nel momento della massima povertà, Dio agisce. La fine delle nostre forze è il terreno preferito di Dio.
  • Gesto: Tutti fanno un inchino profondo fino a toccare terra.
  • Canto:

Dall’orizzonte una grande luce viaggia nella storia, e lungo gli anni ha vinto il buio facendosi memoria. Siamo qui, sotto la stessa luce, sotto la sua croce, cantando ad una voce: è l’Emmanuel, l’Emmanuel, l’Emmanuel, è l’Emmanuel, l’Emmanuel.

10ª Stazione: Gesù muore per noi

  • Sacerdote: Questo è il momento del dono supremo. Sulla croce Gesù non perde la vita, la consegna per ognuno di noi.
  • Vangelo (Gv 15, 13): “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.”
  • Commento: Gesù muore non per un errore del destino, ma per amore nostro. Iniziare al Mistero significa capire che la nostra vita è costata il sangue di Dio. Non siamo soli, non siamo scarti: siamo amati fino a questo punto. Ragazzi, quando vi sentite inutili, guardate il Crocifisso: lì c’è scritto quanto valete. Genitori, questo sacrificio ci insegna che amare significa sapersi “perdere” per far vivere l’altro. Il dono di sé è l’unico modo per essere felici davvero.
  • Gesto: Si spegne una luce e si resta in ginocchio in silenzio davanti alla croce.
  • Canto:

Un grande dono che Dio ci ha fatto è Cristo il Figlio Suo, e l’umanità rinnovata in Lui è unita a Dio per sempre. Siamo qui, sotto la stessa luce, sotto la sua croce, cantando ad una voce: è l’Emmanuel, l’Emmanuel, l’Emmanuel, è l’Emmanuel, l’Emmanuel.

11ª Stazione: Il Buon Ladrone e la Speranza

  • Sacerdote: Un peccatore riconosce Gesù Re nel momento più buio. Gli basta uno sguardo di fede per entrare in Paradiso.
  • Vangelo (Lc 23, 42-43): “Gesù, ricordati di me… Oggi sarai con me nel paradiso’.”
  • Commento: Questa stazione è lo scandalo della misericordia. Un uomo che ha sbagliato tutto, nell’ultimo istante, viene “iniziato” alla santità. Non è mai troppo tardi. Dio non è un contabile che tiene il conto degli errori, ma un Padre che aspetta solo un tuo sguardo per dirti: “Oggi ricominciamo insieme”.
  • Gesto: Bacio della croce.
  • Canto:

E rischiara la nostra strada se non scordiamo che l’umanità da Lui rigenerata rimane Figlia Sua. Siamo qui, sotto la stessa luce, sotto la sua croce, cantando ad una voce: è l’Emmanuel, l’Emmanuel, l’Emmanuel, è l’Emmanuel, l’Emmanuel.

12ª Stazione: Giovanni, il custode dell’amore

  • Sacerdote: Giovanni riceve Maria come madre. Sotto la croce nasce la Chiesa come famiglia di cura reciproca.
  • Vangelo (Gv 19, 26-27): “Gesù disse alla madre: ‘Ecco tuo figlio!’. Poi disse al discepolo: ‘Ecco tua madre!’.”
  • Commento: Ai piedi della croce nasce una nuova famiglia. Iniziare al Mistero Pasquale significa capire che non possiamo essere cristiani da soli. Genitori e figli sono custodi l’uno dell’altro. La Chiesa è la vostra casa dove nessuno deve sentirsi orfano.
  • Gesto: I genitori mettono la mano sulla spalla dei figli.
  • Canto:

Dalla città dove l’amore è diventato vita, per noi e per il mondo intero è l’inizio della festa. Siamo qui, sotto la stessa luce, sotto la sua croce, cantando ad una voce: è l’Emmanuel, l’Emmanuel, l’Emmanuel, è l’Emmanuel, l’Emmanuel.

13ª Stazione: Gesù è deposto dalla Croce

  • Sacerdote: Il corpo di Gesù viene riconsegnato a Maria. È il momento del silenzio e dell’accoglienza pietosa.
  • Vangelo (Mc 15, 46): “Giuseppe, comprato un lenzuolo, calò il corpo di Gesù giù dalla croce e lo avvolse nel lenzuolo.”
  • Commento: Maria accoglie tra le braccia il figlio morto. È l’immagine della Chiesa che accoglie chi è ferito dalla vita. Iniziare al mistero è imparare a non avere paura del dolore altrui, ma a saperlo abbracciare con tenerezza. Ragazzi, siate braccia che accolgono chi è triste. Genitori, siate il porto sicuro dove i figli possono sempre tornare, anche quando sono feriti dai propri errori.
  • Gesto: Viene steso un telo bianco ai piedi della croce.
  • Canto:

Con questo Pane la vita è in noi, con lo Spirito di Dio, noi saremo i testimoni del Suo amore nel mondo. Siamo qui, sotto la stessa luce, sotto la sua croce, cantando ad una voce: è l’Emmanuel, l’Emmanuel, l’Emmanuel, è l’Emmanuel, l’Emmanuel.

14ª Stazione: Giuseppe d’Arimatea e l’attesa

  • Sacerdote: Giuseppe depone Gesù nel sepolcro. È il tempo del seme: nel silenzio si prepara la vita.
  • Vangelo (Mt 27, 59-60): “Lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose nel suo sepolcro nuovo.”
  • Commento: Sembra tutto finito. Ma Giuseppe d’Arimatea ci insegna il coraggio dell’attesa. A volte la fede sembra sepolta sotto la stanchezza. Eppure, il Sabato Santo è il giorno più fecondo: sotto terra, la vita sta vincendo. Portate a casa questo seme: è il segno della vita nuova.
  • Gesto: Consegna di un seme a ogni ragazzo.
  • Canto:

È l’Emmanuel, l’Emmanuel, l’Emmanuel, è l’Emmanuel, l’Emmanuel. Siamo qui, sotto la stessa luce, sotto la sua croce, cantando ad una voce: è l’Emmanuel, l’Emmanuel, l’Emmanuel, è l’Emmanuel, l’Emmanuel.

15ª Stazione: Gesù risorge, la vittoria della Vita

  • Sacerdote: Il cammino riparte! Gesù è vivo e cammina accanto a noi nelle nostre fatiche di ogni giorno.
  • Vangelo (Lc 24, 5-6): “Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto!”
  • Commento: Essere iniziati al Mistero Pasquale significa diventare “cristiani della risurrezione”. Ragazzi, la fede è l’annuncio che la vita vince sempre. Se Gesù è risorto, allora ogni nostra vittoria sul male fa risplendere la Pasqua. Genitori, siate testimoni di questa gioia: la morte è stata sconfitta.
  • Gesto: Accensione del Cero Pasquale e ragazzi che sollevano il seme verso l’alto.
  • Canto

Siamo qui, sotto la stessa luce, sotto la sua croce, cantando ad una voce: è l’Emmanuel, l’Emmanuel, l’Emmanuel, è l’Emmanuel, l’Emmanuel.

Conclusione del Sacerdote e Mandato

Sacerdote: Cari ragazzi, cari genitori, siamo stati “iniziati” al Mistero: ora sappiamo che nessuna caduta è definitiva e che l’amore vince sempre.

Il Mandato:

  • Ai ragazzi dico: Siate voi il “panno della Veronica” nelle vostre classi. Non lasciate solo chi è triste. Portate la luce della Risurrezione nei vostri discorsi.
  • Ai genitori dico: Siate voi il “Cireneo” e la “Maria” per i vostri figli. Aiutateli a portare le croci della crescita senza sostituirvi a loro, ma restando presenti.

Signore Gesù, benedici queste famiglie. Fa’ che tornando a casa la luce di questa sera diventi pazienza e ascolto. Andate in pace!

Tutti: Rendiamo grazie a Dio.

Canto: Siamo qui, sotto la stessa luce, sotto la sua croce, cantando ad una voce: è l’Emmanuel, l’Emmanuel, l’Emmanuel, è l’Emmanuel, l’Emmanuel.


INIZIAZIONE CRISTIANA

I DOMENICA – 22 Febbraio: Lo Zaino (La Promessa)
  • 7-10 anni: Disegnare uno zaino su un foglio. Dentro lo zaino, scrivere o disegnare una cosa bella (un gesto d’amore) che Gesù ci suggerisce per non perderci.

Messaggio: imparare a compiere gesti di amore.

  • 11-14 anni: Disegnare lo zaino e scrivere all’esterno una cosa “pesante” da abbandonare (es. pigrizia) e all’interno una cosa “leggera” da portare nel deserto (es. preghiera).

Messaggio: imparare a discernere i pesi presenti nella vita.

I domenica – 22 Feb“Lo sazierò di lunghi giorni e farò vedere la mia salvezza” (salmo 90, 15-16)

Fare memoria del Battesimo…

Riflessione All’inizio di questo percorso quaresimale abbiamo compiuto un gesto penitenziale: le ceneri sul capo. Gesto che ci richiama all’essenzialità delle cose e ad una seria riflessione sulla nostra vita cristiana. In queste settimane faremo memoria di alcune “cose” importanti ed essenziali, proprio per incamminarci sulla strada del Vangelo e rinnovarci interiormente per essere pronti a vivere la Pasqua: il passaggio dall’uomo vecchio all’uomo nuovo, che dritto in piedi annuncia a tutti la gioia della risurrezione.

In questa prima settimana vogliamo fare memoria del Battesimo, cioè della Vita nuova che Cristo ci ha donato e della quale partecipiamo. L’impegno battesimale plasma tutta la nostra vita e ci rende testimoni di un amore così grande che niente e nessuno può contenere e che inevitabilmente siamo chiamati ad annunciare. Vivere il battesimo e farne memoria, allora , vuole ricordarci che siamo amati e che amando trova piena realizzazione la vita di Cristo in noi.

Luogo: Il battistero della tua Parrocchia

Azione: Nell’incontro settimanale che il gruppo giovani vivrà sarà opportuno soffermarsi sulla centralità e sull’importanza del Battesimo, sottolineandone il dono e la responsabilità. L’incontro potrebbe concludersi intorno al Fonte Battesimale con un momento di preghiera ed il rinnovo della fede. Attraverso il qrcode potrai consultare uno schema di preghiera oppure crearne uno.

PARTECIPAZIONE
Durante la settimana rivolgi il tuo impegno alla mensa diocesana, un luogo dove la condivisione del pane diventa un gesto di amore e vicinanza verso chi vive in condizioni di estrema difficoltà. Dedica il tuo tempo aiutando a cucinare i pasti per i migranti residenti nella tendopoli di San Ferdinando, che spesso affrontano la solitudine e l’incertezza di un futuro lontani dalla propria terra. Distribuire il cibo sarà un gesto che va oltre la mano che porge, ma diventa un atto di fratellanza, un modo per riconoscere l’altro nella sua umanità e rispondere al suo bisogno con un sorriso, una parola di conforto, un’attenzione genuina.

LUOGHI
Mensa diocesana San Ferdinando
Attiva ogni martedì e giovedì dalle ore 14.30 alle ore 19.00

La Mensa diocesana è nata nel 2020 come opera segno della Caritas diocesana di Oppido Mamertina-Palmi dal progetto 8Xmille “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare”. Attraverso questo servizio, grazie al contributo umano di molti volontari, due volte alla settimana vengono preparati ed offerti pasti caldi ai migranti residenti nella Tendopoli di San Ferdinando.

Per informazioni: Caritas Diocesana Tel 0966 046941 anche whatsapp | dal lunedì al venerdì – ore 8:30 /12:30

Il Deserto (Tentazioni)
La Quaresima si apre nel deserto, luogo simbolico della prova e della verità. Gesù affronta la tentazione non con strategie umane, ma con la forza della Parola. Anche l’adulto è chiamato a riconoscere ciò che lo seduce e lo allontana dalla fiducia filiale, riscoprendo una fede capace di scegliere Dio nella libertà.

LABORATORIO BIBLICO ADULTI (ANNO A)

“Dalla Cenere alla Sorgente: Un Cammino Battesimale”

Obiettivo: Vivere la Quaresima come un itinerario di “scrutinio” della propria fede adulta.

(Note per l’Animatore)

• Ambiente: Sedie in cerchio. Al centro, la Bibbia sul leggio, una candela accesa e il “Segno del Giorno” (sasso, brocca, ecc.).

• Ruolo: L’animatore non è un docente, ma un facilitatore che garantisce il silenzio e la fluidità della parola.

• Gestione Tempi: Essendo un laboratorio di 60 minuti, usa un segnale sonoro (es. un piccolo rintocco) per scandire il passaggio tra le fasi.

CRONOPROGRAMMA E LE 3 FASI

1. Inizio e Approfondimento (00-20 minuti)

Preghiera Iniziale (Insieme):

“Signore Gesù, invia su di noi il tuo Spirito. Apri la nostra intelligenza per comprendere le Scritture e il nostro cuore perché la tua Parola diventi carne. Donaci il coraggio di lasciarci scrutare dalla Verità. Amen.”

Fase 1 : Approfondimento (Esegesi): L’animatore introduce il brano spiegando il nodo teologico dell’Anno A. Si conclude con la Lettura Solenne del Vangelo.

2. Fase Proiettiva (20-35 minuti)

• Silenzio individuale: 10-15 minuti di silenzio assoluto. Ogni partecipante meditava il Vangelo.

3. Fase di Restituzione e Gesto (35-60 minuti)

Restituzione: Condivisione in cerchio.

Preghiera Finale (Insieme):

“Ti rendiamo grazie, Signore, per questo incontro. Aiutaci a non dimenticare quanto abbiamo visto e udito, affinché la nostra vita diventi un vangelo vivente nella settimana che ci attende. Amen.

Le  fasi di Approfondimento (Esegesi), Proiettiva (Attualizzazione) e Restituzione (Condivisione) devono essere collegate in modo organico. L’obiettivo è passare dal “Cosa dice il testo” al “Cosa dice a me/noi” e infine al “Cosa genera in noi”.

Ecco la struttura metodologica dettagliata per le 5 domeniche (Anno A).

1. Fase di Approfondimento (Esegetico-Teologico)

In questa fase l’animatore offre le chiavi di lettura. Per l’Anno A, il focus è il percorso catecumenale.

DomenicaNodo Esegetico per l’Adulto
I (Tentazioni)Il deserto non è un luogo fisico, ma lo spazio della prova della figliolanza. Gesù risponde con il Dabar (Parola efficace) non con ragionamenti umani.
II (Tabor)La trasfigurazione è un’anticipazione della Pasqua. Mosè ed Elia (Legge e Profeti) confermano che la sofferenza di Cristo non è un fallimento.
III (Samaritana)Il passaggio dal piano materiale (acqua del pozzo) al piano spirituale (acqua viva). La “Verità” che libera è l’incontro con la propria storia.
IV (Cieco)Il miracolo è un “segno”. Il vero cieco non è chi non vede, ma chi crede di vedere già tutto (i farisei) e si chiude alla novità di Dio.
V (Lazzaro)La risurrezione di Lazzaro è un “risveglio” alla vita biologica, che punta alla Risurrezione definitiva. Dio piange l’amico: l’umanità di Dio.

2. Fase Proiettiva (la Parola con la Vita)

Qui l’adulto “proietta” la propria esistenza nel testo.

  • Domenica I (Il Deserto): Identificare i propri “idoli” (sicurezza economica, successo, manipolazione degli altri). Domanda guida: “Quale parola di Dio sto trascurando per dare ascolto alle mie paure?”
  • Domenica II (Il Tabor): Riflettere sui momenti di “luce” che sostengono la fede nei periodi di routine o lutto. Domanda guida: “Quale ‘Tabor’ mi ha dato la forza di scendere di nuovo in pianura?”
  • Domenica III (La Samaritana): Confrontarsi con la propria “brocca” (le difese, le maschere). Domanda guida: “Qual è la verità su me stesso che fatico a dire a Gesù?”
  • Domenica IV (Il Cieco): Analizzare i propri pregiudizi ideologici o religiosi. Domanda guida: “In quale ambito della mia vita sto agendo come un fariseo, giudicando invece di vedere la grazia?”
  • Domenica V (Lazzaro): Guardare alle proprie zone di “morte” interiore. Domanda guida: “Quale pietra tombale ho messo su un rapporto o su una speranza, dicendo ‘ormai è tardi’?”

3. Fase di Restituzione (La Parola si fa Comunità)

La restituzione non è solo “raccontare”, ma sintetizzare l’esperienza in un segno o impegno.

Metodo della “Risonanza Creativa”

Per ogni domenica, si può utilizzare uno strumento diverso di restituzione:

  1. Domenica I: La Scelta. Ogni partecipante scrive su un biglietto un versetto biblico che “custodirà” per la settimana e lo scambia con un altro, impegnandosi a pregare per la tentazione del fratello.
  2. Domenica II: La Visualizzazione. Utilizzare un cartellone con l’immagine della montagna. Gli adulti attaccano dei post-it con scritto un “vangelo vissuto” (un’azione luminosa vista in parrocchia o in famiglia).
  3. Domenica III: Il Simbolo. Si versa dell’acqua in un catino comune. Ognuno, versando un piccolo quantitativo, esprime a voce alta una preghiera di intercessione per chi vive “arsura” spirituale.
  4. Domenica IV: Il Passaggio. Si dividono i partecipanti in cerchio. Chi si sente di aver ricevuto una “nuova vista” su un problema, fa un passo avanti e condivide brevemente: “Prima vedevo… ora vedo…”.
  5. Domenica V: Il Mandato. Consegna di un piccolo “bambagio” o stoffa bianca. È l’impegno a “sciogliere le bende” di qualcuno nella propria vita (un perdono, una visita a un malato, una parola di conforto).

Nota Tecnica per l’Animatore sul Tempo Liturgico

Spiega sempre ai partecipanti che la Quaresima dell’Anno A è un itinerario di iniziazione.

• Non stiamo solo leggendo storie antiche.

• Stiamo vivendo un “allenamento” dell’anima.

• Ogni domenica è un gradino: Vittoria (I), Luce (II), Acqua (III), Vista (IV), Vita (V).

I^ SETTIMANA
Il digiuno dalle maschere digitali
“Il volto (prósōpon) indica ciò che sta di fronte allo sguardo, il luogo della presenza.” *


La riflessione: La Quaresima inizia nel deserto, il luogo della verità dove cadono le tentazioni. Papa Leone ci ricorda che il volto è sacro perché riflesso dell’amore divino. Spesso, però, nella comunicazione digitale, sostituiamo il nostro volto con maschere: filtri, avatar o personalità costruite per compiacere l’algoritmo. In questa settimana, riflettiamo su quante volte “nascondiamo il nostro volto” dietro una narrazione di noi stessi che non ci appartiene.

Esercizio pratico: Pratica un “digiuno della simulazione”. Rinuncia a postare contenuti che servono solo a nutrire l’ego o a simulare una perfezione che non esiste. Prova a vivere un incontro “faccia a faccia” (senza schermi intermedi) valorizzando la sacralità della presenza fisica.

*LEONE PP. XIV – LX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, 24.01.2026

II^ DOMENICA DI QUARESIMA – 1 marzo 2026
Il Tabor, Specchio della Vocazione
«Ed ecco una voce dalla nube che diceva: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo”». (Mt 17, 5)

Introduzione (All’inizio della S. Messa)

Segno la veste bianca

Nel Battesimo l’olio dei catecumeni è l’olio dell’atleta di Cristo. S. Ambrogio dice: “Arrivato al fonte, tu sei stato unto … come un atleta di Cristo, come se tu stessi per dedicarti a un combattimento in questo mondo”. Il battezzando viene unto con l’olio dei catecumeni. Quest’olio applicato sul petto è come uno scudo che respinge il male e difende la fede. È la forza di Cristo, così anche noi possiamo rispondere al male come fa Gesù nel deserto. Possiamo rinunciare al male solo se facciamo entrare in noi la forza di Cristo Signore, Lui ci sveglierà e ci farà comprendere misteriosamente quando la tentazione sarà all’opera.

Preghiera Universale

Celebrante: Nella comunione di un solo Battesimo, ci uniamo alla preghiera che sempre Cristo Signore rivolge al Padre per la moltitudine dei fratelli.

Diacono o lettore: Preghiamo insieme e diciamo: ascoltaci Signore.

Diacono o lettore: Preghiamo per tutti i credenti: trasfigurati dall’amore di Cristo siano testimoni di speranza nel mondo.

Diacono o lettore: Preghiamo per il nostro Papa Francesco, i vescovi, i sacerdoti: con la loro vita e testimonianza siano sempre luce che fa intravedere il volto meraviglioso di Dio Padre.

Diacono o lettore: Preghiamo per quanti governano le nazioni: ogni giorno si impegnino a servire il bene comune e a promuovere la giustizia e la pace.

Diacono o lettore: Preghiamo per tutti i bambini e ragazzi che si stanno preparando a ricevere i Sacramenti dell’iniziazione cristiana: attraverso la preghiera e la testimonianza concreta dei loro genitori e delle nostre comunità siano aiutati a giungere ad una vera amicizia con il Signore.

Diacono o lettore: Preghiamo per tutti i nostri cari defunti: dona loro, Signore, la tua pace, nell’attesa del momento in cui Cristo trasfigurerà il loro corpo mortale per conformarlo al suo corpo glorioso.

Celebrante: O Padre, generoso verso quanti ti invocano, esaudisci la preghiera che ti rivolgiamo e donaci di lasciar risuonare in noi la voce del tuo Figlio amato. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

R. Amen.


INIZIAZIONE CRISTIANA
II DOMENICA – 1 Marzo: Il Volto (La Luce)

  • 7-10 anni: Disegnare il proprio volto al centro di un sole luminoso.

Messaggio: Dio ci guarda sempre con uno sguardo pieno di luce.

  • 11-14 anni: Scrivere su un foglio un pregio “segreto” del proprio carattere che solo Dio vede chiaramente.

Messaggio: Dio guarda oltre le apparenze..

II domenica – 1 Marzo 2026“Il mio cuore ripete il tuo invito: “cercate il mio volto!” (Salmo 26, 8-9)

Fare memoria della Croce

Riflessione In questa seconda settimana il nostro cuore vuole fare memoria della Croce, il segno dei Cristiani.

Forse troppo spesso vediamo la croce come condanna e non come via di amore, come tortura e non come “luogo” di rinascita. Allora proprio per questo vogliamo fermarci a riflettere sul segno dell’amore supremo di Gesù, sulle sue braccia aperte sulla nostra vita, che ci comunicano che per Lui valiamo, al punto di dare la sua vita. La croce è anche il segno per il quale tanti nostri fratelli, in diverse parti del mondo vengono martirizzati ancora oggi e tutto ciò non può lasciarci indifferenti. Siamo chiamati come giovani, come battezzati, come cristiani ad interrogarci su quante croci ancora oggi vengono imposte sulle spalle di tanti fratelli, su quante croci diventano inno all’odio e non all’amore, su quante croci silenziose i loro coetanei portano da soli. Meditare sul segno della croce significa anche instillare nel core dei nostri ragazzi il desiderio di essere cirenei che aiutano tutti coloro che si trovano in difficoltà.

Luogo: Intorno alla Croce

Azione: Vivere un momento di preghiera e spiritualità attorno alla Croce, cercando di vivere con i ragazzi non solo un momento rituale ma anche un momento di forte riflessione e dialogo. Troverai attraverso il qrcode uno schema per l’Adorazione della Croce che liberamente potrai adottare.

PARTECIPAZIONE
Durante la settimana rivolgi il tuo impegno alla mensa diocesana, un luogo dove la condivisione del pane diventa un gesto di amore e vicinanza verso chi vive in condizioni di estrema difficoltà. Dedica il tuo tempo aiutando a cucinare i pasti per i migranti residenti nella tendopoli di San Ferdinando, che spesso affrontano la solitudine e l’incertezza di un futuro lontani dalla propria terra. Distribuire il cibo sarà un gesto che va oltre la mano che porge, ma diventa un atto di fratellanza, un modo per riconoscere l’altro nella sua umanità e rispondere al suo bisogno con un sorriso, una parola di conforto, un’attenzione genuina.

LUOGHI
Mensa diocesana San Ferdinando
Attiva ogni martedì e giovedì dalle ore 14.30 alle ore 19.00

La Mensa diocesana è nata nel 2020 come opera segno della Caritas diocesana di Oppido Mamertina-Palmi dal progetto 8Xmille “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare”. Attraverso questo servizio, grazie al contributo umano di molti volontari, due volte alla settimana vengono preparati ed offerti pasti caldi ai migranti residenti nella Tendopoli di San Ferdinando.

Per informazioni: Caritas Diocesana Tel 0966 046941 anche whatsapp | dal lunedì al venerdì – ore 8:30 /12:30

II Settimana – Il Tabor (Trasfigurazione)
Sul monte della Trasfigurazione, Gesù rivela ai discepoli la luce della Pasqua prima della croce. I momenti di grazia non eliminano la fatica del cammino, ma lo illuminano. La fede adulta impara a custodire queste esperienze di luce per attraversare con speranza i tempi della prova e della quotidianità.

II^ SETTIMANA
L’ascolto del “Per-sonare” (La voce umana)
“Il termine persona include il suono: la voce inconfondibile di qualcuno.” *


La riflessione: La Quaresima inizia nel deserto, il luogo della verità dove cadono le tentazioni. Papa Leone ci ricorda che il volto è sacro perché riflesso dell’amore divino. Spesso, però, nella comunicazione digitale, sostituiamo il nostro volto con maschere: filtri, avatar o personalità costruite per compiacere l’algoritmo. In questa settimana, riflettiamo su quante volte “nascondiamo il nostro volto” dietro una narrazione di noi stessi che non ci appartiene.

Esercizio pratico: Pratica un “digiuno della simulazione”. Rinuncia a postare contenuti che servono solo a nutrire l’ego o a simulare una perfezione che non esiste. Prova a vivere un incontro “faccia a faccia” (senza schermi intermedi) valorizzando la sacralità della presenza fisica.

*LEONE PP. XIV – LX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, 24.01.2026

III^ DOMENICA DI QUARESIMA – 8 marzo 2026
Il Pozzo, Sorgente della Verità
«Gesù le rispose: “Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno”». (Gv 4, 13)

Introduzione (All’inizio della S. Messa)

Segno l’acqua

La Chiesa chiede a Dio che, per mezzo del suo Figlio, la potenza dello Spirito Santo discenda sull’acqua, in modo che quanti vi saranno battezzati nascano «dall’acqua e dallo Spirito» (Gv 3,5). Come ben sappiamo l’acqua ha un significato legato alla purificazione e alla vita. Anche in altre religioni, oltre al cristianesimo e all’ebraismo, l’acqua rimanda all’idea della purezza e della sua funzione di lavare, quindi, purificare. L’acqua porta anche la vita in luoghi deserti, mancanti di acqua, la vita non germoglia. Così accade anche nel rito del battesimo nel quale l’acqua ha il significato di purificare, di lavare, ma non a motivo delle sue proprietà naturali, ma perché benedetta, cioè perché attraverso le parole del ministro, si è innestata nell’essenza dell’acqua la forza dello Spirito santo. Il battesimo (immersione) ci immerge proprio nell’acqua colma di Dio, del suo Spirito.

Preghiera Universale

Celebrante: Fratelli e sorelle, l’itinerario penitenziale della Quaresima ci invita a intensificare la nostra adesione a Cristo, modello dell’umanità rinnovata nell’amore. Decisi a seguire fedelmente le orme del Maestro, innalziamo al Padre la nostra umile e perseverante preghiera.

Diacono o lettore: Preghiamo insieme e diciamo: ascoltaci Signore.

Diacono o lettore: Preghiamo perché la Chiesa si manifesti al mondo come segno di riconciliazione e di amore fraterno.

Diacono o lettore: Preghiamo perché i popoli oppressi dalla violenza possano ritrovare dignità, libertà e pace.

Diacono o lettore: Preghiamo perché coloro che si professano cristiani si riuniscano in unità.

Diacono o lettore: Preghiamo perché i missionari non si scoraggino nel percorrere vie nuove per l’annuncio del Vangelo.

Diacono o lettore: Preghiamo perché possiamo offrire una testimonianza credibile di fede e carità.

Celebrante: O Padre, che esalti gli umili e abbatti l’orgoglio dei potenti, esaudisci le nostre in vocazioni e fa’ che confidiamo sempre in te, salda roccia su cui poggia la nostra vita. Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.


INIZIAZIONE CRISTIANA
III DOMENICA – 8 Marzo: L’Impronta (Il Cammino)

  • 7-10 anni: Ricalcare la sagoma del proprio piede su un foglio e scriverci dentro un’azione buona da fare durante la settimana (es. “aiuto un amico”).

Messaggio: desiderio di impegnarsi nel fare il bene.

  • 11-14 anni: Fare un nodo a un filo di lana legato al braccio e poi tagliarlo  insieme durante un momento di preghiera di gruppo.

Messaggio: Chiediamo a Gesù di liberarci dai piccoli “nodi” (errori) che ci bloccano.

III domenica – 8 Marzo 2026“I miei occhi sono sempre rivolti al Signore: Egli libera dal laccio il mio piede” (Salmo 24, 15)

In questa settimana invita i tuoi giovani a partecipare all’evento diocesano il 14 marzo.

In seguito saranno fornite tutte le indicazioni.

PARTECIPAZIONE
Durante la settimana dona il tuo tempo all’Emporio Solidale e vivi la solidarietà con gesti concreti di aiuto e vicinanza. Potrai supportare le persone nella spesa, offrendo una mano a chi è in difficoltà. Non solo un aiuto materiale, ma anche un ascolto empatico, per far sentire chi ha bisogno più compreso e meno solo.

LUOGHI
Emporio Solidale “Il Carello della Condivisione”
Lun e Ven. dalle 9:00 alle 12:00 Mercoledi 15:00 alle 18:00.

L’Emporio solidale è nato dalla fusione delle quattro Caritas parrocchiali di Gioia Tauro nel 2022 con la finalità di superare la logica del pacco spesa e ridare dignità alla persona offrendo lo stile di un comune supermercato, in cui ognuno può scegliere i prodotti utili utilizzando una tessera a punti ottenuta dopo una fase preliminare di ascolto e verifica dei requisiti economici.

Per informazioni: Caritas Diocesana Tel 0966 046941 anche whatsapp | dal lunedì al venerdì – ore 8:30 /12:30

III Settimana – Il Pozzo (Samaritana)
L’incontro tra Gesù e la Samaritana conduce dal bisogno immediato all’acqua viva che disseta per sempre. La fede matura nasce quando si accetta di rileggere la propria storia alla luce dello sguardo di Cristo, lasciando cadere difese e maschere per accedere a una relazione vera e liberante.

III^ SETTIMANA
Uscire dalla bolla del facile consenso
Algoritmi premiamo emozioni rapide e penalizzano lo sforzo di comprendere.”*


La riflessione: La tentazione del deserto è anche la tentazione della via più facile. Gli algoritmi ci chiudono in “bolle di facile indignazione”, dove incontriamo solo chi ci dà ragione. Papa Leone ci avverte che questo indebolisce il pensiero critico. La Quaresima è un tempo di “metanoia” (cambio di mentalità). Per convertirci, dobbiamo accettare la fatica di comprendere chi è diverso da noi, rompendo lo specchio che l’IA ci costruisce intorno.

Esercizio pratico: Cerca intenzionalmente un’informazione o un punto di vista opposto al tuo. Non per scatenare una polemica (emozione rapida), ma per fare lo “sforzo di comprendere” (riflessione umana). Esci dalla tua bolla informativa.

*LEONE PP. XIV – LX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, 24.01.2026

IV^ DOMENICA DI QUARESIMA – 15 marzo 2026
Il Fango, Rinascita alla Luce
«Egli rispose: “Quell’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: Va’ a Siloe e làvati!. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista”». (Gv 9, 11)

Introduzione (All’inizio della S. Messa)

Segno la candela accesa al cero pasquale

Nel Battesimo la candela, accesa al cero pasquale, consegnata ai genitori e ai padrini/madrine ricorda e dà loro il compito di far sì che Cristo, luce del mondo, illumini il bambino attraverso le loro parole, il loro esempio, il loro aiuto. La fiamma della fede del bambino viene attinta al Cero Pasquale, che rappresenta Cristo e deve essere continuamente alimentata dai genitori. Il bellissimo segno della candela porta in sé tanta forza ma allo stesso tempo tanta debolezza. Basta un niente perché un colpetto di vento spenga la fiamma. Così è anche per il dono del battesimo, se i genitori, i padrini e le madrine e la comunità non sapranno curare e custodire il dono fatto al bimbo presentato, la forza del battesimo si perderà e ci sarà un cristiano in meno nel nostro mondo.

Preghiera Universale

Celebrante: Fratelli e sorelle, uniti mediante il Battesimo alla morte e risurrezione del Signore, siamo divenuti un popolo regale, sacerdoti per il nostro Dio.

Diacono o lettore: Preghiamo insieme e diciamo: ascoltaci Signore.

Diacono o lettore: Preghiamo perché la Chiesa annunci la potenza redentrice della morte di Cristo, che trasforma anche il nostro dolore in sorgente di salvezza.

Diacono o lettore: Preghiamo per i peccatori perché rinnovati dalla misericordia di Dio vivano passi di vera conversione.

Diacono o lettore: Preghiamo per i catecumeni che riceveranno il Battesimo nella Pasqua, perché il Signore accresca in loro la fede e la conoscenza della verità.

Diacono o lettore: Preghiamo per tutti coloro che sono segnati dalla sofferenza fisica e spirituale, perché attingano dalla passione di Cristo forza e consolazione.

Diacono o lettore: Preghiamo per tutti noi perché sappiamo vivere la penitenza come via all’incontro con il Signore.

Celebrante: Accogli, o Signore, l’umile preghiera dei tuoi fedeli, e concedi loro di percorrere, sotto la guida del tuo Spirito, la strada che li riporta a te, pregustando fin da ora la gioia della Pasqua. Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.


INIZIAZIONE CRISTIANA
IV DOMENICA 15 Marzo: La medaglia (La Gioia)

  • 7-10 anni: “La Medaglia del Sorriso”. Ritagliare un cerchio di carta gialla, disegnarci sopra un grande sorriso e indossarlo con uno spago e donarlo a un familiare.

Messaggio: Portiamo la gioia di Gesù a tutti.

  • 11-14 anni: “Messaggio Flash”. Scrivere su un biglietto colorato una frase incoraggiante (es. “Dio ti ama così come sei”) e scambiarselo tra ragazzi.

Messaggio: condividiamo la gioia tra noi

IV domenica – 15 Marzo 2026“Rallegrati Gerusalemme e voi tutti che l’amate radunatevi” (CF Isaia 66, 10-11)

Fare Memoria del dono dello Spirito Santo…

Riflessione A metà del cammino quaresimale. L’invito è quello di fare memoria del dono dello Spirito Santo che i ragazzi hanno ricevuto in pienezza con la Confermazione e già prima nel Sacramento del Battesimo. Soffermarci sullo Spirito Santo come “motore” della vita cristiana, aiutare i nostri giovani a farlo diventare protagonista delle loro giornate, ad invocarlo nei momenti belli ed in quelli più difficili. Spiegare loro il grande dono che lo spirito è, significa aiutarli a crescere nella fede.

Luogo: incontro settimanale

Azione: l’invito in questa settimana è di ritrovarsi per un incontro formativo o una catechesi sullo Spirito Santo, aiutando i nostri ragazzi a conoscere sempre meglio questa Persona della Trinità.

PARTECIPAZIONE

Durante questa settimana la comunità è invitata a vivere un gesto di carità diverso dal consueto: un incontro di ascolto e di dialogo con le persone accolte e accompagnate dalla Caritas. Un tempo di conoscenza reciproca, in cui gli ospiti possano raccontare la propria storia, il proprio vissuto, le difficoltà e le speranze che abitano il loro cammino. Partecipare significa mettersi in ascolto, sospendere il giudizio, lasciarsi toccare dalle parole e dai silenzi. La carità diventa così relazione, incontro, condivisione di umanità.

LUOGHI
CAS – Drosi

Il C.A.S. (Centro di Accoglienza Straordinaria) di Drosi nasce ad agosto su autorizzazione della Prefettura di Reggio Calabria. È destinato all’accoglienza di richiedenti asilo, provenienti da diverse nazionalità, in cerca di un rifugio sicuro dopo aver attraversato il mare. Il suo interno si attua un approccio socio-educativo, volto alla promozione umana e all’integrazione sul territorio, grazie al lavoro costante delle diverse figure professionali che compongono l’équipe multidisciplinare del centro composta da assistenti sociali, mediatori linguistico-culturali e operatori di alfabetizzazione della lingua italiana.

Per informazioni: Caritas Diocesana Tel 0966 046941 anche whatsapp | dal lunedì al venerdì – ore 8:30 /12:30

IV Settimana – La Luce (Cieco nato)

La guarigione del cieco nato è un segno che smaschera ogni presunzione religiosa. La vera cecità è credere di vedere già tutto e non lasciarsi sorprendere da Dio. La Parola illumina il cuore e apre a una fede capace di riconoscere la grazia anche dove prima c’era solo giudizio.

IV^ SETTIMANA
La responsabilità di non “seppellire i talenti”
“Cedere alle macchine le proprie funzioni mentali significa seppellire i talenti ricevuti. *


La riflessione: Papa Leone usa una metafora evangelica potente: l’uso acritico dell’IA può diventare un modo per nascondere i nostri talenti. Se lasciamo che sia una macchina a scrivere, a creare e a pensare per noi, atrofizziamo la nostra umanità. La Quaresima ci chiama a rendere conto di ciò che siamo. Siamo creatori, non “consumatori passivi”. La comunicazione è un atto d’amore e di responsabilità che richiede impegno e fatica.

Esercizio pratico: Svolgi un compito creativo o comunicativo (una lettera, un pensiero, una preghiera) senza l’aiuto di strumenti automatici. Accetta la “fatica della ricerca” e della scrittura manuale. Riscopri la gioia di un prodotto che ha una “paternità” e un cuore.

*LEONE PP. XIV – LX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, 24.01.2026

V^ DOMENICA DI QUARESIMA – 22 marzo 2026
Il Grido, Vittoria sulla Morte
«Gesù le disse: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno”». (Gv 11, 25)

Introduzione (All’inizio della S. Messa)

Segno il rito dell’Effetà

La parola Effatà, in lingua aramaico, significa “Apriti” è una parola antica che custodisce uno dei doni del battesimo. Il sacerdote tocca con il pollice le orecchie e le labbra del battezzato e prega: «Il Signore Gesù, che fece udire i sordi e parlare i muti, ti conceda di ascoltare presto la sua parola, e di professare la tua fede, a lode e gloria di Dio Padre». Nel battesimo abbiamo la grazia di essere facilitati nell’ascoltare la Parola di Dio, vale a dire di riconoscere fra le parole che ogni giorno ascoltiamo, le Parole che hanno profumo di Dio. Il Battesimo ci aiuta anche ad amare la Parola che Dio ha scritto per noi nella Sacra Scrittura. Ma non solo, con il rito dell’Effetà siamo facilitati anche nel dire la Parola di Dio, nel dire parole che esprimono il pensiero di Dio, il più adatto a tutti noi. Tutto questo se curiamo e custodiamo il nostro Battesimo!

Preghiera Universale

Celebrante: Nella comunione di un solo Battesimo, ci uniamo alla preghiera che sempre il Cristo Signore rivolge al Padre per la moltitudine dei fratelli.

Diacono o lettore: Preghiamo insieme e diciamo: ascoltaci Signore.

Diacono o lettore: Preghiamo perché il Signore assista con la sapienza che viene dall’alto papa Francesco e tutti i pastori della Chiesa. 

Diacono o lettore: Preghiamo perché il Signore chiami uomini e donne al servizio del Vangelo.

Diacono o lettore: Preghiamo perché il Signore visiti i popoli oppressi da guerra e povertà.

Diacono o lettore: Preghiamo perché il Signore conforti i malati e quanti sono nella prova e nel dolore.

Diacono o lettore: Preghiamo perché il Signore converta a sé i nostri cuori.

Celebrante: O Padre che hai cura dei deboli, rivolgi a noi il tuo sguardo misericordioso, perché, ricolmi di speranza per la morte redentrice del tuo Figlio, innalziamo a te il canto della riconoscenza e della lode. Per Cristo nostro Signore.

R. Amen


INIZIAZIONE CRISTIANA
V DOMENICA 22 Marzo: Lo scudo (La difesa)

    • 7-10 anni: Disegnare uno scudo con una croce al centro.

    Messaggio: Dio è la nostra forza e ci protegge dalla paura e dalla tristezza.

    • 11-14 anni: “Lo Scudo dei Valori”. Ritagliare uno scudo e scriverci sopra un valore importante che Dio aiuta a proteggere (es. la lealtà o la sincerità).

    Messaggio: riconoscere che Dio si prende cura di noi.

    V Domenica – 22 Marzo 2026 – “Tu sei il Dio della mia difesa” (salmo 42, 1-2)

    Fare Memoria della Misericordia

    Riflessione Spesso nei nostri ambienti esiste una errata concezione di Dio, mostrare invece ai ragazzi la sua paternità e la sua misericordia li aiuterebbe ad avere più fiducia in Lui e di conseguenza in loro stessi. Molte volte i nostri ragazzi si sentono scoraggiati, colpevoli, manchevoli, forse il nostro compito è proprio aiutarli a risollevarsi, facendogli conoscere e riscoprire l’immagine di quel Padre Misericordioso che sulla porta aspetta con ansia il nostro ritorno.

    Luogo: Confessionale

    Azione: Vivi con i ragazzi, in questa ultima settimana di quaresima una penitenziale, magari spiegando loro come e cosa significa il Sacramento della Riconciliazione ed invitandoli a sperimentare la Misericordia attraverso la grazia del Sacramento.

    PARTECIPAZIONE

    La V domenica di Quaresima apre lo sguardo alla Pasqua ormai vicina e invita la comunità a interrogarsi su una domanda decisiva: come tradurre l’incontro con Cristo risorto in una vita donata?
    Questa domenica è dedicata a intraprendere il mondo del volontariato Caritas come un vero cammino di fede e di formazione, non come un semplice “fare del bene”, ma come una scelta che nasce dall’incontro personale con Gesù vivo. Si propone di offrire a chi lo desidera la possibilità di intraprendere un percorso formativo, aperto a nuove persone, che parta dall’ascolto della Parola, dall’esperienza dell’incontro con il Risorto e conduca gradualmente al servizio concreto verso i poveri.

    LUOGO
    CASA DEL LAICATO “MONS. LUCIANO BUX” GIOIA TAURO

    Presso il Centro Caritas è possibile formarsi per avviare nuovi percorsi di cambiamento, capaci di animare le comunità cristiane. Dalla formazione personale e dall’incontro con Cristo risorto nasce uno sguardo nuovo sulle sfide del nostro tempo e la possibilità di individuare azioni sinergiche che aiutino noi stessi e il nostro prossimo.

    Il volontariato diventa così:
    • risposta alla chiamata del Signore;
    • luogo di crescita umana e spirituale;
    • esperienza di Chiesa che si fa prossima e solidale.

    Questo tempo diventa un’occasione per aprire il cuore e lasciarsi interrogare, affinché nuovi volontari possano intraprendere un cammino di formazione e di servizio, riconoscendo nella carità una vera vocazione che nasce dalla Pasqua.

    Per informazioni: Caritas Diocesana Tel 0966 046941 anche whatsapp | dal lunedì al venerdì – ore 8:30 /12:30

    V Settimana – La vita (Lazzaro)

    Davanti alla tomba di Lazzaro, Gesù piange e chiama alla vita. Dio non resta distante dal dolore umano, ma lo attraversa. La Quaresima culmina nella scelta di togliere le pietre e sciogliere le bende, credendo che anche ciò che sembra definitivamente perduto può risorgere.

    V^ SETTIMANA
    Verso la Pasqua, testimoni di Verità non statistiche
    “Sistemi che spacciano una probabilità statistica per conoscenza offrono allucinazioni. *


    La riflessione: Mentre ci avviciniamo alla Passione, ci confrontiamo con la Verità che è una Persona, non un calcolo. L’intelligenza artificiale lavora su medie statistiche, ma la fede lavora sull’unico e sull’irripetibile. Papa Leone ci invita a non accontentarci di “approssimazioni alla verità”. Essere testimoni oggi significa verificare le fonti, essere onesti e non farsi derubare della realtà da “realtà parallele” o deepfake.

    Esercizio pratico: Impegnati in un’opera di “carità intellettuale”: prima di condividere un’informazione, verificala. Non contribuire alla confusione digitale. Chiediti: “Questa parola che sto per diffondere aiuta a crescere in umanità o è solo un’allucinazione statistica?”

    *LEONE PP. XIV – LX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, 24.01.2026


    Questo sussidio per la Quaresima è il frutto di un cammino sinodale vissuto nella Diocesi di Oppido Mamertina‑Palmi, nato dal dialogo e dal lavoro condiviso tra diversi uffici e servizi diocesani: Ufficio Liturgico, Pastorale Giovanile, Caritas, Ufficio Catechistico, Centro Missionario, Ufficio di Pastorale Familiare, Ufficio Comunicazioni Sociali e Apostolato Biblico.

    Un’esperienza di comunione e corresponsabilità ecclesiale, incoraggiata e accompagnata dal nostro Vescovo Giuseppe Alberti, che ha sostenuto questo stile di ascolto, confronto e discernimento condiviso. Collegandosi al sito della diocesi sarà possibile consultare ulteriori approfondimenti, materiali e risorse a supporto del percorso quaresimale proposto.

    Buon tempo di Quaresima a tutti.